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“Giù le mani da Cervinia”. Ecco chi vuole cambiare nome alla perla delle Alpi

di Angelo Vitolo -


Cervinia cambia nome. Il principale e ufficiale “indiziato” cui far arrivare le proteste, per chi è contrario, è Renzo Testolin, da marzo scorso presidente della Regione Valle d’Aosta, esponente dell’Union Valdôtaine. Sua la firma sul decreto che cambia il nome in Le Breuil. Questa sarà la nuova denominazione della celebre località turistica sita nel Comune di Valtournenche, una municipalità guidata da Elisa Cicco dal maggio di quest’anno, candidata della lista Territorio, Turismo e Tradizione.

Una decisione adottata nell’aprile scorso proprio dal Comune di Valtournenche, approvando un dossier sulla ridenominazione di villaggi, frazione e località sul suo territorio, che però inganna – secondo i molti residenti contrari – almeno la “tradizione” della nota località e quindi uno dei tre obiettivi politici del mandato scritto nel titolo della lista.

Perché con il cambio di nome sarà modificata anche la cartellonistica del paese, oltre ai documenti degli abitanti- non solo le carte d’identità ma probabilmente tutti quelli relativi ad attività, conti correnti bancari e altro ancora -, una cosa che irrita i più. Ma innanzitutto cestina il nome che in epoca fascista era stato dato alla località a 2.050 metri sul livello del mare, intitolando una delle più rinomate stazioni turistiche invernali ed estive delle Alpi con un nome che ricorda il Cervino che la sovrasta, terza montagna italiana per altitudine. Un luogo divenuto un mito con una sua storia, nonostante le poche centinaia di abitanti, Cervinia: vi si allenavano le truppe del Regio Esercito già dopo il 1915, nel 1934 vi era nata la Società Anonima Cervino, con l’obiettivo di trasformare Breuil-Cervinia in un’importante meta turistica, tramite la realizzazione di moderni impianti di risalita.

Ora, questa scelta, che sul sito web del Comune non ha traccia facilmente rintracciabile delle motivazioni addotte: si chiamerà per sempre Le Breuil, un nome peraltro generico che sta ad indicare, nella zona, un semplice pianoro paludoso. Abbandonando la doppia indicazione che per tutti era stata fino ad oggi poi solo formale. Con il solo nome di Cervinia, infatti, la meta era diventata nei decenni nota in tutto il mondo, simbolo reale di un turismo di qualità. Frequentata da migliaia di turisti stranieri, un brand così riconosciuto ovunque.

Ora l’etichettà Le Breuil sarà apposta sugli impianti di risalita collegati con quelli di Zermatt, sul versante svizzero del Cervino, e con quelli di Valtournenche, che formano il comprensorio sciistico conosciuto a livello internazionale come Matterhorn Ski Paradise.

Una scelta che non è passata inosservata alla politica. Si inalberano due esponenti di Fratelli d’Italia, in netto dissenso. Alberto Zucchi, coordinatore regionale per la Valle d’Aosta di Fratelli d’Italia, e il deputato Matteo Rosso esprimono “vivo stupore” ma anche “sgomento” per il brand Cervinia “noto in Italia e nel mondo” che ora passa in cavalleria. “Un cambiamento così drastico – denunciano – , che sembra essere frutto di un’ideologia fuori tempo e luogo e che non può che nuocere al settore turistico alberghiero e all’immagine di tutta la Valle d’Aosta”.

Chissà se la sindaca Elisa Cicco ci ripenserà. E’ impiegata della Scuola di sci del Cervino. E il suo vice, Massimo Chatrian, è dipendente proprio della Cervino spa che manovra l’economia locale. Un’ultima nota. Indovinate come si chiama il sito web, presumiamo da anni ben indicizzato in Rete, che promuove e gestisce gli impianti sciistici? www.cervinia.it. Cambieranno anche quello?


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