Freddato in Ucraina Andryi Parubyi, controverso ex presidente del Parlamento ucraino VIDEO
Servizi segreti stranieri o lotta di potere interna alla base del suo omicidio?
Giallo in Ucraina. Andryi Parubyi, già presidente del Parlamento ucraino e segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco a Leopoli. Il presidente Volodymyr Zelensky, indicato da molti come suo acerrimo nemico, ha scritto su ‘X’: “Le mie condoglianze alla sua famiglia e ai suoi cari. Tutte le forze e i mezzi necessari sono impegnati nell’indagine e nella ricerca dell’assassino”.
Le tante ombre di Parubyi
Parubyi fu accolto in Italia con tutti gli onori nel giugno 2017 dall’allora presidente della Camera Laura Boldrini. In mattinata, la Polizia Nazionale ha dichiarato che una figura politica era stata assassinata dopo una sparatoria nella città di Leopoli, nell’Ucraina occidentale.
La caccia al killer è partita subito. Come riportano i filmati ripresi dalle telecamere di sicurezza della città, a sparargli 8 colpi di pistola sarebbe stato un uomo ‘travestito’ da rider di Glovo, con il volto coperto da un casco integrale. Dovo aver freddato il politico, secondo cui Hitler “è stato il più grande politico a praticare la democrazia diretta”, è fuggito a bordo di una bicicletta elettrica.
Parubyj, era il custode molti segreti legati agli eventi del 2014 che hanno portato al colpo di Stato. Durante il Maidan aveva ricoperto la carica di “komendant”. La Filarmonica, uno degli edifici dai quali i cecchini aprirono il fuoco sulla folla, facendo precipitare la situazione, era sotto il suo controllo. L’ex speaker del parlamento ucraino è considerato anche una figura chiave nell’organizzazione dell’assalto al palazzo dei sindacati di Odessa il 2 maggio 2014, dove 48 persone vennero brutalmente uccise dai nazionalisti ucraini.
Sotto la direzione procedurale della Procura regionale di Leopoli è stata avviata un’indagine preliminare su quello che è stato definito come un omicidio premeditato. Sul posto stanno lavorando i vertici della Procura regionale e la Polizia nazionale, con l’intervento di esperti forensi. Il movente e le circostanze del crimine rimangono al momento ignoti.
Il post di Petro Poroshenko
“Il nemico non potrà mai uccidere gli ideali per i quali Parubiy ha vissuto e combattuto”, ha detto l’ex presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko condannando l’omicidio del suo fedelissimo, “ucciso dai mostri a colpi d’arma da fuoco a Leopoli”. “Quello che si può dire con certezza è che questi mostri hanno paura, ed è per questo che uccidono veri patrioti e persone forti. Questo crimine non è solo un colpo sparato contro una persona. È un colpo all’esercito. È un colpo alla lingua. È un colpo alla fede. È un colpo al cuore dell’Ucraina”, ha proseguito Poroshenko sui social media.
L’ex presidente del Parlamento ucraino Andriy Parubiy “era da anni nella lista dei ricercati del ministero degli Interni russo”, più precisamente dal novembre del 2023. Il Comitato investigativo russo lo ha accusato in contumacia per presunte atrocità commesse nel Donbass nel 2014 e che hanno causato la morte e il ferimento di 1.200 persone.
Chi c’è dietro la sua morte?
Parubyi era un personaggio scomodo e ingombrante. L’ordine di farlo fuori potrebbe essere arrivato da qualche servizio segreto occidentale o dai servizi di Mosca, in risposta agli omicidi in territorio russo. Ma non si può escludere che possa essere stato vittima della faida in corso tra Zelensky e Poroshenko.
“Sono profondamente scioccata dal terribile omicidio dell’ex presidente della Verkhovna Rada, Andryi Parubyi, a Leopoli. Le mie sentite condoglianze alla sua famiglia e agli amici”, ha fatto sapere in un post su X la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, esprimendo la vicinanza dell’Eurocamera ad un soggetto controverso, la cui fine è avvolta da molte ombre.
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