FLOP STRATEGIA “ZERO-COVID”, HONG KONG SI PREPARA AD UN DURO LOCKDOWN

Rimane alto in Cina il numero dei morti a causa del virus, ragion per cui l’autorità della regione amministrativa speciale cinese ha annunciato che Hong Kong potrebbe imporre un lockdown duro con i cittadini in quarantena a casa. Non sono bastati due anni di severe restrizioni atte a non avere contagi ed a tenere a bada il virus, perché ora con la variante Omicron, altamente trasmissibile, il sistema cinese si è rivelato debole e c’è il rischio di un focolaio di massa. Carrie Lam, leader di Hong Kong, ha negato la possibilità di un lockdown nella metropoli e ordinato ai 7,4 milioni di residenti di eseguire un test anti-Covid nel mese di marzo. Sophia Chan però, ministra della sanità, intervistata radiofonicamente, ha dichiarato di come la quarantena per tutti è ancora un’opzione sul tavolo. “Da una prospettiva di sanità pubblica per ottenere i migliori effetti da un test obbligatorio per tutti, dobbiamo ridurre i movimenti delle persone”, queste le parole della Chan. Queste dichiarazione seguono le parole dette ili giorno precedente da un importante funzionario della Cina continentale, Li Dachuan, impegnato in una taskforce congiunta con le autorità di Hong Kong, il quale ha descritto il lockdown come “l’approccio ideale e migliore per ottenere i migliori effetti dei test di massa”. Nella giornata di domenica 27 febbraio ad Hong Kong si sono registrati 26mila nuovi contagi e 83 morti. Prima di questa ondata, la città aveva registrato 12.000 casi in totale dall’inizio della pandemia. Secondo le autorità cinesi, gli ospedali sono sotto pressione da diverso tempo e le camere mortuarie sono piene.

Rimane alto in Cina il numero dei morti a causa del virus, ragion per cui l’autorità della regione amministrativa speciale cinese ha annunciato che Hong Kong potrebbe imporre un lockdown duro con i cittadini in quarantena a casa. Non sono bastati due anni di severe restrizioni atte a non avere contagi ed a tenere a bada il virus, perché ora con la variante Omicron, altamente trasmissibile, il sistema cinese si è rivelato debole e c’è il rischio di un focolaio di massa. Carrie Lam, leader di Hong Kong, ha negato la possibilità di un lockdown nella metropoli e ordinato ai 7,4 milioni di residenti di eseguire un test anti-Covid nel mese di marzo. Sophia Chan però, ministra della sanità, intervistata radiofonicamente, ha dichiarato di come la quarantena per tutti è ancora un’opzione sul tavolo. “Da una prospettiva di sanità pubblica per ottenere i migliori effetti da un test obbligatorio per tutti, dobbiamo ridurre i movimenti delle persone”, queste le parole della Chan. Queste dichiarazione seguono le parole dette ili giorno precedente da un importante funzionario della Cina continentale, Li Dachuan, impegnato in una taskforce congiunta con le autorità di Hong Kong, il quale ha descritto il lockdown come “l’approccio ideale e migliore per ottenere i migliori effetti dei test di massa”. Nella giornata di domenica 27 febbraio ad Hong Kong si sono registrati 26mila nuovi contagi e 83 morti. Prima di questa ondata, la città aveva registrato 12.000 casi in totale dall’inizio della pandemia. Secondo le autorità cinesi, gli ospedali sono sotto pressione da diverso tempo e le camere mortuarie sono piene.

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