FUTURO CIRCOLARE

Il made in Italy coniugato al digitale. Wwworkers – la sintesi tra il world wide web che apre l’accesso alla Rete e la parola workers – è una piattaforma creata 12 anni fa dal giornalista Giampaolo Colletti per raccogliere e narrare le avventure dei piccoli imprenditori digitali che in Italia hanno raggiunto la consapevolezza del digitale quale leva per accelerare le loro imprese. Un’iniziativa, con il tempo, affermata e valorizzata attraverso un Camp, un meeting dei lavoratori della rete per mettere al centro di ogni strategia, dal 2014 in poi, il lavoro e le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Celebrata, con l’edizione 2022 dedicata all’economia circolare e alla sostenibilità, poche settimane fa a Montecitorio, con la presentazione del Manifesto sul Futuro Circolare, nei 100 giorni precedenti frutto di un dialogo tra 100 piccole e medie imprese, anche microimprese, dell’intero territorio nazionale.
Un connubio nato naturalmente, quello tra il digitale e il circular, alla luce delle sfide e delle esigenze della transizione digitale e di quelle della transizione ecologica, prioritarie in Italia nonostante gli stop and go intervenuti quest’anno nella manovra del nostro sistema economico, come quello europeo e mondiale, ancora scosso dagli effetti della guerra tra Russia ed Ucraina.
Ne emerge Un Manifesto che non è un semplice elenco di intenti e propositi perché è la vera radiografia, l’identikit delle imprese che con Wwworkers si sono finora fatte interpreti ed agenti del cambiamento. Dieci i punti: dalla progettazione circolare all’utilizzo di materiali riciclati e riciclabili, dai cicli produttivi a impatto zero ai modeli di packaging sostenibile, dalla distribuzioni delle merci a basso impatto alle filiere corte controllate, dalla trasparenza sempre misurabile al capitale umano valorizzato attraverso la formazione continua, fino al capitale tecnologico aumentato e al pensiero circolare One Health che mette al centro di ogni azione le persone e il loro benessere.
E sono numerosissime le imprese che in questi anni – Wwworkers le seleziona e le affianca con Opinno Italy, costola della global company nata nella Silicon Valley – sono divenute la testimonianza di un fare che prova a costituire la differenza sul glocal: oltre 1.600 i wwworkers della community.
Durante il lockdown Paolo Novellino ha inventato a Morbegno, un Comune alpino della Valtellina, MOBILò, che in nome dell’economia dell’incontro garantisce il delivery attraverso la bicicletta elettrica. Energy Dome sta sperimentando ad Ottana, in Sardegna, un sistema che al posto delle terre rare usa l’anidride carbonica per immagazzinare l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili. L’emergenza sanitaria prodotta dal Covid ha indicato a Giacomo e Antonio Consentino, a Nicosia in Sicilia, la trasformazione digitale della loro produzione di birra artigianale non pastorizzata e non fermentata, aprendo ad essa un mercato online finora inesplorato. E’ oggi completamente digitalizzato il catalogo di 8mila piante del vivaio Georgiche di Calvisano nel Bresciano, anch’esso sulla strada dell’e-commerce per superare la crisi.
Da 6 anni Ricehouse, grazie alla passione di Tiziana Monterisi e Alessio Colombo, progetta e produce materiali per l’edilizia a partire dagli scarti della filieera del riso ad Andorno Micca, nel Biellese. Con Levante, Sara Plaga e Kim Myklebust producono a Milano pannelli fotovoltaici ispirati agli origami e realizzati in fibra di carbonio recuperato dalle auto sportive.
Il made in Italy coniugato al digitale. Wwworkers – la sintesi tra il world wide web che apre l’accesso alla Rete e la parola workers – è una piattaforma creata 12 anni fa dal giornalista Giampaolo Colletti per raccogliere e narrare le avventure dei piccoli imprenditori digitali che in Italia hanno raggiunto la consapevolezza del digitale quale leva per accelerare le loro imprese. Un’iniziativa, con il tempo, affermata e valorizzata attraverso un Camp, un meeting dei lavoratori della rete per mettere al centro di ogni strategia, dal 2014 in poi, il lavoro e le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Celebrata, con l’edizione 2022 dedicata all’economia circolare e alla sostenibilità, poche settimane fa a Montecitorio, con la presentazione del Manifesto sul Futuro Circolare, nei 100 giorni precedenti frutto di un dialogo tra 100 piccole e medie imprese, anche microimprese, dell’intero territorio nazionale.
Un connubio nato naturalmente, quello tra il digitale e il circular, alla luce delle sfide e delle esigenze della transizione digitale e di quelle della transizione ecologica, prioritarie in Italia nonostante gli stop and go intervenuti quest’anno nella manovra del nostro sistema economico, come quello europeo e mondiale, ancora scosso dagli effetti della guerra tra Russia ed Ucraina.
Ne emerge Un Manifesto che non è un semplice elenco di intenti e propositi perché è la vera radiografia, l’identikit delle imprese che con Wwworkers si sono finora fatte interpreti ed agenti del cambiamento. Dieci i punti: dalla progettazione circolare all’utilizzo di materiali riciclati e riciclabili, dai cicli produttivi a impatto zero ai modeli di packaging sostenibile, dalla distribuzioni delle merci a basso impatto alle filiere corte controllate, dalla trasparenza sempre misurabile al capitale umano valorizzato attraverso la formazione continua, fino al capitale tecnologico aumentato e al pensiero circolare One Health che mette al centro di ogni azione le persone e il loro benessere.
E sono numerosissime le imprese che in questi anni – Wwworkers le seleziona e le affianca con Opinno Italy, costola della global company nata nella Silicon Valley – sono divenute la testimonianza di un fare che prova a costituire la differenza sul glocal: oltre 1.600 i wwworkers della community.
Durante il lockdown Paolo Novellino ha inventato a Morbegno, un Comune alpino della Valtellina, MOBILò, che in nome dell’economia dell’incontro garantisce il delivery attraverso la bicicletta elettrica. Energy Dome sta sperimentando ad Ottana, in Sardegna, un sistema che al posto delle terre rare usa l’anidride carbonica per immagazzinare l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili. L’emergenza sanitaria prodotta dal Covid ha indicato a Giacomo e Antonio Consentino, a Nicosia in Sicilia, la trasformazione digitale della loro produzione di birra artigianale non pastorizzata e non fermentata, aprendo ad essa un mercato online finora inesplorato. E’ oggi completamente digitalizzato il catalogo di 8mila piante del vivaio Georgiche di Calvisano nel Bresciano, anch’esso sulla strada dell’e-commerce per superare la crisi.
Da 6 anni Ricehouse, grazie alla passione di Tiziana Monterisi e Alessio Colombo, progetta e produce materiali per l’edilizia a partire dagli scarti della filieera del riso ad Andorno Micca, nel Biellese. Con Levante, Sara Plaga e Kim Myklebust producono a Milano pannelli fotovoltaici ispirati agli origami e realizzati in fibra di carbonio recuperato dalle auto sportive.
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