Giallo eredità

Storie di donne morte e di eredità che rimbalzano dal Veneto per diventare casi, rispettivamente giudiziari e di bontà, di rilevanza nazionale. Da una parte il dramma di una pensionata di Asiago trasferitasi a Catania da una cugina, ma dopo pochi giorni di permanenza in una casa di riposo è spirata scatenando sospetti e denunce. La magistratura ha aperto un’inchiesta e la vigilia di Natale è stato notificato un avviso di garanzia. Nel frattempo l’anziana avrebbe sottoscritto un testamento a favore della parente catanese con la quale avrebbe riannodato i rapporti di recente lasciandole almeno 500 mila euro tra contanti e titoli. Dall’altra parte un’operaia di Bassano del Grappa ha lasciato 102 mila euro all’istituto oncologico pediatrico di Padova. In questo secondo caso è stato l’amministratore di sostegno, un avvocato vicentino, a scoprire in un cassetto il testamento olografo con le ultime volontà dell’85enne a favore dei bambini malati.
Il dramma che tiene banco nelle cronache locali da giorni e che riguarda l’80enne Maria Basso, funzionaria in pensione del ministero degli Esteri che aveva lavorato a Teheran, Los Angeles e in Australia, inizia il 1° dicembre quando “decide” di seguire la più giovane cugina siciliana con la quale aveva di recente riallacciato i rapporti. Le prospetta un’esistenza migliore al sole di Sicilia rispetto ai rigori dell’inverno sulle montagne vicentine. Maria che non aveva figli si dice d’accordo. Era proprietaria di una casa ad Asiago e appunto di un discreto gruzzolo depositato in banca. Aveva rilasciato, a suo tempo, una procura speciale all’amica Clelia Vescovi e la vicenda ha assunto sembianze giudiziarie quando ha cambiato le precedenti disposizioni a favore di un istituto religioso milanese, affidate con una scrittura a un notaio vicentino. Sono il professionista e un direttore di banca a segnalare apparenti anomalie legate al repentino cambiamento di volontà della signora Basso, acuite dal trasferimento da Asiago a Catania. Inizialmente i parenti vicentini informano le autorità che lo spostamento di Maria sarebbe avvenuto contro la sua volontà, in realtà, come riferiscono dalla casa di riposo “Giovanna Maria Bonomo”, lei stessa aveva manifestato l’intenzione di spostarsi. Certo, l’anziana avrebbe dovuto essere seguita con dieta attenta perché si alimentava quasi esclusivamente con omogeneizzati. Proprio un pasto abbondante in Sicilia a base di spaghetti sarebbe stato all’origine dell’improvviso peggioramento delle condizioni di salute che avrebbe provocato la morte. Nel giro di pochi giorni. Apriti cielo. L’autopsia ordinata dall’autorità giudiziaria stabilirà le cause e, come prevede la procedura, per far eseguire l’esame irripetibile il magistrato ha firmato un avviso di garanzia. Nel frattempo, i congiunti asiaghesi si erano rivolti all’avvocato Roberto Rigoni Stern, che è anche il sindaco di Asiago, per farsi tutelare. “Quello che posso dire – spiega – è che si rivelano apparenti leggerezze, imprudenze e sottovalutazioni che potranno essere valutate meglio nella loro eventuale compiutezza solo dalla magistratura”. L’antivigilia di Natale i carabinieri hanno ascoltato alcuni testimoni. L’ipotesi, tutta da dimostrare, è che ci sia stata una possibile circonvenzione, anche se Maria negli ultimi tempi aveva riferito in casa di riposo che aveva voglia di cambiare aria e che non avrebbe visto l’ora di scendere in Sicilia. Fatto sta che a beneficiare dell’eredità sarebbe la parente siciliana e quelli vicentini contestano le circostanze in cui è avvenuto il lasciato.
A pochi chilometri più a sud di Asiago, siamo a Bassano del Grappa, ecco andare in scena l’altra storia. È l’amministratore di sostegno, avvocato Roberto Brotto, a farsi carico delle ultime volontà di un’85enne operaia che non avendo parenti stretti decide di lasciare le sue risorse finanziarie, appunto 102 mila euro, al reparto oncologico pediatrico dell’azienda ospedaliera di Padova diretto dal primario Alessandra Biffi. Il testamento olografo era stato lasciato con cura dalla pensionata in una busta trovata dall’avvocato Brotto in un cassetto. “Che questi soldi servano a chi soffre, soprattutto se sono piccoli e hanno davanti tutta la vita”, diceva l’anziana, come ricorda commossa un’amica.

