GOVERNO: CONTE PREOCCUPATO VEDE DRAGHI DAPPERTUTTO

Siamo sempre piu’ vicini ad agosto, mese tradizionalmente dedicato alle vacanze, anche se quest’anno, visti i rischi del coronavirus e le tasche piu’ vuote di molti italiani, non saranno tantissimi quelli che si recheranno al mare, in montagna o in campagna per godersi le ferie. Tra coloro che non si godranno pienamente il prossimo mese di agosto possiamo sicuramente annoverare il presidente del Consiglio alle prese con le tante grane che il governo e’ chiamato a risolvere cercando una faticosa mediazione tra le posizioni, spesso distanti, tra i componenti la maggioranza. Ma al di la’ della difficile opera di mediazione che porta Giuseppe Conte a tergiversare ed a rinviare il piu’ possibile i dossier piu’ scottanti (in un precedente articolo lo abbiamo paragonato a Fabio Massimo “il temporeggiatore”), il premier guarda con preoccupazione a quanto sta avvenendo nei suoi dintorni. La sua coalizione, infatti, nata solo per evitare di consegnare l’Italia ed il prossimo presidente della Repubblica al centodestra a guida Salviniana, si barcamena tra litigi e posizioni diverse, il che rende sempre possibile un incidente parlamentare (ovvero la messa in minoranza dell’esecutivo in una votazione importante) e la conseguente crisi di governo. Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, in questo caso, sarebbe incline a mandare anticipatamente gli italiani alle urne, a meno che in Parlamento non nasca una nuova maggioranza dai numeri certi e con obiettivi precisi. Conte, in questo contesto, come detto, e’ molto proccupato sia per i movimenti di Luigi Di Maio che per il dibattito in corso all’interno del Pd che spingono Nicola Zingaretti ad essere piu’ pressante nei confronti di Palazzo Chigi per avviare al piu’ presto una politica di rilancio del nostro sistema Paese. Il fatto e’ che sono in molti a prevedere che, senza un’azione incisiva e rapida del governo, il prossimo autunno sara’ “molto caldo” con l’esplodere delle tante tensioni sociali gia’ presenti in Italia, fortemente aggravate dal coronavirus  che ha apportato seri danni a tutti i settori economici, in particolare al commercio ed al turismo.  Con queste prospettive non certo serene, cresce nella maggioranza di governo il numero di coloro che pensano che Conte non sia adatto a fronteggiare questa situazione e che sia necessario un cambio alla guida dell’esecutivo. Il premier, quindi, non ha saputo con piacere che Di Maio, che ancora oggi, dietro le quinte del Ministero degli Esteri, guida larga parte dei parlamentari del M5S, nei giorni scorsi avesse ricevuto prima Mario Draghi (che molti indicano come possibile presidente del Consiglio di un governo, diciamo cosi’, “di ricostruzione”) e poi Gianni Letta, il “consigliere principe” di Silvio Berlusconi. Ne’ sono state gradite a Palazzo Chigi le aperture di Romano Prodi verso il leader di Fi, che a cavallo degli anni duemila il fondatore dell’Ulivo ha fortemente avversato. A Conte ed al suo entourage sono sembrate manovre volte a favorire la nascita di un “governissimo” a guida Draghi. 

A rasserenare il premier non sono bastate le parole di Di Maio che li ha definiti “incontri istituzionali” anche perche’, come accennato, anche nel Pd sono cominciati ad insorgere malumori nei confronti del segretario Zingaretti, definito troppo accomodante nei confronti di Palazzo Chigi, sia contro lo stesso Conte, accusato di troppa acquiescenza verso la politica dei cinquestelle che sembra puntare ad una “decrescita felice” che, almeno per l’immediato, significherebbe disoccupazione e la perdita del treno degli aiuti europei. Il presidente del Consiglio, quindi, non e’ tranquillo. 

