Fratelli civici d’Italia, la svolta della Meloni. Il ritorno di Tremonti

Non solo i fedelissimi di FdI ma anche nomi di spicco della società civile da poter schierare nel governo e rassicurare i partner del nostro Paese.

Fratelli civici d’Italia: così potremmo chiamare la lista elettorale di FdI a cui sta lavorando Giorgia Meloni, che punta su nomi di tutto rispetto della società civile come capolista in diversi collegi. Un big su tutti, Giulio Tremonti, da tempo molto vicino a M5S: la nemesi di Mario Draghi tornerebbe al ministero dell’Economia. Ancora, c’è Carlo Nordio, ex pm di Venezia, molto quotato per il ruolo di ministro della Giustizia. E poi tra i nomi civici l’imprenditore veneto Matteo Zoppas, presidente di Confindustria Veneto, e Beatrice Venezi, direttore d’orchestra (guai a chiamarla direttrice) lucchese. Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2, invece ha smentito una sua candidatura nonostante gli elogi ricevuti da Ignazio La Russa: “Escludo totalmente di volermi candidare: sono un giornalista e continuerò a farlo”. Altra donna che potrebbe essere in lizza per le liste FdI, in Toscana, è Letizia Giorgianni, già referente del comitato vittime di Banca Etruria. Alcuni nomi poi sono quelli di chi ha partecipato alla convention Mi.Co. Di Milano a fine aprile. Tra questi l’ex presidente del Senato e storico componente di FI Marcello Pera. La Meloni, lanciatissima nei sondaggi, in caso di vittoria del centrodestra potrebbe essere – se dovesse prendere un voto in più degli altri alleati – il prossimo presidente del Consiglio. La prima donna premier d’Italia. Pertanto sta lavorando a una squadra di candidati di peso che possano essere anche ministri del suo governo. Al netto, ovviamente, dei maggiorenti del partito che saranno comunque candidati e che avranno incarichi nell’esecutivo. Ma i nomi della società civica andranno più che bene anche agli altri alleati della coalizione. Sempre in un’ottica di governo Meloni che rassicuri i partner internazionali.

Intanto, nell’ottica di un governo filo-Ue, filo-Nato e al fianco dell’Ucraina, si lavora anche al programma elettorale. “Per Fratelli d’Italia e per tutto il centrodestra parlano i fatti. Tutte e tre le delegazioni dei partiti a Bruxelles hanno sempre votato a favore delle risoluzioni di condanna della Russia per l’invasione in Ucraina e a sostegno delle sanzioni. E lo stesso è accaduto in Italia. Come ha spiegato Giorgia Meloni la nostra collocazione atlantista è nettissima. Ed è una condizione imprescindibile su cui Fratelli d’Italia non derogherà in alcun modo”. Così il copresidente del gruppo Ecr-FdI al Parlamento europeo, Raffaele Fitto in un’intervista al Messaggero. “È l’ora di definire un programma credibile e realizzabile, – spiega Fitto – io sono un po’ più preoccupato dal fatto che nell’ultimo anno e mezzo la spesa pubblica italiana è cresciuta di quasi 50 miliardi. E il debito pubblico invece di 10 miliardi al mese. Sono temi che vanno approfonditi e affrontati. Proprio coma le tempistiche nella gestione delle risorse europee, sia nella programmazione 2014-2020 sia per quanto riguarda il Pnrr. Noi vogliamo parlare di cose concrete e cioè del fatto che, per esempio, al 31 dicembre dello scorso anno bisognava rendicontare 15 miliardi di euro del Pnrr ma ne sono stati rendicontati solo 5, e peraltro quasi tutti per progetti vecchi e già finanziati. I problemi del nostro Paese sono questi, non inutili polemiche elettorali spesso strumentali ed inventate”.

Sul fronte del centrodestra intanto Matteo Salvini attacca ancora Enrico Letta: “A sinistra hanno paura tremenda di perdere poltrone, si inventano la qualunque. Lega va avanti a testa alta, parlando di Italia, di italiani, di giovani, futuro, ambiente, sviluppo, Pace fiscale, di riduzione di sbarchi e tasse. Enrico, stai serenissimo”. Così su Twitter il segretario della Lega. Nel video allegato al tweet, Salvini aggiunge: “Breve storia triste del terrore a sinistra. Secondo La Stampa Putin ha fatto cadere il governo. Secondo La Repubblica, Putin sta mandando i barconi di immigrati dall’Africa. Ci aspettiamo domani degli scoop da altri giornali di sinistra. C’è Putin dietro la siccità, c’è Putin dietro l’invasione di cavallette e cinghiali, c’è Putin dietro la monnezza che sta impestando Roma”, chiosa con ironia.

