Gender nelle scuole, sondaggio: i genitori dicono no

Educazione sessuale nella scuola primaria? No, grazie. Un sondaggio del sito specialistico Tecnica della Scuola mette a nudo le perplessità dei genitori italiani: sette su dieci sono contrari che nelle classi dei loro figli si affrontino temi legati alla sessualità e alla riproduzione. Le risposte totali sono state 1.313. Meno netto il “no” da parte dei docenti: il 57,6 per cento si dice contrario, contro un 40,2 per cento favorevole. Tra i genitori si rileva ad ogni modo qualche apertura a questa ipotesi, ma solo laddove vi sia “informazione preventiva ai genitori su docenti e contenuti e consenso scritto dei genitori”. Tra le varie preoccupazioni, spicca quella relativa alla possibilità che venga introdotta l’ideologia gender.

Tema, quest’ultimo, tornato d’attualità nei giorni scorsi, dapprima per la scelta di una scuola superiore di Rimini di adottare la “carriera alias”, cioè la possibilità per gli studenti di identificarsi con un nome del sesso opposto a quello biologico, poi per l’introduzione in una scuola elementare di Mantova di lezioni su coito maschile e femminile, piacere sessuale, differenza tra amore e sessualità. Su quest’ultimo caso è intervenuto anche il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso: “Siamo di fronte a un modo di agire inaccettabile da parte di questi massimalisti delle teorie di genere, che molto spesso si giovano dell’appoggio più o meno consapevole di alcuni dirigenti scolastici”. Per l’esponente leghista “si vuole turbare la serenità di alunne e alunni piccolissimi con temi assolutamente inadeguati, tanto che gli stessi insegnanti si sono tirati indietro rispetto alla circolare diffusa dalla scuola”. Sasso ha allertato l’Ufficio scolastico regionale perché, ha concluso, “non può essere consentito uno scempio simile”.

Tecnica della Scuola ricorda che le Indicazioni nazionali per il curricolo 2012, attualmente in vigore, prevedono che alla fine della classe quinta della scuola primaria l’alunno dovrà “acquisire le prime informazioni sulla riproduzione e la sessualità”. “Per fortuna”, riferisce in una nota Sasso, “la stragrande maggioranza dei nostri docenti agisce sempre entro i confini del buonsenso e del rispetto, soprattutto quando hanno a che fare con studenti delle elementari”. Tuttavia, aggiunge, “è mio dovere vigilare anche su un singolo caso affinché la deriva radical-progressista non danneggi ulteriormente la nostra comunità scolastica”. Il sottosegretario sottolinea che nel governo trovano posto sensibilità e valori distinti e che all’interno del ministero dell’Istruzione lui è numericamente in minoranza. Però promette: “Non mollo e sui bambini non farò mai passi indietro: Zan, Letta e Conte se ne facciano una ragione”. Sasso inoltre rilancia con una promessa: “Quando l’anno prossimo ci sarà un governo di centrodestra mi farò promotore di un progetto di legge che chiarisca una volta per tutte i confini di determinate situazioni, senza lasciare spazio a interpretazioni ideologiche”.

Educazione sessuale nella scuola primaria? No, grazie. Un sondaggio del sito specialistico Tecnica della Scuola mette a nudo le perplessità dei genitori italiani: sette su dieci sono contrari che nelle classi dei loro figli si affrontino temi legati alla sessualità e alla riproduzione. Le risposte totali sono state 1.313. Meno netto il “no” da parte dei docenti: il 57,6 per cento si dice contrario, contro un 40,2 per cento favorevole. Tra i genitori si rileva ad ogni modo qualche apertura a questa ipotesi, ma solo laddove vi sia “informazione preventiva ai genitori su docenti e contenuti e consenso scritto dei genitori”. Tra le varie preoccupazioni, spicca quella relativa alla possibilità che venga introdotta l’ideologia gender.

Tema, quest’ultimo, tornato d’attualità nei giorni scorsi, dapprima per la scelta di una scuola superiore di Rimini di adottare la “carriera alias”, cioè la possibilità per gli studenti di identificarsi con un nome del sesso opposto a quello biologico, poi per l’introduzione in una scuola elementare di Mantova di lezioni su coito maschile e femminile, piacere sessuale, differenza tra amore e sessualità. Su quest’ultimo caso è intervenuto anche il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso: “Siamo di fronte a un modo di agire inaccettabile da parte di questi massimalisti delle teorie di genere, che molto spesso si giovano dell’appoggio più o meno consapevole di alcuni dirigenti scolastici”. Per l’esponente leghista “si vuole turbare la serenità di alunne e alunni piccolissimi con temi assolutamente inadeguati, tanto che gli stessi insegnanti si sono tirati indietro rispetto alla circolare diffusa dalla scuola”. Sasso ha allertato l’Ufficio scolastico regionale perché, ha concluso, “non può essere consentito uno scempio simile”.

Tecnica della Scuola ricorda che le Indicazioni nazionali per il curricolo 2012, attualmente in vigore, prevedono che alla fine della classe quinta della scuola primaria l’alunno dovrà “acquisire le prime informazioni sulla riproduzione e la sessualità”. “Per fortuna”, riferisce in una nota Sasso, “la stragrande maggioranza dei nostri docenti agisce sempre entro i confini del buonsenso e del rispetto, soprattutto quando hanno a che fare con studenti delle elementari”. Tuttavia, aggiunge, “è mio dovere vigilare anche su un singolo caso affinché la deriva radical-progressista non danneggi ulteriormente la nostra comunità scolastica”. Il sottosegretario sottolinea che nel governo trovano posto sensibilità e valori distinti e che all’interno del ministero dell’Istruzione lui è numericamente in minoranza. Però promette: “Non mollo e sui bambini non farò mai passi indietro: Zan, Letta e Conte se ne facciano una ragione”. Sasso inoltre rilancia con una promessa: “Quando l’anno prossimo ci sarà un governo di centrodestra mi farò promotore di un progetto di legge che chiarisca una volta per tutte i confini di determinate situazioni, senza lasciare spazio a interpretazioni ideologiche”.

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