GIORNALISTI, INPGI: IL CDA DELL’ISTITUTO APPROVA LE MISURE PER LA RIDUZIONE DELLA SPESA E L’AUMENTO DELLE ENTRATE

Il Consiglio di amministrazione dell’Inpgi ha approvato a maggioranza una manovra correttiva su prestazioni ed entrate, come previsto dalle norme (art 16 quinquies legge 58/19 e proroga in legge di Bilancio 2021) che davano come ultima scadenza la fine giugno 2021. La decisione di dar luogo alle misure, oltre che nel rispetto della legge, è anche maturata ”politicamente” per l’avvio di un confronto con Palazzo Chigi e gli altri ministeri coinvolti per l’allargamento della platea che renda strutturalmente stabili i conti dell’Inpgi e che eviti l’assorbimento da parte dell’Inps con quel che conseguirebbe sulle pensioni in essere (rischio di ricalcolo dal 1996) e su quelle futuro (ricalcolo sicuro dal 1996). 

Una soluzione strutturale necessaria, vista la perdita dei rapporti di lavoro e lo squilibrio dell’ente (che oggi conta circa 14 mila attivi e 10 mila pensionati) a causa di una crisi di settore senza precedenti e che ormai dura da anni.

 

Queste, nel dettaglio, 

le misure adottate

1) L’introduzione per 5 anni di un contributo straordinario, pari all’1%, a carico dei giornalisti attivi (nella formula di una maggiore contribuzione previdenziale) e pensionati (solo pensioni Inpgi 1): determinerà un incremento di gettito di 15,5 milioni di euro all’anno (77,5 milioni di euro in cinque anni).

2) La rimodulazione del limite di reddito cumulabile con la pensione di anzianità, con l’abbassamento della attuale soglia di franchigia a 5.000 euro annui (per scoraggiare il ricorso al lavoro dei pensionati nelle redazioni a scapito di giovani e disoccupati). C’è una deroga: chi ha una pensione di importo inferiore al minimo contrattuale annuo del redattore ordinario vigente nell’anno precedente (oggi pari a 38 mila euro) ha il limite di reddito cumulabile fissato, a decorrere dal 2022, in 22.000 euro. Risparmio calcolato di 1,5 milioni di euro annui.

3) La sospensione delle prestazioni facoltative (superinvalidità, case di riposo, sussidi). Il risparmio riguarderà le nuove domande e a regime, per un risparmio di spesa annuo stimabile in 1,2 milioni di euro.

4) Poiché la pensione di anzianità erogata dall’Inpgi si consegue con 62 anni e 5 mesi di età e 40 anni e 5 mesi di contributi, è stata introdotta una percentuale di abbattimento pari al 3% su base annua, rapportata agli anni e ai mesi mancanti al raggiungimento del requisito della pensione anticipata vigente nel sistema generale e, cioè, oggi 41 e 10 mesi per le donne e 42 e 10 mesi per gli uomini. La misura potrebbe comportare una minore spesa nel primo anno di 255 mila euro, nel secondo anno di 510 mila, nel terzo anno di 765 mila euro e così via.

5) La riduzione dei costi di struttura in misura pari almeno al 5%, che si aggiunge al taglio del 10% già deciso per i costi degli Organi collegiali, per un risparmio di 1,25 milioni di euro all’anno.

Oltre a questo, numerosi membri del Cda si sono espressi a favore di aumento della contribuzione da parte degli editori dell’1%: una contribuzione fiscalizzata, in modo che non pesi sulle casse delle case editrici, già fiaccate dalla crisi. La manovra sarà operativa solo dopo il via libera dei ministeri vigilanti.

 

Ecco come inciderà al mese 

il contributo di solidarietà 

per i pensionati.

 

Pensione lorda           Prelievo netto

    40.000                             10,48

    50.000                             13,10

    65.000                             18,37

    88.000                             26,08

   125.000                            37,28

   170.000                            51,10

   320.000                            97,18

 

Il Consiglio di amministrazione dell’Inpgi ha approvato a maggioranza una manovra correttiva su prestazioni ed entrate, come previsto dalle norme (art 16 quinquies legge 58/19 e proroga in legge di Bilancio 2021) che davano come ultima scadenza la fine giugno 2021. La decisione di dar luogo alle misure, oltre che nel rispetto della legge, è anche maturata ”politicamente” per l’avvio di un confronto con Palazzo Chigi e gli altri ministeri coinvolti per l’allargamento della platea che renda strutturalmente stabili i conti dell’Inpgi e che eviti l’assorbimento da parte dell’Inps con quel che conseguirebbe sulle pensioni in essere (rischio di ricalcolo dal 1996) e su quelle futuro (ricalcolo sicuro dal 1996). 

Una soluzione strutturale necessaria, vista la perdita dei rapporti di lavoro e lo squilibrio dell’ente (che oggi conta circa 14 mila attivi e 10 mila pensionati) a causa di una crisi di settore senza precedenti e che ormai dura da anni.

 

Queste, nel dettaglio, 

le misure adottate

1) L’introduzione per 5 anni di un contributo straordinario, pari all’1%, a carico dei giornalisti attivi (nella formula di una maggiore contribuzione previdenziale) e pensionati (solo pensioni Inpgi 1): determinerà un incremento di gettito di 15,5 milioni di euro all’anno (77,5 milioni di euro in cinque anni).

2) La rimodulazione del limite di reddito cumulabile con la pensione di anzianità, con l’abbassamento della attuale soglia di franchigia a 5.000 euro annui (per scoraggiare il ricorso al lavoro dei pensionati nelle redazioni a scapito di giovani e disoccupati). C’è una deroga: chi ha una pensione di importo inferiore al minimo contrattuale annuo del redattore ordinario vigente nell’anno precedente (oggi pari a 38 mila euro) ha il limite di reddito cumulabile fissato, a decorrere dal 2022, in 22.000 euro. Risparmio calcolato di 1,5 milioni di euro annui.

3) La sospensione delle prestazioni facoltative (superinvalidità, case di riposo, sussidi). Il risparmio riguarderà le nuove domande e a regime, per un risparmio di spesa annuo stimabile in 1,2 milioni di euro.

4) Poiché la pensione di anzianità erogata dall’Inpgi si consegue con 62 anni e 5 mesi di età e 40 anni e 5 mesi di contributi, è stata introdotta una percentuale di abbattimento pari al 3% su base annua, rapportata agli anni e ai mesi mancanti al raggiungimento del requisito della pensione anticipata vigente nel sistema generale e, cioè, oggi 41 e 10 mesi per le donne e 42 e 10 mesi per gli uomini. La misura potrebbe comportare una minore spesa nel primo anno di 255 mila euro, nel secondo anno di 510 mila, nel terzo anno di 765 mila euro e così via.

5) La riduzione dei costi di struttura in misura pari almeno al 5%, che si aggiunge al taglio del 10% già deciso per i costi degli Organi collegiali, per un risparmio di 1,25 milioni di euro all’anno.

Oltre a questo, numerosi membri del Cda si sono espressi a favore di aumento della contribuzione da parte degli editori dell’1%: una contribuzione fiscalizzata, in modo che non pesi sulle casse delle case editrici, già fiaccate dalla crisi. La manovra sarà operativa solo dopo il via libera dei ministeri vigilanti.

 

Ecco come inciderà al mese 

il contributo di solidarietà 

per i pensionati.

 

Pensione lorda           Prelievo netto

    40.000                             10,48

    50.000                             13,10

    65.000                             18,37

    88.000                             26,08

   125.000                            37,28

   170.000                            51,10

   320.000                            97,18

 

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