Guerra all’arte d’arrangiarsi In nome di resilienza, Cgil, Pd e 5 Stelle

Dalla Cgil fanno sapere che uno stato serio non diminuisce le tasse ma le aumenta Aumentare le tasse, LEU s’unisce alla Cgil sul “prelievo forzoso sui conti”, Pd e 5 Stelle chiedono aumento delle tasse sugli immobili ed abolizione della “cedolare secca”. Forte di questo clima il governo ha sfoderato un decreto Pnrr punitivo nei riguardi della piccola impresa. A conti fatti il gettito fiscale degli italiani è già aumentato sotto pandemia, ed ora l’esecutivo Draghi chiede ulteriori sacrifici per adempiere ad obblighi da Pnrr e contingente situazione bellica. Il “prelievo di solidarietà” assume sempre più le tinte delle tasse di guerra dei tempi antichi.
Intanto contrastare “lavoro nero” ed abusivo, nonché l’evasione fiscale, si conferma il principale obiettivo del decreto approvato dal governo lo scorso mercoledì 13 aprile: ovvero il cosiddetto “lavoro non sostenibile” che frena l’attuazione del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza). La lotta ai lavori abusivi, e non in linea con le norme Ue, sarebbe necessaria per usufruire dei finanziamenti europei per contrastare la crisi economica causata dalla pandemia. Decreto subito da parlamentari e cittadini tutti, ma approvato all’unanimità dal Consiglio dei ministri. Il raggiungimento degli obiettivi contenuti Pnrr avverrebbe entro il prossimo 30 giugno. Non si sa come e si stenta a credere che tutto il lavoro abusivo e l’evasione svaniscano entro tre mesi, ma la data è stata concordata con la Commissione Europea.
Intanto il prossimo 30 giugno entrano in vigore le sanzioni, sia civili che penali ed amministrative, che colpiranno chi colto a lavorare abusivamente, soprattutto ad esercitare mestieri non a norma europea. Una vera guerra a coloro che, soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia, sono soliti arrangiarsi con lavori saltuari. Verranno colpiti anche gli esercenti che non permettono pagamenti con il POS (dispositivo che permette pagamenti elettronici tramite bancomat o carta di credito): Le multe partiranno da 30 euro e prevederanno sempre l’aggiunta in sanzione del 4% del valore della transazione negata. In parole povere non è certo che i soldi del PNRR possano irrorare tutti i danneggiati dalla crisi economica, anzi è certo si riveleranno insufficienti ed indirizzati ai soggetti imprenditoriali ben inseriti. Ma i costi di questa crisi vengono poggiati su tutti i piccoli contribuenti, estendendo l’obbligo della fatturazione elettronica anche alle partite Iva in “regime forfettario”. Escluse dalla fatturazione elettronica le partite Iva con redditi entro i 25mila euro, che poi sono quelle su cui si concentrerà la caccia all’evasione fiscale.
Il contrasto al lavoro irregolare, almeno secondo il decreto, prevede l’istituzione del “Portale Nazionale del Sommerso”: sostituirà tutte le banche dati esistenti, e nel portale confluiranno tutti gli accertamenti ed i verbali delle attività di vigilanza e monitoraggio di Ispettorato nazionale del lavoro, Inps, Inail, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato e polizie locali.
Il decreto mette in piedi anche il “Comitato tecnico scientifico per il monitoraggio sull’efficienza della giustizia civile, sulla ragionevole durata del processo e sulla statistica giudiziaria”: un nugolo d’esperti, già in organico di ministeri ed università, che verrà ulteriormente pagato. Il Comitato sarà un organo con funzioni di consulenza del ministero della Giustizia per consigliare come velocizzare i processi civili: come se in tutti questi anni il problema non sia mai stato volutamente affossato da altri super esperti.
Ovviamente nel decreto è stato inserito il già noto monitoraggio del Superbonus 110% per gli immobili, e per scongiurare ulteriori frodi: non dimentichiamo che la maggior parte dei progetti approvati con il 110% sono truffe già emerse nel passato anno, ed hanno rappresentato il vero problema del super bonus. Così il decreto rende obbligatorio l’invio del progetto di ristrutturazione all’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) che già dice la sua sull’Ecobonus al 65%: ma nessuno ha mai visto un dipendente dell’Enea recarsi sui cantieri per verificare se i lavori in opera coincidano con quelli in progetto.
Per concludere il decreto permette alle solite imprese che beneficeranno del PNRR di assegnare incarichi retribuiti di consulenza (contratti di 36 mesi con scadenza 31 dicembre 2026) ai pensionati: e sarebbero già in attesa di questa manna molti funzionari e dirigenti pubblici a riposo. Il decreto accontenta il consenso di Draghi, colpendo chi rimasto ai margini del sistema. Ma gli ultimi, i poveri, chi s’arrangia, non sono più categorie consensuali della sinistra e dei sindacati.

