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Salute

Giornata delle malattie reumatologiche: oltre 10 milioni gli italiani coinvolti

A SOCIETÀ ITALIANA DI REUMATOLOGIA PRESENTA IN SENATO IL NUOVO “LIBRO BIANCO”

di Redazione -


di REDAZIONE DIRE

Sono oltre 10 milioni gli italiani e circa 120 milioni gli europei che convivono con una malattia reumatologica. Patologie che possono colpire a qualsiasi età, dal bambino alla persona anziana, e che spesso insorgono durante gli anni della vita lavorativa e riproduttiva. Nonostante siano tra le principali cause di dolore cronico e disabilità, restano ancora poco conosciute.

Il tema sarà al centro della 30esima Giornata Mondiale delle Malattie Reumatologiche, in programma il 12 ottobre. Nella stessa giornata, durante una conferenza stampa al Senato promossa su iniziativa della senatrice Maria Cristina Cantù, la Società Italiana di Reumatologia (Sir) presenterà il nuovo Libro Bianco dedicato alla situazione della reumatologia italiana.

“La reumatologia non si limita alle articolazioni dell’età avanzata: si occupa di oltre 200 condizioni- spiega Andrea Doria, presidente della Sir- Si tratta di malattie infiammatorie, degenerative e osteo-metaboliche, oltre a numerose patologie autoimmuni che possono interessare anche organi come cute, polmoni, reni, cuore, apparato digerente e sistema nervoso”.

Tra le patologie più diffuse c’è l’artrosi, che riguarda circa 8,7 milioni di persone, seguita dall’osteoporosi, con circa 5 milioni di casi, e dalla fibromialgia, che interessa quasi 2 milioni di italiani. Le spondiloartriti coinvolgono circa 600mila persone, mentre i pazienti con artrite reumatoide sono circa 320mila. Nel complesso, sono oltre un milione le persone colpite da malattie infiammatorie delle articolazioni e della colonna vertebrale e circa 734mila quelle con forme gravi e disabilitanti.

A essere maggiormente colpite sono le donne. Tra i circa 371mila pazienti con esenzione dal ticket per malattie reumatologiche croniche invalidanti, il 68% è di sesso femminile e più della metà ha tra 45 e 65 anni, quindi in piena età lavorativa.

“Dietro i numeri ci sono persone: giovani donne che si scoprono malate in età fertile, lavoratori che a 50 anni rischiano di perdere autonomia e occupazione, bambini che crescono con una malattia cronica”, sottolinea Doria. Le malattie reumatologiche, osserva, non sono quindi esclusivamente legate all’invecchiamento, ma rappresentano “un problema di salute pubblica che riguarda tutte le fasce d’età”.

Il quadro riguarda anche l’età pediatrica. L’artrite idiopatica giovanile presenta una prevalenza stimata tra 16 e 150 casi ogni 100mila bambini e adolescenti. Per molte forme la malattia può proseguire nell’età adulta, rendendo fondamentale una corretta transizione dall’assistenza pediatrica ai servizi dedicati agli adulti. Rilevante anche l’impatto economico. Per la sola artrite reumatoide, secondo le stime della Sir, il costo supera i 2 miliardi di euro l’anno, di cui circa 900 milioni attribuibili ai costi indiretti. Considerando insieme artrite reumatoide, artrite psoriasica e spondilite anchilosante, si arriva a circa 23,2 milioni di giornate lavorative perse ogni anno e a un impatto economico complessivo superiore ai 4 miliardi di euro.

Negli ultimi anni, però, il trattamento di queste patologie ha fatto passi avanti.

“Fino a pochi anni fa molte di queste malattie portavano quasi inevitabilmente alla disabilità- afferma Roberto Caporali, presidente eletto della Sir- Oggi, grazie ai farmaci biologici e alle terapie mirate, la remissione o una bassa attività di malattia sono obiettivi raggiungibili per un numero crescente di pazienti”.

Un ruolo decisivo, intanto, lo riveste la diagnosi precoce. Nelle fasi iniziali di molte malattie reumatologiche infiammatorie esiste infatti una vera e propria ‘finestra di opportunità’, durante la quale il trattamento può modificare in modo più efficace il decorso della patologia.

Intervenire tempestivamente permette di limitare il danno articolare e d’organo e di ridurre disabilità, invalidità lavorativa e costi indiretti. La Giornata Mondiale sarà dunque anche l’occasione per riportare al centro dell’attenzione i bisogni dei pazienti. L’appuntamento del 12 ottobre in Senato si inserisce nella campagna europea 2026 ‘Achieve Your Dreams’, #RMDreams, dedicata alla possibilità per le persone con malattie reumatologiche di continuare a lavorare, costruire relazioni, diventare genitori e partecipare pienamente alla vita sociale. Il nuovo ‘Libro Bianco’ della Sir punta infine a proporre interventi “per rafforzare la reumatologia italiana e rendere più omogeneo l’accesso alle cure”.

Al centro del confronto anche il Disegno di Legge 946, attualmente all’esame del Parlamento, indicato dalla Sir come uno strumento per affrontare alcune delle criticità organizzative del settore, rafforzare la rete reumatologica e favorire una presa in carico più uniforme dei pazienti sul territorio nazionale.

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