Giustizia, Marino (Iv): serviva più tempo, percorso che va completato

 

Mauro Marino, senatore di Italia Viva, in occasione della dichiarazione di voto in merito al ddl di giustizia tributaria ha dichiarato:  “La necessità di riformare la giustizia tributaria e stata richiamata dagli operatori, dai cittadini e dalle imprese. Dispiace che un governo ed un parlamento dimissionari debbano occuparsi di una riforma così importante. Il dibattito intorno alla giustizia tributaria ha subito un`accelerazione perché rientra nelle norme accessorie al Pnrr, le modifiche del disegno di legge realizzano però un miglioramento solo parziale. In questo quadro fatto di chiaroscuri un raggio di luce lo rappresenta un nostro emendamento approvato sul cambio di denominazione delle commissioni tributarie provinciali e regionali in corte di giustizia di primo e secondo grado: quello che può apparire e come un mutamento nominalistico è in realtà un passo in avanti nella radicale riforma della giustizia tributaria. Sulla parte ordinamentale sono invece carenti le modifiche: l`inquadramento dei giudici tributari sotto il mef è paradossale perché essi diventeranno dipendenti del ministero, creando un vulnus incredibile. Critica anche la situazione dei concorsi perché nelle more del reclutamento dei nuovi giudici si svuotano gli organici. Abbiamo un concetto più ampio di riforma: ci voleva un tempo più ampio ma l`accelerazione della crisi non lo ha concesso. È un percorso che va certamente completato”.

 

Mauro Marino, senatore di Italia Viva, in occasione della dichiarazione di voto in merito al ddl di giustizia tributaria ha dichiarato:  “La necessità di riformare la giustizia tributaria e stata richiamata dagli operatori, dai cittadini e dalle imprese. Dispiace che un governo ed un parlamento dimissionari debbano occuparsi di una riforma così importante. Il dibattito intorno alla giustizia tributaria ha subito un`accelerazione perché rientra nelle norme accessorie al Pnrr, le modifiche del disegno di legge realizzano però un miglioramento solo parziale. In questo quadro fatto di chiaroscuri un raggio di luce lo rappresenta un nostro emendamento approvato sul cambio di denominazione delle commissioni tributarie provinciali e regionali in corte di giustizia di primo e secondo grado: quello che può apparire e come un mutamento nominalistico è in realtà un passo in avanti nella radicale riforma della giustizia tributaria. Sulla parte ordinamentale sono invece carenti le modifiche: l`inquadramento dei giudici tributari sotto il mef è paradossale perché essi diventeranno dipendenti del ministero, creando un vulnus incredibile. Critica anche la situazione dei concorsi perché nelle more del reclutamento dei nuovi giudici si svuotano gli organici. Abbiamo un concetto più ampio di riforma: ci voleva un tempo più ampio ma l`accelerazione della crisi non lo ha concesso. È un percorso che va certamente completato”.

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