Governo, Draghi striglia la maggioranza

Il presidente del Consiglio avrebbe sottolineato la necessità che la maggioranza garantisca compattezza.  Si terrà una nuova cabina di regia, domattina, e poi in giornata un consiglio dei ministri sul tema caro bollette. È quanto si apprende da fonti di governo. L’intervento, contro il caro bollette, previsto in un decreto, si dovrebbe aggirare fra i 5 e i 6 miliardi, senza un nuovo scostamento di bilancio, si spiega in ambienti ministeriali. Nel decreto che sarà all’esame del consiglio di ministri anche l’istituzione di un fondo unico per la riconversione del settore automotive. Non c’è una cifra, ma viene spiegato, non dovrebbe essere inferiore a 7-800 milioni. Il presidente del Consiglio avrebbe sottolineato la necessità che la maggioranza garantisca compattezza. È stata una vera e propria “strigliata”, riferiscono le stesse fonti, nella quale Draghi avrebbe sottolineato con forza che “il governo deve fare cose e il Parlamento deve portarle avanti”. Ai capidelegazione Draghi ha chiesto di “garantire i voti in Parlamento o non si va avanti”. La maggioranza in effetti si è spaccata nel corso della notte proprio sul Milleproroghe. Nelle commissioni riunite Bilancio e Affari costituzionali della Camera il governo è andato sotto quattro volte. Dal tetto all’uso del contante alla questione delle bonifiche dei siti inquinati di Taranto, fino alla proroga di tre anni dell’applicazione dei divieti di sperimentazione sugli animali: gli emendamenti presentati dai partiti sono stati approvati con il parere contrario dell’esecutivo. Una modifica di FI sulle graduatorie degli insegnanti, è stata invece respinta nonostante il parere favorevole del governo. La riunione della cabina di regia – afferma uno dei presenti all’incontro a palazzo Chigi – è stata “tutta politica” e non dovrebbe influire sul Consiglio dei Ministri di domani per approvare il decreto legge contro il caro bollette, che dovrebbe prorogare le misure su oneri di sistema e iva al secondo trimestre.  Si terrà una nuova cabina di regia, domattina, e poi in giornata un consiglio dei ministri sul tema caro bollette. È quanto si apprende da fonti di governo. L’intervento, contro il caro bollette, previsto in un decreto, si dovrebbe aggirare fra i 5 e i 6 miliardi, senza un nuovo scostamento di bilancio, si spiega in ambienti ministeriali. Nel decreto che sarà all’esame del consiglio di ministri anche l’istituzione di un fondo unico per la riconversione del settore automotive. Non c’è una cifra, ma viene spiegato, non dovrebbe essere inferiore a 7-800 milioni.

Il presidente del Consiglio avrebbe sottolineato la necessità che la maggioranza garantisca compattezza.  Si terrà una nuova cabina di regia, domattina, e poi in giornata un consiglio dei ministri sul tema caro bollette. È quanto si apprende da fonti di governo. L’intervento, contro il caro bollette, previsto in un decreto, si dovrebbe aggirare fra i 5 e i 6 miliardi, senza un nuovo scostamento di bilancio, si spiega in ambienti ministeriali. Nel decreto che sarà all’esame del consiglio di ministri anche l’istituzione di un fondo unico per la riconversione del settore automotive. Non c’è una cifra, ma viene spiegato, non dovrebbe essere inferiore a 7-800 milioni. Il presidente del Consiglio avrebbe sottolineato la necessità che la maggioranza garantisca compattezza. È stata una vera e propria “strigliata”, riferiscono le stesse fonti, nella quale Draghi avrebbe sottolineato con forza che “il governo deve fare cose e il Parlamento deve portarle avanti”. Ai capidelegazione Draghi ha chiesto di “garantire i voti in Parlamento o non si va avanti”. La maggioranza in effetti si è spaccata nel corso della notte proprio sul Milleproroghe. Nelle commissioni riunite Bilancio e Affari costituzionali della Camera il governo è andato sotto quattro volte. Dal tetto all’uso del contante alla questione delle bonifiche dei siti inquinati di Taranto, fino alla proroga di tre anni dell’applicazione dei divieti di sperimentazione sugli animali: gli emendamenti presentati dai partiti sono stati approvati con il parere contrario dell’esecutivo. Una modifica di FI sulle graduatorie degli insegnanti, è stata invece respinta nonostante il parere favorevole del governo. La riunione della cabina di regia – afferma uno dei presenti all’incontro a palazzo Chigi – è stata “tutta politica” e non dovrebbe influire sul Consiglio dei Ministri di domani per approvare il decreto legge contro il caro bollette, che dovrebbe prorogare le misure su oneri di sistema e iva al secondo trimestre.  Si terrà una nuova cabina di regia, domattina, e poi in giornata un consiglio dei ministri sul tema caro bollette. È quanto si apprende da fonti di governo. L’intervento, contro il caro bollette, previsto in un decreto, si dovrebbe aggirare fra i 5 e i 6 miliardi, senza un nuovo scostamento di bilancio, si spiega in ambienti ministeriali. Nel decreto che sarà all’esame del consiglio di ministri anche l’istituzione di un fondo unico per la riconversione del settore automotive. Non c’è una cifra, ma viene spiegato, non dovrebbe essere inferiore a 7-800 milioni.

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