Giù le mani dal Sud

La “remuntada” parte dal Sud Italia. Giuseppe Conte come Achille Lauro. Il leader del Movimento non intende lasciare neanche un voto nel Mezzogiorno. Sfruttare il malcontento della parte debole del Paese per prendersi la leadership dei progressisti dopo il 25 settembre. È questo il piano dell’ex premier, che toglie la cravatta e si sbottona la camicia per diventare simpatico a disoccupati e casalinghe.

Curre curre guagliò

La nota canzone dei 99 Posse traduce in pieno la versione 2.0 dell’avvocato di Volturara Appula. Battere le periferie, stare lontani dalle Ztl, rimettere i panni della gente di strada per accaparrarsi i voti dei più deboli. Se per Letta la priorità è ottenere la prima fila in ogni convegno, guadagnarsi gli endorsment dei potenti, non la pensa allo stesso modo il capo politico dei gialli. Conte salta Cernobbio e il meeting ciellino, abbandona i gruppi industriali del Nord e si dedica invece al popolo degli espedienti, quello che deve inventarsi come portare lo stipendio a fine mese. La strategia si basa su comizi senza palco, sulle camminate strategiche nei luoghi simboli del degrado e sulle visite alle associazioni del terzo settore.

Il Robin Hood
di Volturara Appula

Se nel 2018 il grillismo era appunto quella forza che si opponeva al sistema clientelare, alla facili promesse, il Movimento 2.0 punta dritto alla pancia della gente. Se gli ex capi rione della Dc ti portavano la busta della spesa, Conte ti assicura il reddito di cittadinanza. Considerando l’improvviso aumento delle bollette, sono in tanti coloro che non vogliono neanche pensare di rinunciare al sussidio dello Stato. Ecco perché l’avvocato si rivolge sia alle famiglie in difficoltà, che certamente non possono essere lasciate sole, ma anche a chi non intende rinunciare a nulla, pur non avendo molta voglia di lavorare. Nasce così l’idea di salvare il “superbonus”, una manna caduta dal cielo per consentirti di aggiustare casa spendendo poco o nulla. Se l’altra sinistra, quindi, pensa a togliere soldi nelle tasche della gente, il compagno giallo si trasforma nel Robin Hood di Volturara Appula.

La caccia
all’ultimo collegio

Il nuovo M5s non intende lasciare alcun collegio. Non solo tenta l’impresa delle imprese, ovvero battere il traditore Di Maio nella sua Pomigliano con il taciturno Sergio Costa, ma vuole prendersi mezza Campania, un quarto di Puglia e addirittura qualche pezzo di Sicilia. La sfida è possibile, soprattutto quella di superare il Pd in molte delle province al voto. Basti pensare ad Avellino dove il M5s dello scudiero Gubitosa potrebbe sorpassare il Pd delle scartine demitiane o all’area foggiana, la casa del leader, dove qualcuno già parla di sorpresa. Anche in Calabria e nel Lazio qualcosa può succedere. Sfruttando la disperazione, diffondendo sogni, nulla è impossibile, neanche stare davanti a quel che è rimasto delle macerie lettiane.

Il contenitore
ristrutturato

Per accaparrarsi la simpatia dei compagni, però, bisogna cambiare look. Serve riprendere i temi cari della sinistra, dall’ecologismo a quel giustizialismo messo in soffitta. Il Movimento viene evidenziato, in più appuntamenti, vuole essere il partito della legalità. Uno slogan che a Forcella o a Corleone ha il suo fascino. Per tale ragione, solo facce pulite e volti nuovi. Da Fico a Bonafede, poi, diversi coloro che abbandonano i panni da generali per indossare quelli da soldato. Pur essendo stati garantiti parenti, amici e chi ne ha più ne metta, il “partito dei puri” lascia intendere di aver abbandonato li palazzi. Un messaggio non difficile da far passare se dall’altra parte ci sono Di Maio e Tabacci, Fratoianni che candida la compagna o il Pd dei virologi. In particolare, in una città scaramantica come Napoli, parlare ancora di pandemia non è il massimo. La strategia, quindi, è piazzare il faccione rassicurante di Conte ovunque, da Tik Tok fino a Instagram. La comunicazione è basilare. Casalino lo sa bene. Nasce, pertanto, lo stacanovista dell’i-Pad, il professore che può fare il miracolo nel deserto. Il fumo è tanto e più di qualcuno abbocca. Quando si è in crisi aumenta chi gioca alla lotteria e non è utopia pensare che nella disperazione della sinistra, c’è chi possa preferire Grillo&soci al Nazareno.

