Guerra all’italiana

Raid contro le infrastrutture energetiche, Papa, Usa, Occidente, Ocse, pace. E’ stato un “Lavrov contro tutti” quello andato in scena nel corso di una conferenza stampa a Mosca. Il ministro degli Esteri russo ha difeso le ragioni dei attacchi condotti dalle forze armate di Mosca contro le reti energetiche ucraine, affermando che si tratta di una risposta alle minacce. “Queste infrastrutture sono di supporto alla capacità di combattimento delle forze armate dell’Ucraina e dei battaglioni nazionalisti”, ha dichiarato Lavrov, sottolineando che i raid sono finalizzati a minimizzare il numero delle vittime civili.
Il capo della diplomazia russa ha accusato la Nato e gli Stati Uniti, che oggi dispensano severe condanne a destra e a manca, di aver usato tattiche di guerra simili in passato: “Confrontate l’isteria scatenata dai media occidentali ora con quello che è successo quando gli Stati Uniti hanno bombardato l’Iraq”. “Nell’ex Jugoslavia, ha ricordato ancora, la Nato ha anche bombardato il centro televisivo di Belgrado, sostenendo che si trattava di uno strumento della propaganda di guerra nemica”.
Le parole del Papa sulla “crudeltà” di ceceni e buriati sono “non cristiane”. L’ex presidente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, è stato durissimo: “Il Papa invita al dialogo, ma di recente ha anche fatto una dichiarazione incomprensibile, completamente non cristiana, individuando due nazionalità russe in una categoria da cui ci si può aspettare atrocità durante le ostilità”. L’uscita di Bergoglio “non aiuta la causa e l’autorità della Santa Sede”.
Linea dura anche nei confronti degli eterni antagonisti a stelle e strisce. “Gli Stati Uniti si sono dimostrati ingenui nel pensare di poter portare avanti i colloqui sul nucleare con la Russia ‘mentre cercano di distruggerci”, ha detto Sergei Lavrov, spiegando come la crisi ucraina abbia pesato sull’evoluzione del dialogo in ambito nucleare. “E’ evidente che oggi è impossibile discutere di stabilità strategica ignorando tutto ciò che sta accadendo in Ucraina. Perché l’obiettivo in Ucraina è stato dichiarato: non salvare la democrazia ucraina, ma sconfiggere la Russia sul campo di battaglia o addirittura distruggere la Russia”, ha aggiunto l’ex consigliere dell’ambasciata sovietica in Sri Lanka.
Parole di elogio sono state spese per l’ex segretario di Stato americano John Kerry, definito “un vero partner di dialogo”. Lo riporta Ria Novosti. L’attestato di stima per Kerry è forte e convinto: “Ho parlato con lui più a lungo e più spesso che con uno qualsiasi dei nostri partner, inclusi anche i nostri vicini più stretti. Ci siamo incontrati più di 50 volte e ho visto in lui una persona che è sinceramente interessata a un risultato che non sia unilaterale ma generale. Ci aiuterebbe a risolvere i problemi insieme”.
Sui rapporti con l’Occidente non si torna indietro. “E’ chiaro che se, e quando, a un certo punto i nostri vicini occidentali e gli ex partner improvvisamente si interesseranno a ripristinare in qualche modo il lavoro congiunto sulla sicurezza europea, da parte nostra non ci sarà alcun ripristino. Perché il ripristino significa quello che era prima. Ma questo non è possibile”, ha chiarito Lavrov.
La porta non è completamente chiusa: “Quando e se l’Occidente si renderà conto che è meglio coesistere sulla base di alcuni fondamenti reciprocamente concordati, ascolteremo ciò che l’Occidente propone ed è chiaro che dovrebbe esserci un nuovo inizio di interazione”.
