Esteri

Giovedi von der Leyen in Cina: di 400 miliardi il deficit Ue con il Paese di Xi

di Angelo Vitolo -


La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen sarà a Pechino giovedì prossimo per partecipare al summit Ue-Cina, che sarà l’occasione “per discutere le relazioni bilaterali al massimo livello, inclusi commercio e investimenti, clima, digitale, diritti umani, come pure questioni regionali e internazionali e delle sfide globali”. L’annuncio della viceportavoce capo dell’esecutivo Ue Arianna Podestà, durante il briefing con la stampa a Bruxelles arriva a distanza di circa due mesi dalla visita in Cina del vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis ove auspicò che “la concorrenza deve essere equa” esortando Pechino ad affrontare la mancanza di reciprocità nelle relazioni economiche, considerato che il deficit commerciale dell’Ue con la Cina nel 2022 ha raggiunto quasi 400 miliardi di euro.

Dombrovskis aveva pure sottolineato che Ue e Cina si trovano a un importante crocevia politico ed economico avvertendo che la posizione della Cina sulla guerra in Ucraina potrebbe mettere a rischio le sue relazioni con l’Ue. Sempre a settembre proprio la von der Leyen , durante il suo discorso sullo Stato dell’Unione, aveva annunciato che la Commissione avrebbe avviato un’indagine per verificare se l’industria cinese dei veicoli elettrici riceve sussidi ingiusti.

Finora, von der Leyen ha elogiato l’Europa per le azioni fin qui svolte ma l’esito del summit è incerto (la Cina non ha proposto nemmeno una bozza di dichiarazione finale, forse assente). E ha convenuto sul fatto che “ormai la Cina è il nostro partner commerciale più importante in termini di merci. Ma allo stesso tempo crescono le preoccupazioni riguardo a pratiche sleali e talvolta predatorie che distorcono il nostro mercato”. Aggiungendo che “Ciò dimostra che, anche se non vogliamo separarci dalla Cina, dobbiamo ridurre i rischi in alcune parti della nostra relazione”.

“Dobbiamo dare ragione alla Cina. Dobbiamo riconoscere che c’è un esplicito elemento di rivalità nelle nostre relazioni”, ha detto. “L’obiettivo chiaro del Partito Comunista Cinese è un cambiamento sistemico dell’ordine internazionale, con la Cina al centro”.


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