Gruppo Bilderberg: cosa è successo alla riunione di quest’anno

Il celebre summit si è tenuto a Washington dal 2 al 5 giugno. Solo due gli italiani partecipanti

La 68esima riunione del Gruppo Bilderberg si è tenuta dal 2 al 5 giugno a Washington. Come si legge sul sito ufficiale, sono stati 120 i partecipanti provenienti da 21 Paesi: politici, industriali, finanzieri, accademici, giornalisti. Appena due gli invitati dall’Italia, ossia il direttore del quotidiano Domani Stefano Feltri e il ceo di Enel Francesco Starace. Tra i nomi celebri a livello internazionale, si registra la presenza dell’ex segretario di Stato Henry Kissinger, che recentemente ha richiamato l’Occidente alla necessità di sedersi al tavolo del negoziato con la Russia. Presente anche il direttore della Cia William J. Burns, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e il ceo di Pfizer, Albert Bourla.

I temi affrontati quest’anno sono stati, nell’ordine, il riallineamento geopolitico, le sfide della Nato, la Cina, l’Indo-pacifico, la competizione tecnologica sino-americana, la Russia, la continuità del governo e dell’economia, la crisi del sistema finanziario, la disinformazione, la sicurezza energetica e la sostenibilità, la salute e la post-pandemia, la frammentazione delle società democratiche, il commercio e la deglobalizzazione, l’Ucraina. Rispetto all’ultima volta che il Gruppo Bilderberg si era riunito, nel 2019, sono mancati quest’anno tra i temi trattati il futuro del capitalismo, la Brexit, l’etica nell’intelligenza artificiale, i social media, le minacce informatiche, lo spazio. Nel 2018 il primo argomento dell’elenco era il populismo, considerato a quei tempi il nemico numero uno delle élite globali. Occorre invece risalire al 2017 per trovare spazio al Vicino Oriente come tema in agenda, nello stesso anno si discusse pure di proliferazione internazionale e ci si domandò: “Si può rallentare la globalizzazione?”. Solo nel 2016 trovarono spazio le questioni del precariato e del ceto medio. Nel 2016 era più nutrita la rappresentanza italiana all’appuntamento: c’era l’allora presidente di CartaSì Franco Bernabè, l’allora presidente di Cassa depositi e prestiti Claudio Costamagna, Marta Dassù dell’Aspen Institute, John Elkann di Fca, Lilli Gruber di La7, l’architetto direttore del Mit Carlo Ratti. Due anni fa, in occasione dell’ultimo appuntamento prima di quello della scorsa settimana, gli italiani erano tre: oltre ai giornalisti Stefano Feltri e Lilli Gruber, figurava tra gli ospiti anche l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Fondato nel 1954, il Bilderberg Meeting è una conferenza annuale progettata – come affermano gli organizzatori sul sito ufficiale – per favorire il dialogo tra Europa e Nord America. Il nome è mutuato da quello dell’albergo dei Paesi Bassi in cui si tenne il primo incontro: il De Bilderberg, nella località di Oosterbeeck. Circa due terzi dei partecipanti proviene ogni anno dall’Europa, il resto dal Nord America. Nel corso degli anni l’appuntamento ha suscitato critiche e sospetti su presunte trame che si svolgerebbero all’insaputa dei cittadini. Una cosa è certa: le discussioni non sono rese pubbliche.

Il celebre summit si è tenuto a Washington dal 2 al 5 giugno. Solo due gli italiani partecipanti

La 68esima riunione del Gruppo Bilderberg si è tenuta dal 2 al 5 giugno a Washington. Come si legge sul sito ufficiale, sono stati 120 i partecipanti provenienti da 21 Paesi: politici, industriali, finanzieri, accademici, giornalisti. Appena due gli invitati dall’Italia, ossia il direttore del quotidiano Domani Stefano Feltri e il ceo di Enel Francesco Starace. Tra i nomi celebri a livello internazionale, si registra la presenza dell’ex segretario di Stato Henry Kissinger, che recentemente ha richiamato l’Occidente alla necessità di sedersi al tavolo del negoziato con la Russia. Presente anche il direttore della Cia William J. Burns, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e il ceo di Pfizer, Albert Bourla.

I temi affrontati quest’anno sono stati, nell’ordine, il riallineamento geopolitico, le sfide della Nato, la Cina, l’Indo-pacifico, la competizione tecnologica sino-americana, la Russia, la continuità del governo e dell’economia, la crisi del sistema finanziario, la disinformazione, la sicurezza energetica e la sostenibilità, la salute e la post-pandemia, la frammentazione delle società democratiche, il commercio e la deglobalizzazione, l’Ucraina. Rispetto all’ultima volta che il Gruppo Bilderberg si era riunito, nel 2019, sono mancati quest’anno tra i temi trattati il futuro del capitalismo, la Brexit, l’etica nell’intelligenza artificiale, i social media, le minacce informatiche, lo spazio. Nel 2018 il primo argomento dell’elenco era il populismo, considerato a quei tempi il nemico numero uno delle élite globali. Occorre invece risalire al 2017 per trovare spazio al Vicino Oriente come tema in agenda, nello stesso anno si discusse pure di proliferazione internazionale e ci si domandò: “Si può rallentare la globalizzazione?”. Solo nel 2016 trovarono spazio le questioni del precariato e del ceto medio. Nel 2016 era più nutrita la rappresentanza italiana all’appuntamento: c’era l’allora presidente di CartaSì Franco Bernabè, l’allora presidente di Cassa depositi e prestiti Claudio Costamagna, Marta Dassù dell’Aspen Institute, John Elkann di Fca, Lilli Gruber di La7, l’architetto direttore del Mit Carlo Ratti. Due anni fa, in occasione dell’ultimo appuntamento prima di quello della scorsa settimana, gli italiani erano tre: oltre ai giornalisti Stefano Feltri e Lilli Gruber, figurava tra gli ospiti anche l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Fondato nel 1954, il Bilderberg Meeting è una conferenza annuale progettata – come affermano gli organizzatori sul sito ufficiale – per favorire il dialogo tra Europa e Nord America. Il nome è mutuato da quello dell’albergo dei Paesi Bassi in cui si tenne il primo incontro: il De Bilderberg, nella località di Oosterbeeck. Circa due terzi dei partecipanti proviene ogni anno dall’Europa, il resto dal Nord America. Nel corso degli anni l’appuntamento ha suscitato critiche e sospetti su presunte trame che si svolgerebbero all’insaputa dei cittadini. Una cosa è certa: le discussioni non sono rese pubbliche.

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