Gli ultras di Bolsonaro seminano il panico

I sostenitori più accesi del presidente uscente del Brasile, Jair Bolsonaro, hanno dato fuoco ad auto e autobus e cercato di assaltare il quartier generale della polizia federale nella capitale del paese in quello che un commentatore ha definito “un tentativo fallito di innescare un tumulto in stile 6 gennaio”. La violenza è scoppiata lunedì sera, dopo che il tribunale elettorale brasiliano ha ratificato ufficialmente la vittoria elettorale di Luiz Inácio Lula da Silva. I bolsonaristi più intransigenti hanno imperversato nel cuore di Brasilia. Un membro di uno dei gruppi più radicali è stato arrestato con l’accusa di aver cercato di incitare alla violenza per impedire a Lula di prestare giuramento il 1° gennaio. Dei testimoni hanno riferito di aver visto dei manifestanti affrontare le forze di sicurezza fuori da un quartier generale della polizia federale. Gli agenti hanno usato granate assordanti e gas lacrimogeni per disperdere la folla. “Il centro di Brasilia sembra una zona di guerra”, ha twittato Alan Rios, un giornalista del sito web di notizie locale Metropoles, pubblicando le immagini della distruzione. “Incendiato autobus e automobili, distrutto edifici e cartelli, bidoni della spazzatura e bombolette di gas disseminate sul pavimento dopo essere state usate come armi”, ha scritto Rios. Il commentatore politico Thomas Traumann ha “cinguettato” la sua condanna con parole al vetriolo: “Il bolsonarismo è passato dall’essere un movimento popolare di estrema destra ad essere una cellula terroristica”. Il ritorno alla calma, avvenuto nella mattinata di ieri, potrebbe essere solo apparente. E’ forte il timore di una nuova ondata di tumulti in vista dell’insediamento di Lula.

I sostenitori più accesi del presidente uscente del Brasile, Jair Bolsonaro, hanno dato fuoco ad auto e autobus e cercato di assaltare il quartier generale della polizia federale nella capitale del paese in quello che un commentatore ha definito “un tentativo fallito di innescare un tumulto in stile 6 gennaio”. La violenza è scoppiata lunedì sera, dopo che il tribunale elettorale brasiliano ha ratificato ufficialmente la vittoria elettorale di Luiz Inácio Lula da Silva. I bolsonaristi più intransigenti hanno imperversato nel cuore di Brasilia. Un membro di uno dei gruppi più radicali è stato arrestato con l’accusa di aver cercato di incitare alla violenza per impedire a Lula di prestare giuramento il 1° gennaio. Dei testimoni hanno riferito di aver visto dei manifestanti affrontare le forze di sicurezza fuori da un quartier generale della polizia federale. Gli agenti hanno usato granate assordanti e gas lacrimogeni per disperdere la folla. “Il centro di Brasilia sembra una zona di guerra”, ha twittato Alan Rios, un giornalista del sito web di notizie locale Metropoles, pubblicando le immagini della distruzione. “Incendiato autobus e automobili, distrutto edifici e cartelli, bidoni della spazzatura e bombolette di gas disseminate sul pavimento dopo essere state usate come armi”, ha scritto Rios. Il commentatore politico Thomas Traumann ha “cinguettato” la sua condanna con parole al vetriolo: “Il bolsonarismo è passato dall’essere un movimento popolare di estrema destra ad essere una cellula terroristica”. Il ritorno alla calma, avvenuto nella mattinata di ieri, potrebbe essere solo apparente. E’ forte il timore di una nuova ondata di tumulti in vista dell’insediamento di Lula.

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