Gardini: economia sociale per aiutare globalizzazione

Si è voluto “il libero mercato, il liberismo non controllato”. Ora “l’economia sociale è la visione visionaria, l’elemento visionario che può dare un cambio di passo alla globalizzazione”. Questo il pensiero di Maurizio Gardini, presidente di Alleanza Cooperative Italiane, che ha continuato “siamo solo all’inizio del percorso, c’è una visione che deve diventare un progetto che va messo a terra e trasformato in azione anche con” un giusto riconoscimento “dell’attività della cooperazione”.

Gardini ha poi aggiunto: “Dobbiamo lavorare di più per realizzare gli obiettivi che ci siamo prefissati per realizzare alleanza per l’economia sociale. Dei luoghi di rappresentanza ce ne sono anche troppi e spesso sono solo per mantenere una governance. Vediamo un po’ di stanchezza tra i nostri cooperatori ma anche tra le associazioni di volontariato nell’attrarre nuovi volontari che sono sempre più anziani.
Occorre la capacità di ricostruire e rigenerare una nuova attrattività e di mettersi al servizio per il bene comune. Sarà un percorso difficile, che dovremo fare tappa dopo tappa; questo paese non può farne a meno di chiamare a un ruolo di protagonismo l’economia sociale”.

In conclusione il numero uno di Alleanza Cooperative Italiane ha affermato: “Siamo sommersi dalle povertà, ma come si riconnette se non con un protagonismo attivo? Poiché i bisogni crescono, le povertà aumentano, nessuno invochi un regime dittatoriale per governare le bombe sociali; bisognerà piuttosto che ci sia attenzione e che insieme si costruisca una risposta ai bisogni”.

Si è voluto “il libero mercato, il liberismo non controllato”. Ora “l’economia sociale è la visione visionaria, l’elemento visionario che può dare un cambio di passo alla globalizzazione”. Questo il pensiero di Maurizio Gardini, presidente di Alleanza Cooperative Italiane, che ha continuato “siamo solo all’inizio del percorso, c’è una visione che deve diventare un progetto che va messo a terra e trasformato in azione anche con” un giusto riconoscimento “dell’attività della cooperazione”.

Gardini ha poi aggiunto: “Dobbiamo lavorare di più per realizzare gli obiettivi che ci siamo prefissati per realizzare alleanza per l’economia sociale. Dei luoghi di rappresentanza ce ne sono anche troppi e spesso sono solo per mantenere una governance. Vediamo un po’ di stanchezza tra i nostri cooperatori ma anche tra le associazioni di volontariato nell’attrarre nuovi volontari che sono sempre più anziani.
Occorre la capacità di ricostruire e rigenerare una nuova attrattività e di mettersi al servizio per il bene comune. Sarà un percorso difficile, che dovremo fare tappa dopo tappa; questo paese non può farne a meno di chiamare a un ruolo di protagonismo l’economia sociale”.

In conclusione il numero uno di Alleanza Cooperative Italiane ha affermato: “Siamo sommersi dalle povertà, ma come si riconnette se non con un protagonismo attivo? Poiché i bisogni crescono, le povertà aumentano, nessuno invochi un regime dittatoriale per governare le bombe sociali; bisognerà piuttosto che ci sia attenzione e che insieme si costruisca una risposta ai bisogni”.

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