Giornata Mondiale dell’Istruzione: arriva nelle scuole il curriculum blu

Il 24 gennaio ricorre la “Giornata Mondiale dell’Istruzione”. E’ la ricorrenza proclamata dalle Nazioni Unite per garantire un’istruzione equa e di qualità, l’apprendimento continuo, per costruire un futuro più sostenibile, inclusivo e pacifico. Quest’anno il tema è “Cambiare rotta, trasformare l’istruzione”: una scelta anche condizionata dall’emewrgenza Covid.

“La Giornata Mondiale dell’Istruzione è un appuntamento importante per parlare del futuro della scuola e non solo: la pandemia ha mostrato l’esigenza di aggiornare i programmi scolastici affinché sviluppino, accanto alle conoscenze nozionistiche, anche e soprattutto le ‘life skills’ degli studenti. Per questo ribadiamo l’importanza di introdurre, a fianco delle materie tradizionali, l’Ocean Literacy all’interno dei programmi scolastici in tutto il mondo”, sottolinea Francesca Santoro, Specialista di Programma della Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO e promotrice in Italia del Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile.

Proprio in questa occasione,  la Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO presenterà in live streaming (24 gennaio – ore 15) “A new blue curriculum: Toolkit for policymakers”, il nuovo toolkit pensato per offrire a decisori politici e autorità educative strumenti, ricerche, casi di studio e metodologie per inserire nei programmi scolastici l’Ocean Literacy, fondamentale per diffondere l’ABC della conoscenza del mare.

Si punta in questo modo a introdurre nelle scuole del “curriculum blu”, un percorso di formazione e sensibilizzazione a 360 gradi legato all’oceano. Questo, per formare le nuove generazioni dal punto di vista scientifico e per sviluppare una coscienza critica.

Ad oggi le iniziative di educazione all’oceano non sono ancora state messe a sistema. L’inclusione dell’Ocean Literacy nei programmi scolastici è quindi un processo che può implementare in collaborazione con i governi, gli sviluppatori di programmi di studio, le parti interessate dell’istruzione e la società civile.

Il 24 gennaio ricorre la “Giornata Mondiale dell’Istruzione”. E’ la ricorrenza proclamata dalle Nazioni Unite per garantire un’istruzione equa e di qualità, l’apprendimento continuo, per costruire un futuro più sostenibile, inclusivo e pacifico. Quest’anno il tema è “Cambiare rotta, trasformare l’istruzione”: una scelta anche condizionata dall’emewrgenza Covid.

“La Giornata Mondiale dell’Istruzione è un appuntamento importante per parlare del futuro della scuola e non solo: la pandemia ha mostrato l’esigenza di aggiornare i programmi scolastici affinché sviluppino, accanto alle conoscenze nozionistiche, anche e soprattutto le ‘life skills’ degli studenti. Per questo ribadiamo l’importanza di introdurre, a fianco delle materie tradizionali, l’Ocean Literacy all’interno dei programmi scolastici in tutto il mondo”, sottolinea Francesca Santoro, Specialista di Programma della Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO e promotrice in Italia del Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile.

Proprio in questa occasione,  la Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO presenterà in live streaming (24 gennaio – ore 15) “A new blue curriculum: Toolkit for policymakers”, il nuovo toolkit pensato per offrire a decisori politici e autorità educative strumenti, ricerche, casi di studio e metodologie per inserire nei programmi scolastici l’Ocean Literacy, fondamentale per diffondere l’ABC della conoscenza del mare.

Si punta in questo modo a introdurre nelle scuole del “curriculum blu”, un percorso di formazione e sensibilizzazione a 360 gradi legato all’oceano. Questo, per formare le nuove generazioni dal punto di vista scientifico e per sviluppare una coscienza critica.

Ad oggi le iniziative di educazione all’oceano non sono ancora state messe a sistema. L’inclusione dell’Ocean Literacy nei programmi scolastici è quindi un processo che può implementare in collaborazione con i governi, gli sviluppatori di programmi di studio, le parti interessate dell’istruzione e la società civile.

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