“Governo dei migliori? No, era il male minore… Tocca al centrodestra”

“Draghi, abbiamo scelto il male minore”. A sottolinearlo Alessandro Pagano, vice- capogruppo della Lega alla Camera, che parla sia di politica estera, ma anche di questioni nazionali e soprattutto di Sicilia.

Sembra che gli italiani vogliano premiare il centrodestra. Perché?
Ha un peso determinante la voglia di cambiamento degli italiani dopo anni di governi più o meno tecnici, guidati da chi non si è mai confrontato con l’elettorato, nemmeno nei consigli di quartiere. La Lega, in questa legislatura, ha fatto la scelta responsabile di sostenere prima il Conte 1 e poi Draghi. Era necessario scegliere il male minore per evitare la palude dell’ingovernabilità e difendere gli interessi di chi lavora e produce. Non è un mistero, però, che si trattava, in un caso e nell’altro, di coalizioni politicamente disomogenee, frutto di convergenze necessitate e transeunti. Adesso è tempo di tornare alla normalità. Gli elettori chiedono un esecutivo omogeneo e coeso. Oggi questa prospettiva è offerta solo dal centrodestra.

Qualcuno sostiene che il vostro programma non è realistico, perché è impossibile ridurre le tasse senza dissestare il bilancio dello Stato…
Reagan e Tatcher hanno dimostrato al mondo che questa strada è percorribile. Anzi è la sola che consente nel tempo di incrementare le entrate dello Stato, grazie all’aumento della base produttiva e perciò impositiva. In Italia si è raggiunto quel punto della curva di Laffer, oltre il quale all’aumento delle tasse non corrisponde quello del gettito fiscale. La flat tax, proposta della Lega, quindi, è l’unica strada per invertire il circolo vizioso voluto dal Pd.

Senza interventi strutturali nel campo dell’energia è possibile uscirne?
La situazione di oggi è figlia delle scelte di ieri. L’Italia è l’unica in Europa ad aver rinunciato al nucleare. Mentre, però, tale energia è sicura, a basso costo e non inquinante, le rinnovabili, più care e meno efficienti, non possono sostituire in toto le altre fonti. Stesso discorso vale per i no ideologici di una sinistra radical chic a petrolio e idrocarburi. Gli italiani devono sapere che le giunte della Toscana e della Sardegna hanno nei fatti bloccato la realizzazione del metanodotto, che avrebbe collegato Piombino con l’Algeria. Bel regalo alla Russia di Putin.

Gli elettori, intanto, percepiscono la posizione della Lega, come la meno atlantista del centrodestra…
Premesso che i più feroci antirussi di oggi erano i più entusiasti filorussi di ieri, ribadisco la nostra totale e mai discussa fedeltà all’Alleanza Atlantica, a difesa della libertà e della democrazia. Alleato fedele, tuttavia, non significa zerbino. Possiamo fare qualche osservazione sull’opportunità di inviare armi all’Ucraina fino al supposto annientamento del nemico? Non ci pare che sia il modo migliore per arrivare alla pace, che invece si ottiene con la diplomazia.

In Sicilia si vota anche per le regionali. Ciò creerà qualche problema all’interno della coalizione?
Assolutamente no! Palermo ha inaugurato la strada della coesione con l’elezione di Lagalla. Da qui ha avuto inizio l’unità di intenti, culminata poi con l’indicazione di Schifani. In Sicilia il centrodestra, inoltre, si avvale di un forte civismo. Cateno De Luca ruba voti solo ai 5 Stelle. Il nostro modello, quindi, fa scuola all’intero paese. Ci distinguiamo per l’attenzione al territorio, per la ferma volontà di individuare soluzioni ai problemi. Posso citare, a titolo esemplificativo, la situazione dell’ippodromo del capoluogo, le cui vicissitudini sono degne della penna di Kafka. Una struttura che dava lavoro, diretto e indotto, a un migliaio di persone è stata ridotta in uno stato comatoso, prima sequestrata per una prevenzione difficile da capire, oggi inoperosa, pur formalmente riaperta, per mancata corresponsione delle quote di spettanza da parte del Ministero. Qualche anno fa mi opposi alla sciagurata proposta del sindaco Orlando di farne un hotspot per gli immigrati, sottraendo lavoro e reddito a mille famiglie, in un’area geografica con alto tasso di disoccupazione. Menomale che il mio intervento si è rilevato efficace. Oggi mi batto per il rilancio di tutto il settore, sapendo che la città di Palermo e la sua provincia possono esprimere enormi potenzialità. Questa è una maniera concreta di fare politica.