Storie di donne morte e di eredità che rimbalzano dal Veneto per diventare casi, rispettivamente giudiziari e di bontà, di rilevanza nazionale. Da una parte il dramma di una pensionata di Asiago trasferitasi a Catania da una cugina, ma dopo pochi giorni di permanenza in una casa di riposo è spirata scatenando sospetti e denunce. La magistratura ha aperto un’inchiesta e la vigilia di Natale è stato notificato un avviso di garanzia. Nel frattempo l’anziana avrebbe sottoscritto un testamento a favore della parente catanese con la quale avrebbe riannodato i rapporti di recente lasciandole almeno 500 mila euro tra contanti e titoli. Dall’altra parte un’operaia di Bassano del Grappa ha lasciato 102 mila euro all’istituto oncologico pediatrico di Padova. In questo secondo caso è stato l’amministratore di sostegno, un avvocato vicentino, a scoprire in un cassetto il testamento olografo con le ultime volontà dell’85enne a favore dei bambini malati.
Il dramma che tiene banco nelle cronache locali da giorni e che riguarda l’80enne Maria Basso, funzionaria in pensione del ministero degli Esteri che aveva lavorato a Teheran, Los Angeles e in Australia, inizia il 1° dicembre quando “decide” di seguire la più giovane cugina siciliana con la quale aveva di recente riallacciato i rapporti. Le prospetta un’esistenza migliore al sole di Sicilia rispetto ai rigori dell’inverno sulle montagne vicentine. Maria che non aveva figli si dice d’accordo. Era proprietaria di una casa ad Asiago e appunto di un discreto gruzzolo depositato in banca. Aveva rilasciato, a suo tempo, una procura speciale all’amica Clelia Vescovi e la vicenda ha assunto sembianze giudiziarie quando ha cambiato le precedenti disposizioni a favore di un istituto religioso milanese, affidate con una scrittura a un notaio vicentino. Sono il professionista e un direttore di banca a segnalare apparenti anomalie legate al repentino cambiamento di volontà della signora Basso, acuite dal trasferimento da Asiago a Catania. Inizialmente i parenti vicentini informano le autorità che lo spostamento di Maria sarebbe avvenuto contro la sua volontà, in realtà, come riferiscono dalla casa di riposo “Giovanna Maria Bonomo”, lei stessa aveva manifestato l’intenzione di spostarsi. Certo, l’anziana avrebbe dovuto essere seguita con dieta attenta perché si alimentava quasi esclusivamente con omogeneizzati. Proprio un pasto abbondante in Sicilia a base di spaghetti sarebbe stato all’origine dell’improvviso peggioramento delle condizioni di salute che avrebbe provocato la morte. Nel giro di pochi giorni. Apriti cielo. L’autopsia ordinata dall’autorità giudiziaria stabilirà le cause e, come prevede la procedura, per far eseguire l’esame irripetibile il magistrato ha firmato un avviso di garanzia. Nel frattempo, i congiunti asiaghesi si erano rivolti all’avvocato Roberto Rigoni Stern, che è anche il sindaco di Asiago, per farsi tutelare. “Quello che posso dire – spiega – è che si rivelano apparenti leggerezze, imprudenze e sottovalutazioni che potranno essere valutate meglio nella loro eventuale compiutezza solo dalla magistratura”. L’antivigilia di Natale i carabinieri hanno ascoltato alcuni testimoni. L’ipotesi, tutta da dimostrare, è che ci sia stata una possibile circonvenzione, anche se Maria negli ultimi tempi aveva riferito in casa di riposo che aveva voglia di cambiare aria e che non avrebbe visto l’ora di scendere in Sicilia. Fatto sta che a beneficiare dell’eredità sarebbe la parente siciliana e quelli vicentini contestano le circostanze in cui è avvenuto il lasciato.
A pochi chilometri più a sud di Asiago, siamo a Bassano del Grappa, ecco andare in scena l’altra storia. È l’amministratore di sostegno, avvocato Roberto Brotto, a farsi carico delle ultime volontà di un’85enne operaia che non avendo parenti stretti decide di lasciare le sue risorse finanziarie, appunto 102 mila euro, al reparto oncologico pediatrico dell’azienda ospedaliera di Padova diretto dal primario Alessandra Biffi. Il testamento olografo era stato lasciato con cura dalla pensionata in una busta trovata dall’avvocato Brotto in un cassetto. “Che questi soldi servano a chi soffre, soprattutto se sono piccoli e hanno davanti tutta la vita”, diceva l’anziana, come ricorda commossa un’amica.

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