Dalla Cgil fanno sapere che uno stato serio non diminuisce le tasse ma le aumenta Aumentare le tasse, LEU s’unisce alla Cgil sul “prelievo forzoso sui conti”, Pd e 5 Stelle chiedono aumento delle tasse sugli immobili ed abolizione della “cedolare secca”. Forte di questo clima il governo ha sfoderato un decreto Pnrr punitivo nei riguardi della piccola impresa. A conti fatti il gettito fiscale degli italiani è già aumentato sotto pandemia, ed ora l’esecutivo Draghi chiede ulteriori sacrifici per adempiere ad obblighi da Pnrr e contingente situazione bellica. Il “prelievo di solidarietà” assume sempre più le tinte delle tasse di guerra dei tempi antichi.
Intanto contrastare “lavoro nero” ed abusivo, nonché l’evasione fiscale, si conferma il principale obiettivo del decreto approvato dal governo lo scorso mercoledì 13 aprile: ovvero il cosiddetto “lavoro non sostenibile” che frena l’attuazione del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza). La lotta ai lavori abusivi, e non in linea con le norme Ue, sarebbe necessaria per usufruire dei finanziamenti europei per contrastare la crisi economica causata dalla pandemia. Decreto subito da parlamentari e cittadini tutti, ma approvato all’unanimità dal Consiglio dei ministri. Il raggiungimento degli obiettivi contenuti Pnrr avverrebbe entro il prossimo 30 giugno. Non si sa come e si stenta a credere che tutto il lavoro abusivo e l’evasione svaniscano entro tre mesi, ma la data è stata concordata con la Commissione Europea.
Intanto il prossimo 30 giugno entrano in vigore le sanzioni, sia civili che penali ed amministrative, che colpiranno chi colto a lavorare abusivamente, soprattutto ad esercitare mestieri non a norma europea. Una vera guerra a coloro che, soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia, sono soliti arrangiarsi con lavori saltuari. Verranno colpiti anche gli esercenti che non permettono pagamenti con il POS (dispositivo che permette pagamenti elettronici tramite bancomat o carta di credito): Le multe partiranno da 30 euro e prevederanno sempre l’aggiunta in sanzione del 4% del valore della transazione negata. In parole povere non è certo che i soldi del PNRR possano irrorare tutti i danneggiati dalla crisi economica, anzi è certo si riveleranno insufficienti ed indirizzati ai soggetti imprenditoriali ben inseriti. Ma i costi di questa crisi vengono poggiati su tutti i piccoli contribuenti, estendendo l’obbligo della fatturazione elettronica anche alle partite Iva in “regime forfettario”. Escluse dalla fatturazione elettronica le partite Iva con redditi entro i 25mila euro, che poi sono quelle su cui si concentrerà la caccia all’evasione fiscale.
Il contrasto al lavoro irregolare, almeno secondo il decreto, prevede l’istituzione del “Portale Nazionale del Sommerso”: sostituirà tutte le banche dati esistenti, e nel portale confluiranno tutti gli accertamenti ed i verbali delle attività di vigilanza e monitoraggio di Ispettorato nazionale del lavoro, Inps, Inail, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato e polizie locali.
Il decreto mette in piedi anche il “Comitato tecnico scientifico per il monitoraggio sull’efficienza della giustizia civile, sulla ragionevole durata del processo e sulla statistica giudiziaria”: un nugolo d’esperti, già in organico di ministeri ed università, che verrà ulteriormente pagato. Il Comitato sarà un organo con funzioni di consulenza del ministero della Giustizia per consigliare come velocizzare i processi civili: come se in tutti questi anni il problema non sia mai stato volutamente affossato da altri super esperti.
Ovviamente nel decreto è stato inserito il già noto monitoraggio del Superbonus 110% per gli immobili, e per scongiurare ulteriori frodi: non dimentichiamo che la maggior parte dei progetti approvati con il 110% sono truffe già emerse nel passato anno, ed hanno rappresentato il vero problema del super bonus. Così il decreto rende obbligatorio l’invio del progetto di ristrutturazione all’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) che già dice la sua sull’Ecobonus al 65%: ma nessuno ha mai visto un dipendente dell’Enea recarsi sui cantieri per verificare se i lavori in opera coincidano con quelli in progetto.
Per concludere il decreto permette alle solite imprese che beneficeranno del PNRR di assegnare incarichi retribuiti di consulenza (contratti di 36 mesi con scadenza 31 dicembre 2026) ai pensionati: e sarebbero già in attesa di questa manna molti funzionari e dirigenti pubblici a riposo. Il decreto accontenta il consenso di Draghi, colpendo chi rimasto ai margini del sistema. Ma gli ultimi, i poveri, chi s’arrangia, non sono più categorie consensuali della sinistra e dei sindacati.

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