“Draghi, abbiamo scelto il male minore”. A sottolinearlo Alessandro Pagano, vice- capogruppo della Lega alla Camera, che parla sia di politica estera, ma anche di questioni nazionali e soprattutto di Sicilia.

Sembra che gli italiani vogliano premiare il centrodestra. Perché?
Ha un peso determinante la voglia di cambiamento degli italiani dopo anni di governi più o meno tecnici, guidati da chi non si è mai confrontato con l’elettorato, nemmeno nei consigli di quartiere. La Lega, in questa legislatura, ha fatto la scelta responsabile di sostenere prima il Conte 1 e poi Draghi. Era necessario scegliere il male minore per evitare la palude dell’ingovernabilità e difendere gli interessi di chi lavora e produce. Non è un mistero, però, che si trattava, in un caso e nell’altro, di coalizioni politicamente disomogenee, frutto di convergenze necessitate e transeunti. Adesso è tempo di tornare alla normalità. Gli elettori chiedono un esecutivo omogeneo e coeso. Oggi questa prospettiva è offerta solo dal centrodestra.

Qualcuno sostiene che il vostro programma non è realistico, perché è impossibile ridurre le tasse senza dissestare il bilancio dello Stato…
Reagan e Tatcher hanno dimostrato al mondo che questa strada è percorribile. Anzi è la sola che consente nel tempo di incrementare le entrate dello Stato, grazie all’aumento della base produttiva e perciò impositiva. In Italia si è raggiunto quel punto della curva di Laffer, oltre il quale all’aumento delle tasse non corrisponde quello del gettito fiscale. La flat tax, proposta della Lega, quindi, è l’unica strada per invertire il circolo vizioso voluto dal Pd.

Senza interventi strutturali nel campo dell’energia è possibile uscirne?
La situazione di oggi è figlia delle scelte di ieri. L’Italia è l’unica in Europa ad aver rinunciato al nucleare. Mentre, però, tale energia è sicura, a basso costo e non inquinante, le rinnovabili, più care e meno efficienti, non possono sostituire in toto le altre fonti. Stesso discorso vale per i no ideologici di una sinistra radical chic a petrolio e idrocarburi. Gli italiani devono sapere che le giunte della Toscana e della Sardegna hanno nei fatti bloccato la realizzazione del metanodotto, che avrebbe collegato Piombino con l’Algeria. Bel regalo alla Russia di Putin.

Gli elettori, intanto, percepiscono la posizione della Lega, come la meno atlantista del centrodestra…
Premesso che i più feroci antirussi di oggi erano i più entusiasti filorussi di ieri, ribadisco la nostra totale e mai discussa fedeltà all’Alleanza Atlantica, a difesa della libertà e della democrazia. Alleato fedele, tuttavia, non significa zerbino. Possiamo fare qualche osservazione sull’opportunità di inviare armi all’Ucraina fino al supposto annientamento del nemico? Non ci pare che sia il modo migliore per arrivare alla pace, che invece si ottiene con la diplomazia.

In Sicilia si vota anche per le regionali. Ciò creerà qualche problema all’interno della coalizione?
Assolutamente no! Palermo ha inaugurato la strada della coesione con l’elezione di Lagalla. Da qui ha avuto inizio l’unità di intenti, culminata poi con l’indicazione di Schifani. In Sicilia il centrodestra, inoltre, si avvale di un forte civismo. Cateno De Luca ruba voti solo ai 5 Stelle. Il nostro modello, quindi, fa scuola all’intero paese. Ci distinguiamo per l’attenzione al territorio, per la ferma volontà di individuare soluzioni ai problemi. Posso citare, a titolo esemplificativo, la situazione dell’ippodromo del capoluogo, le cui vicissitudini sono degne della penna di Kafka. Una struttura che dava lavoro, diretto e indotto, a un migliaio di persone è stata ridotta in uno stato comatoso, prima sequestrata per una prevenzione difficile da capire, oggi inoperosa, pur formalmente riaperta, per mancata corresponsione delle quote di spettanza da parte del Ministero. Qualche anno fa mi opposi alla sciagurata proposta del sindaco Orlando di farne un hotspot per gli immigrati, sottraendo lavoro e reddito a mille famiglie, in un’area geografica con alto tasso di disoccupazione. Menomale che il mio intervento si è rilevato efficace. Oggi mi batto per il rilancio di tutto il settore, sapendo che la città di Palermo e la sua provincia possono esprimere enormi potenzialità. Questa è una maniera concreta di fare politica.

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