Giornata Salute Mentale, Orlando Bloom ricorda per UNICEF il suo disagio


In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, il Goodwill Ambassador dell’UNICEF Orlando Bloom ha riflettuto su come un incidente quasi mortale capitatogli quando era adolescente abbia avuto un impatto sulla sua salute mentale. Lo ha ricordato in un commovente video, lanciato nell’ambito della campagna dell’UNICEF #OnMyMind, in cui racconta di essersi rotto la schiena a 19 anni cadendo dal terzo piano di un edificio.

“È stato l’inizio di un lungo e doloroso viaggio verso il riconoscimento e la comprensione di alcuni schemi della mia vita, che mi avevano portato ad avere numerosi incidenti – detto -. I mesi successivi alla caduta furono un periodo buio. Da persona molto attiva, all’improvviso mi sentivo molto limitato e soffrivo molto”.

“La salute mentale è particolarmente impegnativa perché non viene vista – ha aggiunto -.È molto importante, perciò, raggiungere le persone, parlare, trovare qualcuno che crei la possibilità di una comunicazione che porti alla trasformazione e al cambiamento”.

Secondo gli ultimi dati disponibili , UNICEF stima che a livello globale oltre 1 adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni viva con un problema di salute mentale diagnosticato. La maggior parte delle 800mila persone che muoiono ogni anno per suicidio sono giovani. E il suicidio è la quarta causa principale di morte tra i giovani fra i 15 e i 19 anni.

“Per troppi bambini e giovani nel mondo, stigmatizzazione, incomprensione e mancanza di accettazione delle lotte per la salute mentale significano non ricevere il supporto di cui hanno bisogno – ha detto Paloma Escudero, dg dell’UNICEF per la Comunicazione e l’Advocacy-. Rompendo il silenzio che avvolge le sfide della salute mentale e incoraggiando i bambini e giovani ad aprirsi sulle proprie esperienze, possiamo normalizzare collettivamente il parlare e il cercare sostegno per la salute mentale e porre fine all’impatto dannoso della stigmatizzazione e della discriminazione”.

In questa Giornata Mondiale della Salute Mentale, l’UNICEF incoraggia i giovani, i loro genitori, amici e comunità a imparare a conoscere la salute mentale, superare la stigmatizzazione e avviare conversazioni che costruiscano connessioni e portino ancor più bambini e giovani a cercare il supporto di cui hanno bisogno. La campagna #OnMyMind ha l’obiettivo di normalizzare le conversazioni sulla salute mentale e promuovere azioni in supporto di tutti i bambini e i giovani. 


In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, il Goodwill Ambassador dell’UNICEF Orlando Bloom ha riflettuto su come un incidente quasi mortale capitatogli quando era adolescente abbia avuto un impatto sulla sua salute mentale. Lo ha ricordato in un commovente video, lanciato nell’ambito della campagna dell’UNICEF #OnMyMind, in cui racconta di essersi rotto la schiena a 19 anni cadendo dal terzo piano di un edificio.

“È stato l’inizio di un lungo e doloroso viaggio verso il riconoscimento e la comprensione di alcuni schemi della mia vita, che mi avevano portato ad avere numerosi incidenti – detto -. I mesi successivi alla caduta furono un periodo buio. Da persona molto attiva, all’improvviso mi sentivo molto limitato e soffrivo molto”.

“La salute mentale è particolarmente impegnativa perché non viene vista – ha aggiunto -.È molto importante, perciò, raggiungere le persone, parlare, trovare qualcuno che crei la possibilità di una comunicazione che porti alla trasformazione e al cambiamento”.

Secondo gli ultimi dati disponibili , UNICEF stima che a livello globale oltre 1 adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni viva con un problema di salute mentale diagnosticato. La maggior parte delle 800mila persone che muoiono ogni anno per suicidio sono giovani. E il suicidio è la quarta causa principale di morte tra i giovani fra i 15 e i 19 anni.

“Per troppi bambini e giovani nel mondo, stigmatizzazione, incomprensione e mancanza di accettazione delle lotte per la salute mentale significano non ricevere il supporto di cui hanno bisogno – ha detto Paloma Escudero, dg dell’UNICEF per la Comunicazione e l’Advocacy-. Rompendo il silenzio che avvolge le sfide della salute mentale e incoraggiando i bambini e giovani ad aprirsi sulle proprie esperienze, possiamo normalizzare collettivamente il parlare e il cercare sostegno per la salute mentale e porre fine all’impatto dannoso della stigmatizzazione e della discriminazione”.

In questa Giornata Mondiale della Salute Mentale, l’UNICEF incoraggia i giovani, i loro genitori, amici e comunità a imparare a conoscere la salute mentale, superare la stigmatizzazione e avviare conversazioni che costruiscano connessioni e portino ancor più bambini e giovani a cercare il supporto di cui hanno bisogno. La campagna #OnMyMind ha l’obiettivo di normalizzare le conversazioni sulla salute mentale e promuovere azioni in supporto di tutti i bambini e i giovani. 

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