Francia, via alla ri-nazionalizzazione della compagnia elettrica

Lo Stato francese ha deciso: rinazionalizzerà al 100% EDF (èlectricité de France) la maggiore azienda produttrice e distributrice di energia elettrica nel paese transalpino. A comunicarlo, oggi nel suo discorso al Parlamento, il primo ministro Élisabeth Borne: ”Vi confermo l’intenzione dello stato di possedere il 100% del capitale di Edf. Questa evoluzione consentirà all’azienda di rafforzare la sua capacità di portare avanti quanto prima progetti ambiziosi e indispensabili per il nostro futuro energetico”.

Fondata nel 1946, l’azienda è rimasta statale fino al 2004, essendo, poi, quotata in borsa nel 2005 ed oggi è detenuta in quota capitale per l’84% dallo Stato, per l’1% dai dipendenti, mentre il 15% è libero sul mercato privato. La scelta della rinazionalizzazione deriva dell’esigenza di controllare la produzione delle fonti energetiche, in un momento storico in cui la ricerca di un’autonomia ed un’indipendenza delle fonti stesse è di preponderante importanza.

Come ha chiarito la premier francese: “Dobbiamo avere il pieno controllo della produzione del nostro futuro energetico. Dobbiamo garantire la nostra sovranità di fronte alle conseguenze della guerra e alle colossali sfide che ci attendono”. Il gruppo che in Italia detiene Edison, è gravato da una significativa esposizione debitoria legata ai suoi investimenti nucleari che sta affrontando problemi di produzione in alcuni dei suoi reattori, ridimensionandone fortemente i profitti. Dopo le dichiarazioni rilasciate in Parlamento i titoli quotati in borsa a Parigi hanno registrato un importante aumento raggiungendo oltre il 5,5 %., riflesso di un mercato che sembra significativamente apprezzare una simile scelta strategica.

(Mariangela Marchioni)

Lo Stato francese ha deciso: rinazionalizzerà al 100% EDF (èlectricité de France) la maggiore azienda produttrice e distributrice di energia elettrica nel paese transalpino. A comunicarlo, oggi nel suo discorso al Parlamento, il primo ministro Élisabeth Borne: ”Vi confermo l’intenzione dello stato di possedere il 100% del capitale di Edf. Questa evoluzione consentirà all’azienda di rafforzare la sua capacità di portare avanti quanto prima progetti ambiziosi e indispensabili per il nostro futuro energetico”.

Fondata nel 1946, l’azienda è rimasta statale fino al 2004, essendo, poi, quotata in borsa nel 2005 ed oggi è detenuta in quota capitale per l’84% dallo Stato, per l’1% dai dipendenti, mentre il 15% è libero sul mercato privato. La scelta della rinazionalizzazione deriva dell’esigenza di controllare la produzione delle fonti energetiche, in un momento storico in cui la ricerca di un’autonomia ed un’indipendenza delle fonti stesse è di preponderante importanza.

Come ha chiarito la premier francese: “Dobbiamo avere il pieno controllo della produzione del nostro futuro energetico. Dobbiamo garantire la nostra sovranità di fronte alle conseguenze della guerra e alle colossali sfide che ci attendono”. Il gruppo che in Italia detiene Edison, è gravato da una significativa esposizione debitoria legata ai suoi investimenti nucleari che sta affrontando problemi di produzione in alcuni dei suoi reattori, ridimensionandone fortemente i profitti. Dopo le dichiarazioni rilasciate in Parlamento i titoli quotati in borsa a Parigi hanno registrato un importante aumento raggiungendo oltre il 5,5 %., riflesso di un mercato che sembra significativamente apprezzare una simile scelta strategica.

(Mariangela Marchioni)

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