E ha tutte le ragioni per preoccuparsi.

Giuseppe leone

Siamo sempre piu’ vicini ad agosto, mese tradizionalmente dedicato alle vacanze, anche se quest’anno, visti i rischi del coronavirus e le tasche piu’ vuote di molti italiani, non saranno tantissimi quelli che si recheranno al mare, in montagna o in campagna per godersi le ferie. Tra coloro che non si godranno pienamente il prossimo mese di agosto possiamo sicuramente annoverare il presidente del Consiglio alle prese con le tante grane che il governo e’ chiamato a risolvere cercando una faticosa mediazione tra le posizioni, spesso distanti, tra i componenti la maggioranza. Ma al di la’ della difficile opera di mediazione che porta Giuseppe Conte a tergiversare ed a rinviare il piu’ possibile i dossier piu’ scottanti (in un precedente articolo lo abbiamo paragonato a Fabio Massimo “il temporeggiatore”), il premier guarda con preoccupazione a quanto sta avvenendo nei suoi dintorni. La sua coalizione, infatti, nata solo per evitare di consegnare l’Italia ed il prossimo presidente della Repubblica al centodestra a guida Salviniana, si barcamena tra litigi e posizioni diverse, il che rende sempre possibile un incidente parlamentare (ovvero la messa in minoranza dell’esecutivo in una votazione importante) e la conseguente crisi di governo. Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, in questo caso, sarebbe incline a mandare anticipatamente gli italiani alle urne, a meno che in Parlamento non nasca una nuova maggioranza dai numeri certi e con obiettivi precisi. Conte, in questo contesto, come detto, e’ molto proccupato sia per i movimenti di Luigi Di Maio che per il dibattito in corso all’interno del Pd che spingono Nicola Zingaretti ad essere piu’ pressante nei confronti di Palazzo Chigi per avviare al piu’ presto una politica di rilancio del nostro sistema Paese. Il fatto e’ che sono in molti a prevedere che, senza un’azione incisiva e rapida del governo, il prossimo autunno sara’ “molto caldo” con l’esplodere delle tante tensioni sociali gia’ presenti in Italia, fortemente aggravate dal coronavirus  che ha apportato seri danni a tutti i settori economici, in particolare al commercio ed al turismo.  Con queste prospettive non certo serene, cresce nella maggioranza di governo il numero di coloro che pensano che Conte non sia adatto a fronteggiare questa situazione e che sia necessario un cambio alla guida dell’esecutivo. Il premier, quindi, non ha saputo con piacere che Di Maio, che ancora oggi, dietro le quinte del Ministero degli Esteri, guida larga parte dei parlamentari del M5S, nei giorni scorsi avesse ricevuto prima Mario Draghi (che molti indicano come possibile presidente del Consiglio di un governo, diciamo cosi’, “di ricostruzione”) e poi Gianni Letta, il “consigliere principe” di Silvio Berlusconi. Ne’ sono state gradite a Palazzo Chigi le aperture di Romano Prodi verso il leader di Fi, che a cavallo degli anni duemila il fondatore dell’Ulivo ha fortemente avversato. A Conte ed al suo entourage sono sembrate manovre volte a favorire la nascita di un “governissimo” a guida Draghi. 

A rasserenare il premier non sono bastate le parole di Di Maio che li ha definiti “incontri istituzionali” anche perche’, come accennato, anche nel Pd sono cominciati ad insorgere malumori nei confronti del segretario Zingaretti, definito troppo accomodante nei confronti di Palazzo Chigi, sia contro lo stesso Conte, accusato di troppa acquiescenza verso la politica dei cinquestelle che sembra puntare ad una “decrescita felice” che, almeno per l’immediato, significherebbe disoccupazione e la perdita del treno degli aiuti europei. Il presidente del Consiglio, quindi, non e’ tranquillo. 

E ha tutte le ragioni per preoccuparsi.

Giuseppe leone

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