Francia nel caos, Macron pensa al divieto per le piazze
Circa 2400 arresti, mille i feriti tra gli agenti. L'Eliseo respinge le dimissioni di Nunez
Francia nel caos per il carovita: bilancio drammatico, l’affondo di Macron e lo scontro politico.
Francia nel caos
La Francia si risveglia sotto lo shock di un fine settimana di guerriglia urbana senza precedenti. La convergenza delle proteste tra movimenti studenteschi e Gilet Gialli contro il carovita e i tagli di bilancio è sfociata in devastazioni diffuse su tutto il territorio nazionale.
La domenica del disordine
Qquasi 2.400 fermi e il rogo al Municipio di Limoges. Il bilancio operativo fornito dal Ministero dell’Interno definisce l’impatto della sollevazione.
Il crollo al Municipio di Limoges
L’episodio più grave si è consumato a Limoges, dove frange radicali hanno dato alle fiamme lo storico Hôtel de Ville, il Municipio cittadino. Le fiamme hanno divorato l’imponente palazzo ottocentesco, provocando il crollo della torre dell’orologio alta 43 metri, il collasso del tetto e la distruzione di oltre due terzi della struttura.
Gli assalti nelle metropoli
A Lione è stato incendiato l’Ufficio del Turismo in Place Bellecour, mentre a Marsiglia i manifestanti hanno forzato i portoni del palazzo comunale e attaccato un posto di polizia municipale. A Bordeaux è stata depredata la residenza del prefetto.
Gli arresti e i feriti
Le forze dell’ordine hanno registrato 2.397 fermi complessivi e quasi 1.000 agenti e gendarmi feriti negli scontri.
Macron alla nazione: “Rabbia e vergogna, fermezza assoluta”
Nel suo discorso serale alla nazione, il presidente Emmanuel Macron ha condannato duramente le violenze. “Questa sera proviamo tutti rabbia e vergogna. Vedere le strade delle nostre città devastate in questo modo è insopportabile. Saremo intransigenti: l’ascolto e il dialogo non significano né debolezza né impunità. Chi ha distrutto deve pagare, chi ha saccheggiato deve risarcire”.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha pure riconosciuto “carenze di previsione e di intelligence”, ma ha rifiutato le dimissioni del suo ministro dell’Interno Laurent Nunez. Lo ha fatto sapere l’Eliseo. “Per porre fine ai fenomeni di barricate e saccheggi, Macron ha anche chiesto al ministro dell’Interno di mettere in atto al più presto sul campo nuove modalità d’azione per le forze di sicurezza interna nella lotta contro i teppisti”, ha aggiunto la presidenza francese.
Il fuoco incrociato delle opposizioni
La linea della fermezza governativa ha scatenato la dura reazione delle forze politiche di opposizione.
La France Insoumise con Jean-Luc Mélenchon ha attaccato l’esecutivo. Denuncia la repressione poliziesca e accusa i media e il governo di criminalizzare “decine di migliaia di persone che sfilavano pacificamente contro l’impoverimento”.
Rassemblement National ad alzo zero. Dalla sponda della destra radicale, Marine Le Pen e Jordan Bardella hanno puntato l’indice contro la “totale incapacità dello Stato di garantire l’ordine pubblico”, invocando dimissioni nel gabinetto di governo e l’immediata proclamazione dello stato d’emergenza.
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