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Esteri

“Se saremo attaccati, siamo pronti a combattere”

La scelta di Varsavia come palcoscenico di Grynkevich per rispondere alla Russia

di Angelo Vitale -


Sul perimetro orientale dell’Alleanza Atlantica la tensione guida un confronto quotidiano a caccia di contromisure e segnali di forza. Dal palco del Warsaw Security Forum, il generale Alexus Grynkevich, comandante del Comando Aereo Alleato della Nato ha lanciato un avvertimento diretto che sintetizza la linea di rigida deterrenza adottata dai vertici militari: “Se saremo attaccati, siamo pronti a combattere” (“If attacked, we are ready to fight”).

Grynkevich a Varsavia

La scelta di Varsavia come palcoscenico per una dichiarazione di tale portata non è casuale. L’esigenza di una presa di posizione così perentoria nasce dalla pressione sempre più serrata registrata ai confini con la Russia e la Bielorussia. Qui, la sequenza ormai sistematica di sconfinamenti da parte di droni, caccia e velivoli da ricognizione di Mosca nei cieli dei Paesi baltici, della Polonia e del Mar Nero ha imposto un cambio di passo.

Non si tratta più di semplici sviste di navigazione, ma di deliberate provocazioni della guerra ibrida pensate per testare i tempi di reazione dell’Air Policing della Nato.

L’avvertimento

Inserendosi nel dibattito del forum polacco sulla difesa del fianco est, il monito di Grynkevich punta a cancellare qualsiasi margine di calcolo errato da parte del Cremlino. L’obiettivo dell’alto ufficiale prova ad essere doppio. Riaffermare l’immediata operatività dell’Articolo 5 in caso di violazione della sovranità di un Paese membro e rassicurare direttamente le nazioni del fronte orientale sulla prontezza e la reattività della copertura aerea alleata.

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