Non solo i fedelissimi di FdI ma anche nomi di spicco della società civile da poter schierare nel governo e rassicurare i partner del nostro Paese.

Fratelli civici d’Italia: così potremmo chiamare la lista elettorale di FdI a cui sta lavorando Giorgia Meloni, che punta su nomi di tutto rispetto della società civile come capolista in diversi collegi. Un big su tutti, Giulio Tremonti, da tempo molto vicino a M5S: la nemesi di Mario Draghi tornerebbe al ministero dell’Economia. Ancora, c’è Carlo Nordio, ex pm di Venezia, molto quotato per il ruolo di ministro della Giustizia. E poi tra i nomi civici l’imprenditore veneto Matteo Zoppas, presidente di Confindustria Veneto, e Beatrice Venezi, direttore d’orchestra (guai a chiamarla direttrice) lucchese. Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2, invece ha smentito una sua candidatura nonostante gli elogi ricevuti da Ignazio La Russa: “Escludo totalmente di volermi candidare: sono un giornalista e continuerò a farlo”. Altra donna che potrebbe essere in lizza per le liste FdI, in Toscana, è Letizia Giorgianni, già referente del comitato vittime di Banca Etruria. Alcuni nomi poi sono quelli di chi ha partecipato alla convention Mi.Co. Di Milano a fine aprile. Tra questi l’ex presidente del Senato e storico componente di FI Marcello Pera. La Meloni, lanciatissima nei sondaggi, in caso di vittoria del centrodestra potrebbe essere – se dovesse prendere un voto in più degli altri alleati – il prossimo presidente del Consiglio. La prima donna premier d’Italia. Pertanto sta lavorando a una squadra di candidati di peso che possano essere anche ministri del suo governo. Al netto, ovviamente, dei maggiorenti del partito che saranno comunque candidati e che avranno incarichi nell’esecutivo. Ma i nomi della società civica andranno più che bene anche agli altri alleati della coalizione. Sempre in un’ottica di governo Meloni che rassicuri i partner internazionali.

Intanto, nell’ottica di un governo filo-Ue, filo-Nato e al fianco dell’Ucraina, si lavora anche al programma elettorale. “Per Fratelli d’Italia e per tutto il centrodestra parlano i fatti. Tutte e tre le delegazioni dei partiti a Bruxelles hanno sempre votato a favore delle risoluzioni di condanna della Russia per l’invasione in Ucraina e a sostegno delle sanzioni. E lo stesso è accaduto in Italia. Come ha spiegato Giorgia Meloni la nostra collocazione atlantista è nettissima. Ed è una condizione imprescindibile su cui Fratelli d’Italia non derogherà in alcun modo”. Così il copresidente del gruppo Ecr-FdI al Parlamento europeo, Raffaele Fitto in un’intervista al Messaggero. “È l’ora di definire un programma credibile e realizzabile, – spiega Fitto – io sono un po’ più preoccupato dal fatto che nell’ultimo anno e mezzo la spesa pubblica italiana è cresciuta di quasi 50 miliardi. E il debito pubblico invece di 10 miliardi al mese. Sono temi che vanno approfonditi e affrontati. Proprio coma le tempistiche nella gestione delle risorse europee, sia nella programmazione 2014-2020 sia per quanto riguarda il Pnrr. Noi vogliamo parlare di cose concrete e cioè del fatto che, per esempio, al 31 dicembre dello scorso anno bisognava rendicontare 15 miliardi di euro del Pnrr ma ne sono stati rendicontati solo 5, e peraltro quasi tutti per progetti vecchi e già finanziati. I problemi del nostro Paese sono questi, non inutili polemiche elettorali spesso strumentali ed inventate”.

Sul fronte del centrodestra intanto Matteo Salvini attacca ancora Enrico Letta: “A sinistra hanno paura tremenda di perdere poltrone, si inventano la qualunque. Lega va avanti a testa alta, parlando di Italia, di italiani, di giovani, futuro, ambiente, sviluppo, Pace fiscale, di riduzione di sbarchi e tasse. Enrico, stai serenissimo”. Così su Twitter il segretario della Lega. Nel video allegato al tweet, Salvini aggiunge: “Breve storia triste del terrore a sinistra. Secondo La Stampa Putin ha fatto cadere il governo. Secondo La Repubblica, Putin sta mandando i barconi di immigrati dall’Africa. Ci aspettiamo domani degli scoop da altri giornali di sinistra. C’è Putin dietro la siccità, c’è Putin dietro l’invasione di cavallette e cinghiali, c’è Putin dietro la monnezza che sta impestando Roma”, chiosa con ironia.

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