Gli USA riducono il deficit della bilancia commerciale

I consumatori americani, complice la guerra, sono meno propensi a trainare la domanda globale

Il deficit della bilancia commerciale negli Stati Uniti ad aprile è diminuito del 19,1% a 87,08 miliardi di dollari, rispetto al mese precedente quando era cresciuto del 22,3% a 109,8 miliardi di dollari, una cifra record. A renderlo noto è il Dipartimento del commercio Usa. Le attese degli analisti erano per un dato a 89,4 miliardi di dollari. Il dato di marzo non è stato rivisitato ed è rimasto invariato. Le esportazioni sono aumentate del 3,5% a 252,62 miliardi di dollari; mentre le importazioni sono diminuite del 3,4% a 339,7 miliardi di dollari.

Questi dati potrebbero testimoniare come, da una parte, gli Usa siano in effetti pronti a sostituire la Russia sui mercati energetici europei, dall’altra Washington punti a defilarsi dal ruolo di locomotiva globale, che reinveste i suoi surplus all’estero. Un cambio di strategia che, considerando come gli altri giganti dell’economia globale, Cina e Germania, siano campioni dell’export, potrebbe portare a un rallentamento ulteriore dell’economia a livello mondiale. Questo trend è legato alla minore disponibilità dei consumatori americani a comprare beni, anche a fronte dei rincari energetici, ed è testimoniato anche dalla contrazione degli scambi marittimi. Gli ultimi dati sul commercio container rivelano che le tariffe spot di Drewry dalla Cina alla costa occidentale statunitense sono crollate del 41% su base mensile a 9.630 dollari. Le importazioni di container diretti agli Stati Uniti sono diminuite di oltre il 36% dal 24 maggio. Si tratta di un segnale preoccupante per i mercati merci nazionali statunitensi che hanno beneficiato di un’impennata senza precedenti di volumi di importazioni containerizzate negli ultimi 18 mesi.  È probabile che il rallentamento della crescita economica globale tra le continue interruzioni legate alla pandemia e l’invasione russa dell’Ucraina peserà sul commercio internazionale nei prossimi mesi. La Banca Mondiale ha infatti drasticamente abbassato le sue previsioni di crescita globale per quest’anno al 2,9%, ben al di sotto della previsione del 4,1% avanzata a gennaio e della crescita effettiva del 5,7% nel 2021.

I consumatori americani, complice la guerra, sono meno propensi a trainare la domanda globale

Il deficit della bilancia commerciale negli Stati Uniti ad aprile è diminuito del 19,1% a 87,08 miliardi di dollari, rispetto al mese precedente quando era cresciuto del 22,3% a 109,8 miliardi di dollari, una cifra record. A renderlo noto è il Dipartimento del commercio Usa. Le attese degli analisti erano per un dato a 89,4 miliardi di dollari. Il dato di marzo non è stato rivisitato ed è rimasto invariato. Le esportazioni sono aumentate del 3,5% a 252,62 miliardi di dollari; mentre le importazioni sono diminuite del 3,4% a 339,7 miliardi di dollari.

Questi dati potrebbero testimoniare come, da una parte, gli Usa siano in effetti pronti a sostituire la Russia sui mercati energetici europei, dall’altra Washington punti a defilarsi dal ruolo di locomotiva globale, che reinveste i suoi surplus all’estero. Un cambio di strategia che, considerando come gli altri giganti dell’economia globale, Cina e Germania, siano campioni dell’export, potrebbe portare a un rallentamento ulteriore dell’economia a livello mondiale. Questo trend è legato alla minore disponibilità dei consumatori americani a comprare beni, anche a fronte dei rincari energetici, ed è testimoniato anche dalla contrazione degli scambi marittimi. Gli ultimi dati sul commercio container rivelano che le tariffe spot di Drewry dalla Cina alla costa occidentale statunitense sono crollate del 41% su base mensile a 9.630 dollari. Le importazioni di container diretti agli Stati Uniti sono diminuite di oltre il 36% dal 24 maggio. Si tratta di un segnale preoccupante per i mercati merci nazionali statunitensi che hanno beneficiato di un’impennata senza precedenti di volumi di importazioni containerizzate negli ultimi 18 mesi.  È probabile che il rallentamento della crescita economica globale tra le continue interruzioni legate alla pandemia e l’invasione russa dell’Ucraina peserà sul commercio internazionale nei prossimi mesi. La Banca Mondiale ha infatti drasticamente abbassato le sue previsioni di crescita globale per quest’anno al 2,9%, ben al di sotto della previsione del 4,1% avanzata a gennaio e della crescita effettiva del 5,7% nel 2021.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli

HOT PARADE

Crac si gira