La “remuntada” parte dal Sud Italia. Giuseppe Conte come Achille Lauro. Il leader del Movimento non intende lasciare neanche un voto nel Mezzogiorno. Sfruttare il malcontento della parte debole del Paese per prendersi la leadership dei progressisti dopo il 25 settembre. È questo il piano dell’ex premier, che toglie la cravatta e si sbottona la camicia per diventare simpatico a disoccupati e casalinghe.

Curre curre guagliò

La nota canzone dei 99 Posse traduce in pieno la versione 2.0 dell’avvocato di Volturara Appula. Battere le periferie, stare lontani dalle Ztl, rimettere i panni della gente di strada per accaparrarsi i voti dei più deboli. Se per Letta la priorità è ottenere la prima fila in ogni convegno, guadagnarsi gli endorsment dei potenti, non la pensa allo stesso modo il capo politico dei gialli. Conte salta Cernobbio e il meeting ciellino, abbandona i gruppi industriali del Nord e si dedica invece al popolo degli espedienti, quello che deve inventarsi come portare lo stipendio a fine mese. La strategia si basa su comizi senza palco, sulle camminate strategiche nei luoghi simboli del degrado e sulle visite alle associazioni del terzo settore.

Il Robin Hood
di Volturara Appula

Se nel 2018 il grillismo era appunto quella forza che si opponeva al sistema clientelare, alla facili promesse, il Movimento 2.0 punta dritto alla pancia della gente. Se gli ex capi rione della Dc ti portavano la busta della spesa, Conte ti assicura il reddito di cittadinanza. Considerando l’improvviso aumento delle bollette, sono in tanti coloro che non vogliono neanche pensare di rinunciare al sussidio dello Stato. Ecco perché l’avvocato si rivolge sia alle famiglie in difficoltà, che certamente non possono essere lasciate sole, ma anche a chi non intende rinunciare a nulla, pur non avendo molta voglia di lavorare. Nasce così l’idea di salvare il “superbonus”, una manna caduta dal cielo per consentirti di aggiustare casa spendendo poco o nulla. Se l’altra sinistra, quindi, pensa a togliere soldi nelle tasche della gente, il compagno giallo si trasforma nel Robin Hood di Volturara Appula.

La caccia
all’ultimo collegio

Il nuovo M5s non intende lasciare alcun collegio. Non solo tenta l’impresa delle imprese, ovvero battere il traditore Di Maio nella sua Pomigliano con il taciturno Sergio Costa, ma vuole prendersi mezza Campania, un quarto di Puglia e addirittura qualche pezzo di Sicilia. La sfida è possibile, soprattutto quella di superare il Pd in molte delle province al voto. Basti pensare ad Avellino dove il M5s dello scudiero Gubitosa potrebbe sorpassare il Pd delle scartine demitiane o all’area foggiana, la casa del leader, dove qualcuno già parla di sorpresa. Anche in Calabria e nel Lazio qualcosa può succedere. Sfruttando la disperazione, diffondendo sogni, nulla è impossibile, neanche stare davanti a quel che è rimasto delle macerie lettiane.

Il contenitore
ristrutturato

Per accaparrarsi la simpatia dei compagni, però, bisogna cambiare look. Serve riprendere i temi cari della sinistra, dall’ecologismo a quel giustizialismo messo in soffitta. Il Movimento viene evidenziato, in più appuntamenti, vuole essere il partito della legalità. Uno slogan che a Forcella o a Corleone ha il suo fascino. Per tale ragione, solo facce pulite e volti nuovi. Da Fico a Bonafede, poi, diversi coloro che abbandonano i panni da generali per indossare quelli da soldato. Pur essendo stati garantiti parenti, amici e chi ne ha più ne metta, il “partito dei puri” lascia intendere di aver abbandonato li palazzi. Un messaggio non difficile da far passare se dall’altra parte ci sono Di Maio e Tabacci, Fratoianni che candida la compagna o il Pd dei virologi. In particolare, in una città scaramantica come Napoli, parlare ancora di pandemia non è il massimo. La strategia, quindi, è piazzare il faccione rassicurante di Conte ovunque, da Tik Tok fino a Instagram. La comunicazione è basilare. Casalino lo sa bene. Nasce, pertanto, lo stacanovista dell’i-Pad, il professore che può fare il miracolo nel deserto. Il fumo è tanto e più di qualcuno abbocca. Quando si è in crisi aumenta chi gioca alla lotteria e non è utopia pensare che nella disperazione della sinistra, c’è chi possa preferire Grillo&soci al Nazareno.

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