Giorgetti: “Evitare la recessione è un obiettivo strategico”

Il ministro dello Sviluppo economico: sosteniamo gli investimenti privati

L’obiettivo è dichiarato: evitare la recessione. Giorgetti lo spiega forte e chiaro ai parlamentari delle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera durante l’audizione sul Decreto Aiuti. Il rincaro delle materie prime, la crisi energetica, l’inflazione che galoppa. Elementi di un puzzle particolarmente rischioso per il Paese. Chi si occupa di sviluppo economico ne è consapevole e ha l’obbligo di provare a dettare la ricetta. “Per scongiurare l’ipotesi recessione è indispensabile continuare a perseguire politiche a sostegno dell’offerta del sistema produttivo e, in particolare, degli investimenti privati che hanno avuto un ruolo determinante nella fase espansiva che il Pil ha registrato nel 2021”.

Puntare sugli investimenti privati è da tempo un cavallo di battaglia del ministro, che anche al Forum “Verso il Sud” di Sorrento aveva sottolineato, dati alla mano, il contributo positivo alla crescita da parte degli investimenti, “che oggi fanno registrare una variazione positiva di quasi quattro punti percentuali rispetto al trimestre precedente”.

In questa direzione, secondo Giorgetti, è andato il Decreto Aiuti, anche se  l’intervento del governo a sostegno delle imprese è da considerare con prudenza “un tassello che si inscrive in un quadro in continua evoluzione, considerato che il contesto in divenire, e l’incertezza che lo caratterizza, impone di monitorare e reagire tempestivamente ai mutamenti che dovessero intervenire nel quadro economico”.

Nello specifico, il decreto prevede un rifinanziamento del fondo da 500 milioni in tre anni, che sostiene le imprese impegnate su progetti di rilevanza tecnologica o produttiva. In particolare, illustra il ministro, “dopo i progetti su batterie e microelettronica 1, sono in corso di avanzamento quelli su idrogeno, microelettronica 2, salute e cloud”. Un programma che rende l’Italia “uno dei Paesi più attivi in Europa. Ciò, ovviamente, si traduce di una forte di richiesta di risorse, a copertura dei deficit di finanziamento dei progetti. Sono allo stato disponibili 2,75 miliardi, a fronte di risorse necessarie per coprire l’intero fabbisogno di 8,41 miliardi. Di queste, si stima che 4,8 miliardi siano riferibili a progetti da notificare nell’anno in corso”.

Il filo conduttore resta il sostegno all’innovazione, nell’ambito della politica industriale europea. In quest’ottica, assicura Giorgetti, “il Mise continuerà a lavorare raccogliendo i suggerimenti e le sollecitazioni degli stakeholder, oltre  agli spunti che lo stesso Parlamento vorrà offrire”.

Il ministro dello Sviluppo economico: sosteniamo gli investimenti privati

L’obiettivo è dichiarato: evitare la recessione. Giorgetti lo spiega forte e chiaro ai parlamentari delle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera durante l’audizione sul Decreto Aiuti. Il rincaro delle materie prime, la crisi energetica, l’inflazione che galoppa. Elementi di un puzzle particolarmente rischioso per il Paese. Chi si occupa di sviluppo economico ne è consapevole e ha l’obbligo di provare a dettare la ricetta. “Per scongiurare l’ipotesi recessione è indispensabile continuare a perseguire politiche a sostegno dell’offerta del sistema produttivo e, in particolare, degli investimenti privati che hanno avuto un ruolo determinante nella fase espansiva che il Pil ha registrato nel 2021”.

Puntare sugli investimenti privati è da tempo un cavallo di battaglia del ministro, che anche al Forum “Verso il Sud” di Sorrento aveva sottolineato, dati alla mano, il contributo positivo alla crescita da parte degli investimenti, “che oggi fanno registrare una variazione positiva di quasi quattro punti percentuali rispetto al trimestre precedente”.

In questa direzione, secondo Giorgetti, è andato il Decreto Aiuti, anche se  l’intervento del governo a sostegno delle imprese è da considerare con prudenza “un tassello che si inscrive in un quadro in continua evoluzione, considerato che il contesto in divenire, e l’incertezza che lo caratterizza, impone di monitorare e reagire tempestivamente ai mutamenti che dovessero intervenire nel quadro economico”.

Nello specifico, il decreto prevede un rifinanziamento del fondo da 500 milioni in tre anni, che sostiene le imprese impegnate su progetti di rilevanza tecnologica o produttiva. In particolare, illustra il ministro, “dopo i progetti su batterie e microelettronica 1, sono in corso di avanzamento quelli su idrogeno, microelettronica 2, salute e cloud”. Un programma che rende l’Italia “uno dei Paesi più attivi in Europa. Ciò, ovviamente, si traduce di una forte di richiesta di risorse, a copertura dei deficit di finanziamento dei progetti. Sono allo stato disponibili 2,75 miliardi, a fronte di risorse necessarie per coprire l’intero fabbisogno di 8,41 miliardi. Di queste, si stima che 4,8 miliardi siano riferibili a progetti da notificare nell’anno in corso”.

Il filo conduttore resta il sostegno all’innovazione, nell’ambito della politica industriale europea. In quest’ottica, assicura Giorgetti, “il Mise continuerà a lavorare raccogliendo i suggerimenti e le sollecitazioni degli stakeholder, oltre  agli spunti che lo stesso Parlamento vorrà offrire”.

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