“Garanzie pubbliche e nuovi strumenti, ecco la ricetta per le Pmi”

Federico Sforza, Chief executive officer e cofounder Aidexa, come si sta trasformando l’accesso al credito in questa congiuntura economica?
“Per le imprese accedere al credito nell’attuale contesto economico è diventato sempre più complesso. È quindi fondamentale che le banche sappiano distinguere in modo ancora più puntuale le imprese meritevoli di finanziamento, come ad esempio quelle che stanno attraversando un periodo di crescita e necessitano di sostegno per alimentare il working capital. Sfruttare al massimo le potenzialità di Psd2 e Open Banking permette proprio di aumentare l’inclusione finanziaria delle tante Pmi solide italiane, in un momento in cui mettere a loro disposizione strumenti finanziari per la crescita diventa determinante per il Paese stesso. In quest’ottica di inclusione finanziaria Banca AideXa ha lanciato da poche settimane un finanziamento pensato per facilitare l’accesso al credito alle micro e piccole imprese. Questo segmento è spesso lasciato indietro dal mondo bancario tradizionale perché difficilmente valutabili, ma un modello di finanziamento come il nuovo X Garantito Mini apre loro la strada del credito, permettendogli di ricevere un finanziamento anche in pochi giorni”.

Alla luce del via del nuovo governo, quali manovre servono alle imprese?
“Una delle scelte chiave per il nuovo governo sarà definire con approccio conscio e graduale le garanzie al credito per le Pmi, che alla luce dell’equilibrio dei conti pubblici dovranno essere ridisegnate senza indurre ad una stretta creditizia sostanziale per le imprese. Le garanzie pubbliche sono il più efficace strumento a disposizione per facilitare i finanziamenti alle Pmi. La loro importanza è emersa in modo particolarmente evidente durante la pandemia quando, nonostante il contesto macroeconomico, il credito alle Pmi è molto cresciuto proprio grazie alle garanzie pubbliche. Anche grazie alla reattività di Mcc e di Sace, oltre 2 milioni di imprese hanno ottenuto finanziamenti con garanzia pubblica e molte banche hanno sviluppato nuove operatività e competenze in prestiti garantiti. Le fintech come Banca AideXa hanno contribuito molto a questo scenario, facilitate dalla progressiva digitalizzazione delle Pmi, dall’intelligenza artificiale e dalla direttiva Psd2. Nella crisi pandemica le co-garanzie sono in realtà servite anche a molteplici altri fini oltre a quelli tradizionali, come la liquidità immediata alle microimprese, il sostegno alle moratorie, il consolidamento delle posizioni a rating meno robusto, l’estensione a imprese di grandi dimensioni. Questo intervento ha avuto costi elevati per i conti pubblici, per cui un riaggiustamento è ora ampiamente atteso e in parte già avviato, anche sulla spinta delle revisioni del Temporary Framework Ue. Il modo con cui questo aggiustamento sarà cruciale per evitare una stretta del credito alle Pmi. Un occhio speciale alle microimprese nella ripartizione dei fondi di garanzia è dovuto perché non va dimenticato che l’Italia (dati Ocse) è il Paese in cui le microimprese contribuiscono maggiormente all’occupazione e al Pil e la loro valutazione creditizia è molto più incerta delle imprese più grandi”.

Quanto valgono innovazione e digitale nei servizi alle imprese?
“Innovazione e tecnologia giocano oggi un ruolo chiave nel semplificare la vita di chi fa impresa. Per esempio, è solo grazie ai continui investimenti in tecnologia che per migliaia di Pmi al giorno d’oggi è possibile ricevere liquidità rapidamente e con un iter di richiesta molto più snello del passato. Per gli istituti di credito in particolare investire in innovazione nei servizi alle imprese è ormai un imperativo. Digitalizzazione, automazione, intelligenza artificiale non solo velocizzano processi in passato molto lenti, ma migliorano anche l’accuratezza di analisi e danno la sicurezza sia alle banche sia alle imprese di prendere decisioni giuste. Grazie ad innovazione e tecnologia le Pmi oggi hanno a disposizione servizi più facilmente accessibili, flessibili e che rispondono meglio ai loro bisogni specifici”.

Quale è una possibile riflessione sul valore del tessuto imprenditoriale?
“Il valore delle Pmi nel nostro Paese è altissimo. Questo segmento imprenditoriale contribuisce in modo determinante all’economia italiana non solo per dimensioni, ma anche per fatturato e coinvolgimento di forza lavoro. Basti pensare che le sole piccole imprese in Italia contribuiscono addirittura al 50% del nostro Pil. Proprio per questo meritano un’attenzione particolare da parte di tutti i soggetti che, come le banche, possano tutelarle e soprattutto incentivarne la crescita. L’impegno primario che guida Banca AideXa è proprio questo: dare alle Pmi italiane gli strumenti per crescere sempre di più, grazie ad un accesso al credito semplice e veloce”.

Cosa è per voi la sostenibilità? Quanto è oggi insidiata da questa crisi?
“La sostenibilità finanziaria è il presupposto in virtù del quale riusciamo a garantire la massima sicurezza alle imprese che si rivolgono a noi per chiedere un finanziamento. Grazie ai nostri continui investimenti in AI e machine learning, siamo in grado di offrire alle imprese che si rivolgono a noi i finanziamenti più adatti alle loro esigenze, ma anche più sostenibili nel tempo in base alle loro singole caratteristiche. In questo modo le accompagniamo in un percorso di crescita che duri nel tempo e risulti solido. Anche alla luce dell’attuale incertezza economica il nostro approccio alla sostenibilità non è cambiato, ma al contrario ha rafforzato ancora di più il nostro impegno nel mettersi al servizio delle imprese”.

