“Fondi per l’Ucraina? Qui a Latina Karibu non s’è mai più vista”

“La Ninfea e il Quadrifoglio stanno andando avanti con il progetto di inclusione degli ucraini. Hanno contattato le persone e iniziato il percorso, hanno fatto già una prima accoglienza di circa 15-20 ucraini ciascuno, ma di Karibu e Aid non ho avuto più notizie”. A parlare è Francesca Pierleoni, ex vice sindaco e assessore al Welfare del Comune di Latina. Pierleoni, il 7 giugno scorso, annunciò con soddisfazione che la Regione Lazio, con determinazione numero G07165 del 3 giugno, aveva finanziato per un milione 151mila euro quattro progetti presentati dalle coop Ninfea, Il Quadrifoglio, Karibu e Consorzio Aid, per l’inclusione socio-lavorativa degli ucraini in fuga dalla guerra. L’assessore garantì l’immediata istituzione di una cabina di regia per il coordinamento delle attività di formazione con le quattro coop. Ma mentre le prime due avrebbero avviato il progetto, resta un mistero a che punto sia l’attività di Karibu e Aid, le cooperative della famiglia del deputato Aboubakar Soumahoro. “Non ho la più pallida idea se sono andati avanti”, precisa l’ex vice sindaco.

Pieleoni, come non lo sa? Non vi siete più coordinati?
A luglio è caduta la Giunta. Non sono più assessore, ma ho continuato a seguire i progetti. L’idea, fin da subito, è stata quella di mettere in rete le quattro coop, altrimenti ognuno sarebbe andato alla ricerca dell’ucraino senza un obiettivo. Volevamo trovare una soluzione comune. Abbiamo fatto un incontro, a giugno, con gli assegnatari di questi fondi per creare la cabina di regia, insieme alla Caritas e a tutti gli altri partner.

Cosa avevate pianificato con le coop vincitrici?
Avevamo deciso di coordinarci per arrivare il più possibile a dare la possibilità soprattutto alle donne e ai bambini, perché ogni progetto forniva cose che altri non fornivano. Poi è successo quello che è accaduto in Comune ma io ho continuato a seguire i progetti. Ninfea e Il Quadrifoglio stanno lavorando, anche perché ho contatti con la Caritas, quindi riesco a sapere sempre come procede, ma sugli altri non ho la più pallida idea di cosa abbiano fatto, se sono andati avanti o hanno rinunciato, non lo so.

Perché dovrebbero rinunciare se hanno vinto il bando ed era stato avviato il finanziamento?
Magari non hanno dato l’avvio al progetto. Questo dovreste chiederlo alla Regione Lazio. Perché la Ninfea e il Quadrifoglio stanno facendo tutte le loro attività. Karibu e Aid è da capire se hanno fatto l’avvio del progetto, anche perché loro erano stati anche assegnatari nel 2020-21 di un altro bando regionale, quello degli afghani, che era molto simile a quest’altro. Io non ero ancora insediata, ma loro furono gli unici che presentarono il progetto e vennero finanziati.

E gli afghani furono inseriti nel mondo del lavoro?
Non ne ho idea, perché noi non avevamo dato il partenariato e quindi non ci siamo interessati. Io l’ho letto sul bollettino della Regione che erano stati loro gli assegnatari. E poi la Regione ha replicato lo stesso bando sugli ucraini, sempre per l’inclusione e l’inserimento lavorativo, l’accoglienza e la formazione. Gli altri stanno andando avanti, loro, assegnatari di due progetti perché si presentarono sia con Aid che con Karibu, non so cosa stiano facendo.

“La Ninfea e il Quadrifoglio stanno andando avanti con il progetto di inclusione degli ucraini. Hanno contattato le persone e iniziato il percorso, hanno fatto già una prima accoglienza di circa 15-20 ucraini ciascuno, ma di Karibu e Aid non ho avuto più notizie”. A parlare è Francesca Pierleoni, ex vice sindaco e assessore al Welfare del Comune di Latina. Pierleoni, il 7 giugno scorso, annunciò con soddisfazione che la Regione Lazio, con determinazione numero G07165 del 3 giugno, aveva finanziato per un milione 151mila euro quattro progetti presentati dalle coop Ninfea, Il Quadrifoglio, Karibu e Consorzio Aid, per l’inclusione socio-lavorativa degli ucraini in fuga dalla guerra. L’assessore garantì l’immediata istituzione di una cabina di regia per il coordinamento delle attività di formazione con le quattro coop. Ma mentre le prime due avrebbero avviato il progetto, resta un mistero a che punto sia l’attività di Karibu e Aid, le cooperative della famiglia del deputato Aboubakar Soumahoro. “Non ho la più pallida idea se sono andati avanti”, precisa l’ex vice sindaco.

Pieleoni, come non lo sa? Non vi siete più coordinati?
A luglio è caduta la Giunta. Non sono più assessore, ma ho continuato a seguire i progetti. L’idea, fin da subito, è stata quella di mettere in rete le quattro coop, altrimenti ognuno sarebbe andato alla ricerca dell’ucraino senza un obiettivo. Volevamo trovare una soluzione comune. Abbiamo fatto un incontro, a giugno, con gli assegnatari di questi fondi per creare la cabina di regia, insieme alla Caritas e a tutti gli altri partner.

Cosa avevate pianificato con le coop vincitrici?
Avevamo deciso di coordinarci per arrivare il più possibile a dare la possibilità soprattutto alle donne e ai bambini, perché ogni progetto forniva cose che altri non fornivano. Poi è successo quello che è accaduto in Comune ma io ho continuato a seguire i progetti. Ninfea e Il Quadrifoglio stanno lavorando, anche perché ho contatti con la Caritas, quindi riesco a sapere sempre come procede, ma sugli altri non ho la più pallida idea di cosa abbiano fatto, se sono andati avanti o hanno rinunciato, non lo so.

Perché dovrebbero rinunciare se hanno vinto il bando ed era stato avviato il finanziamento?
Magari non hanno dato l’avvio al progetto. Questo dovreste chiederlo alla Regione Lazio. Perché la Ninfea e il Quadrifoglio stanno facendo tutte le loro attività. Karibu e Aid è da capire se hanno fatto l’avvio del progetto, anche perché loro erano stati anche assegnatari nel 2020-21 di un altro bando regionale, quello degli afghani, che era molto simile a quest’altro. Io non ero ancora insediata, ma loro furono gli unici che presentarono il progetto e vennero finanziati.

E gli afghani furono inseriti nel mondo del lavoro?
Non ne ho idea, perché noi non avevamo dato il partenariato e quindi non ci siamo interessati. Io l’ho letto sul bollettino della Regione che erano stati loro gli assegnatari. E poi la Regione ha replicato lo stesso bando sugli ucraini, sempre per l’inclusione e l’inserimento lavorativo, l’accoglienza e la formazione. Gli altri stanno andando avanti, loro, assegnatari di due progetti perché si presentarono sia con Aid che con Karibu, non so cosa stiano facendo.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli