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La guerra del formaggio vegano divide la Svizzera

La raclette a base di girasole fa infuriare casari e allevatori del Canton Vallese: ecco perché

di Cristiana Flaminio -


Può un formaggio vegano dividere un Paese, neutrale per definizione, come è la Svizzera? Sì, certo che può. È polemica, ferocissima, nella Confederazione Elvetica. Dopo la presentazione di una raclette. Si tratta di un formaggio tipico del Canton Vallese. Una delizia a pasta semidura che si scalda accanto al fuoco e si raccoglie col coltello. Solo che la raclette che ha fatto infuriare i vallesi è vegana, prodotta senza latte e senza alcun componente di provenienza animale. Il guaio, però, non è che l’invenzione sia dovuta a qualche privato, no. È stato Agroscope, il centro di competenza per la ricerca in agricoltura, collegato al governo federale.

In Svizzera la guerra del formaggio vegano

Il prodotto presentato da Agroscope è a base di pannelli di girasole. E, come si legge nella presentazione online, risulta “convincente sotto vari aspetti: si scioglie perfettamente, presenta aromi intensi di fermentazione, è privo di additivi e soddisfa anche i requisiti Swissness”. Come nasce la raclette vegana? “La materia prima locale è un sottoprodotto derivante dalla spremitura dei semi di girasole decorticati. La produzione, di proposito spiccatamente artigianale, prevede che gli ingredienti siano riscaldati mentre vengono mescolati, poi fatti raffreddare fino a raggiungere la temperatura di fermentazione”. Ma non finisce qui: “Successivamente si aggiunge una coltura di batteri lattici e il composto viene lasciato fermentare nello stampo a temperatura ambiente. Il prodotto viene poi fatto indurire per due settimane in una cella frigorifera”.

Il Canton Vallese minaccia la rivolta

Ora c’è da dire che la raclette non è un formaggio come un altro e presentarlo come vegano suona, alle orecchie dei vallesi, come una bestemmia in chiesa. Come riporta la Tv Svizzera, è già partita la raffica di interpellanze, ricorsi e documenti presentati per chiedere lumi, e provvedimenti, al governo federale. “Solo una raclette è una raclette”, è lo slogan che viene ripetuto ovunque: dalle strade fino alle aule consiliari e parlamentari, passando per i social. Il guaio è che la notizia della raclette vegana arriva a pungere non solo l’orgoglio della tradizione gastronomica. Ma pure gli affari di allevatori e casari. Il mercato del latte, in Svizzera, complici i dazi di Trump, è a un punto morto. E il comparto rischia grosso. Veder nascere la concorrenza “vegana” e per di più coi soldi pubblici, ha fatto inalberare decine e decine di lavoratori.   


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