Giorgia Meloni in difesa del contante: “Obbligo del Pos è un obolo alle banche”

“L’ Italia è diventata la Nazione degli obblighi e delle coercizioni. Con l’ accondiscendenza silente di tutta la maggioranza, da oggi è entrato in vigore l’ ennesimo obbligo per le micro e piccole imprese: tutti sono obbligati ad avere il pos, ovvero a versare alle banche l’ ennesimo obolo, tra costo del dispositivo e commissioni”. Giorgia Meloni si schiera in difesa delle Pmi e attacca il governo sull’obbligatorietà del Pos. Una misura “a carico delle imprese” aggiunge la Meloni su Facebook, “che ovviamente saranno costrette a ribaltare il costo sui clienti. Gli unici a guadagnarci sono i gestori della moneta elettronica, che possono contare su uno Stato che obbliga il suo tessuto produttivo a far uso dei loro servizi, senza nemmeno chiedere di azzerare le commissioni. Semplicemente vergognoso”.

L’intervento della presidente di Fratelli d’Italia si aggiunge alle doglianze di Confesercenti: “L’ introduzione di sanzioni per chi non accetta pagamenti di qualsiasi importo con carta e bancomat è un provvedimento inopportuno e iniquo per le imprese più piccole” è la posizione dell’associazione di categoria. “Per le imprese” prosegue Confesercenti “il costo della moneta elettronica, soprattutto sulle transazioni di importo ridotto, è già molto elevato. Circa 772 milioni di euro l’anno, fra commissioni e acquisto-comodato del dispositivo”.

“L’ Italia è diventata la Nazione degli obblighi e delle coercizioni. Con l’ accondiscendenza silente di tutta la maggioranza, da oggi è entrato in vigore l’ ennesimo obbligo per le micro e piccole imprese: tutti sono obbligati ad avere il pos, ovvero a versare alle banche l’ ennesimo obolo, tra costo del dispositivo e commissioni”. Giorgia Meloni si schiera in difesa delle Pmi e attacca il governo sull’obbligatorietà del Pos. Una misura “a carico delle imprese” aggiunge la Meloni su Facebook, “che ovviamente saranno costrette a ribaltare il costo sui clienti. Gli unici a guadagnarci sono i gestori della moneta elettronica, che possono contare su uno Stato che obbliga il suo tessuto produttivo a far uso dei loro servizi, senza nemmeno chiedere di azzerare le commissioni. Semplicemente vergognoso”.

L’intervento della presidente di Fratelli d’Italia si aggiunge alle doglianze di Confesercenti: “L’ introduzione di sanzioni per chi non accetta pagamenti di qualsiasi importo con carta e bancomat è un provvedimento inopportuno e iniquo per le imprese più piccole” è la posizione dell’associazione di categoria. “Per le imprese” prosegue Confesercenti “il costo della moneta elettronica, soprattutto sulle transazioni di importo ridotto, è già molto elevato. Circa 772 milioni di euro l’anno, fra commissioni e acquisto-comodato del dispositivo”.

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