GENERALI, DONNET: MANTENUTO PROMESSE

“In questi sei anni ci siamo ricostruiti una grande credibilità sul mercato. Pur essendo un gruppo italiano, abbiamo multipli di valorizzazione vicini ad Allianz e più alti di Axa. Nonostante il rischio Italia. E per 24 trimestri consecutivi, nonostante il lockdown e la guerra, abbiamo dato i risultati attesi”. Queste le dichiarazioni del Ceo di Generali, Philippe Donnet, intervistato dal Corriere della Sera, all’indomani dei risultati 2021, “i migliori della storia” della compagnia.

Esclude una grande operazione? “No – ha risposto -, ma solo se ha senso da un punto di vista strategico, culturale e finanziario. E sono convinto che il mercato ci darebbe le risorse necessarie. Lo ripeto: serve disciplina e strategia. Come abbiamo fatto con Cattolica o La Medicale in Francia. Ho vissuto la Brexit, l’elezione di Trump, il Covid19. Non siamo in un mondo tranquillo. La prudenza non serve? Direi invece di sì. Se penso al 2008, il gruppo venne colpito più di altri dalla crisi finanziaria. Oggi le Generali sono forti come mai prima, e non era scontato. Abbiamo un total shareholder return del 111%.Questi sono i numeri”.

Concludendo, in merito alla lista presentata da Francesco Gaetano Caltagirone per il rinnovo del board, Donnet ha affermato: “Sui soci non mi esprimo mai. Quella del Cda è una bella lista, sono orgoglioso di esserne parte. Profili di alto standing, su 13 nomi, 10 sono indipendenti. Avere persone come Andrea Sironi o Clara Furse, solo per fare due nomi, vuole dire che se il consiglio uscente ha funzionato al 90%, questo potrà funzionare al 110%”

“In questi sei anni ci siamo ricostruiti una grande credibilità sul mercato. Pur essendo un gruppo italiano, abbiamo multipli di valorizzazione vicini ad Allianz e più alti di Axa. Nonostante il rischio Italia. E per 24 trimestri consecutivi, nonostante il lockdown e la guerra, abbiamo dato i risultati attesi”. Queste le dichiarazioni del Ceo di Generali, Philippe Donnet, intervistato dal Corriere della Sera, all’indomani dei risultati 2021, “i migliori della storia” della compagnia.

Esclude una grande operazione? “No – ha risposto -, ma solo se ha senso da un punto di vista strategico, culturale e finanziario. E sono convinto che il mercato ci darebbe le risorse necessarie. Lo ripeto: serve disciplina e strategia. Come abbiamo fatto con Cattolica o La Medicale in Francia. Ho vissuto la Brexit, l’elezione di Trump, il Covid19. Non siamo in un mondo tranquillo. La prudenza non serve? Direi invece di sì. Se penso al 2008, il gruppo venne colpito più di altri dalla crisi finanziaria. Oggi le Generali sono forti come mai prima, e non era scontato. Abbiamo un total shareholder return del 111%.Questi sono i numeri”.

Concludendo, in merito alla lista presentata da Francesco Gaetano Caltagirone per il rinnovo del board, Donnet ha affermato: “Sui soci non mi esprimo mai. Quella del Cda è una bella lista, sono orgoglioso di esserne parte. Profili di alto standing, su 13 nomi, 10 sono indipendenti. Avere persone come Andrea Sironi o Clara Furse, solo per fare due nomi, vuole dire che se il consiglio uscente ha funzionato al 90%, questo potrà funzionare al 110%”

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