Federico Sforza, Chief executive officer e cofounder Aidexa, come si sta trasformando l’accesso al credito in questa congiuntura economica?
“Per le imprese accedere al credito nell’attuale contesto economico è diventato sempre più complesso. È quindi fondamentale che le banche sappiano distinguere in modo ancora più puntuale le imprese meritevoli di finanziamento, come ad esempio quelle che stanno attraversando un periodo di crescita e necessitano di sostegno per alimentare il working capital. Sfruttare al massimo le potenzialità di Psd2 e Open Banking permette proprio di aumentare l’inclusione finanziaria delle tante Pmi solide italiane, in un momento in cui mettere a loro disposizione strumenti finanziari per la crescita diventa determinante per il Paese stesso. In quest’ottica di inclusione finanziaria Banca AideXa ha lanciato da poche settimane un finanziamento pensato per facilitare l’accesso al credito alle micro e piccole imprese. Questo segmento è spesso lasciato indietro dal mondo bancario tradizionale perché difficilmente valutabili, ma un modello di finanziamento come il nuovo X Garantito Mini apre loro la strada del credito, permettendogli di ricevere un finanziamento anche in pochi giorni”.

Alla luce del via del nuovo governo, quali manovre servono alle imprese?
“Una delle scelte chiave per il nuovo governo sarà definire con approccio conscio e graduale le garanzie al credito per le Pmi, che alla luce dell’equilibrio dei conti pubblici dovranno essere ridisegnate senza indurre ad una stretta creditizia sostanziale per le imprese. Le garanzie pubbliche sono il più efficace strumento a disposizione per facilitare i finanziamenti alle Pmi. La loro importanza è emersa in modo particolarmente evidente durante la pandemia quando, nonostante il contesto macroeconomico, il credito alle Pmi è molto cresciuto proprio grazie alle garanzie pubbliche. Anche grazie alla reattività di Mcc e di Sace, oltre 2 milioni di imprese hanno ottenuto finanziamenti con garanzia pubblica e molte banche hanno sviluppato nuove operatività e competenze in prestiti garantiti. Le fintech come Banca AideXa hanno contribuito molto a questo scenario, facilitate dalla progressiva digitalizzazione delle Pmi, dall’intelligenza artificiale e dalla direttiva Psd2. Nella crisi pandemica le co-garanzie sono in realtà servite anche a molteplici altri fini oltre a quelli tradizionali, come la liquidità immediata alle microimprese, il sostegno alle moratorie, il consolidamento delle posizioni a rating meno robusto, l’estensione a imprese di grandi dimensioni. Questo intervento ha avuto costi elevati per i conti pubblici, per cui un riaggiustamento è ora ampiamente atteso e in parte già avviato, anche sulla spinta delle revisioni del Temporary Framework Ue. Il modo con cui questo aggiustamento sarà cruciale per evitare una stretta del credito alle Pmi. Un occhio speciale alle microimprese nella ripartizione dei fondi di garanzia è dovuto perché non va dimenticato che l’Italia (dati Ocse) è il Paese in cui le microimprese contribuiscono maggiormente all’occupazione e al Pil e la loro valutazione creditizia è molto più incerta delle imprese più grandi”.

Quanto valgono innovazione e digitale nei servizi alle imprese?
“Innovazione e tecnologia giocano oggi un ruolo chiave nel semplificare la vita di chi fa impresa. Per esempio, è solo grazie ai continui investimenti in tecnologia che per migliaia di Pmi al giorno d’oggi è possibile ricevere liquidità rapidamente e con un iter di richiesta molto più snello del passato. Per gli istituti di credito in particolare investire in innovazione nei servizi alle imprese è ormai un imperativo. Digitalizzazione, automazione, intelligenza artificiale non solo velocizzano processi in passato molto lenti, ma migliorano anche l’accuratezza di analisi e danno la sicurezza sia alle banche sia alle imprese di prendere decisioni giuste. Grazie ad innovazione e tecnologia le Pmi oggi hanno a disposizione servizi più facilmente accessibili, flessibili e che rispondono meglio ai loro bisogni specifici”.

Quale è una possibile riflessione sul valore del tessuto imprenditoriale?
“Il valore delle Pmi nel nostro Paese è altissimo. Questo segmento imprenditoriale contribuisce in modo determinante all’economia italiana non solo per dimensioni, ma anche per fatturato e coinvolgimento di forza lavoro. Basti pensare che le sole piccole imprese in Italia contribuiscono addirittura al 50% del nostro Pil. Proprio per questo meritano un’attenzione particolare da parte di tutti i soggetti che, come le banche, possano tutelarle e soprattutto incentivarne la crescita. L’impegno primario che guida Banca AideXa è proprio questo: dare alle Pmi italiane gli strumenti per crescere sempre di più, grazie ad un accesso al credito semplice e veloce”.

Cosa è per voi la sostenibilità? Quanto è oggi insidiata da questa crisi?
“La sostenibilità finanziaria è il presupposto in virtù del quale riusciamo a garantire la massima sicurezza alle imprese che si rivolgono a noi per chiedere un finanziamento. Grazie ai nostri continui investimenti in AI e machine learning, siamo in grado di offrire alle imprese che si rivolgono a noi i finanziamenti più adatti alle loro esigenze, ma anche più sostenibili nel tempo in base alle loro singole caratteristiche. In questo modo le accompagniamo in un percorso di crescita che duri nel tempo e risulti solido. Anche alla luce dell’attuale incertezza economica il nostro approccio alla sostenibilità non è cambiato, ma al contrario ha rafforzato ancora di più il nostro impegno nel mettersi al servizio delle imprese”.

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