Per il successore di Igor Ivanov, “l’Osce è diventata un’organizzazione sempre più marginale”, anche a causa dei “tentativi espansionistici della Nato” e di “privatizzazione da parte dell’Occidente”. “Approfittando della superiorità numerica in questa organizzazione, ha attaccato il politico e diplomatico, l’Occidente ha cercato per molti anni di realizzarne la privatizzazione e, probabilmente, è più corretto dire che stanno cercando di effettuare un sequestro dell’Osce per soggiogare quest’ultima piattaforma”.
Infine una precisazione importante sulle possibili trattative di pace: “Quando siamo accusati di chiedere costantemente qualche tipo di trattativa per guadagnare tempo, per poter raccogliere forze aggiuntive per l’operazione militare speciale, beh questo è sia divertente sia spiacevole”. Flebile ma ancora accesa la fiammella della speranza: “Le persone mentono, non abbiamo mai ha chiesto un negoziato, ma abbiamo sempre detto che se qualcuno ha interesse a una soluzione negoziata, siamo pronti ad ascoltare”

Raid contro le infrastrutture energetiche, Papa, Usa, Occidente, Ocse, pace. E’ stato un “Lavrov contro tutti” quello andato in scena nel corso di una conferenza stampa a Mosca. Il ministro degli Esteri russo ha difeso le ragioni dei attacchi condotti dalle forze armate di Mosca contro le reti energetiche ucraine, affermando che si tratta di una risposta alle minacce. “Queste infrastrutture sono di supporto alla capacità di combattimento delle forze armate dell’Ucraina e dei battaglioni nazionalisti”, ha dichiarato Lavrov, sottolineando che i raid sono finalizzati a minimizzare il numero delle vittime civili.
Il capo della diplomazia russa ha accusato la Nato e gli Stati Uniti, che oggi dispensano severe condanne a destra e a manca, di aver usato tattiche di guerra simili in passato: “Confrontate l’isteria scatenata dai media occidentali ora con quello che è successo quando gli Stati Uniti hanno bombardato l’Iraq”. “Nell’ex Jugoslavia, ha ricordato ancora, la Nato ha anche bombardato il centro televisivo di Belgrado, sostenendo che si trattava di uno strumento della propaganda di guerra nemica”.
Le parole del Papa sulla “crudeltà” di ceceni e buriati sono “non cristiane”. L’ex presidente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, è stato durissimo: “Il Papa invita al dialogo, ma di recente ha anche fatto una dichiarazione incomprensibile, completamente non cristiana, individuando due nazionalità russe in una categoria da cui ci si può aspettare atrocità durante le ostilità”. L’uscita di Bergoglio “non aiuta la causa e l’autorità della Santa Sede”.
Linea dura anche nei confronti degli eterni antagonisti a stelle e strisce. “Gli Stati Uniti si sono dimostrati ingenui nel pensare di poter portare avanti i colloqui sul nucleare con la Russia ‘mentre cercano di distruggerci”, ha detto Sergei Lavrov, spiegando come la crisi ucraina abbia pesato sull’evoluzione del dialogo in ambito nucleare. “E’ evidente che oggi è impossibile discutere di stabilità strategica ignorando tutto ciò che sta accadendo in Ucraina. Perché l’obiettivo in Ucraina è stato dichiarato: non salvare la democrazia ucraina, ma sconfiggere la Russia sul campo di battaglia o addirittura distruggere la Russia”, ha aggiunto l’ex consigliere dell’ambasciata sovietica in Sri Lanka.
Parole di elogio sono state spese per l’ex segretario di Stato americano John Kerry, definito “un vero partner di dialogo”. Lo riporta Ria Novosti. L’attestato di stima per Kerry è forte e convinto: “Ho parlato con lui più a lungo e più spesso che con uno qualsiasi dei nostri partner, inclusi anche i nostri vicini più stretti. Ci siamo incontrati più di 50 volte e ho visto in lui una persona che è sinceramente interessata a un risultato che non sia unilaterale ma generale. Ci aiuterebbe a risolvere i problemi insieme”.
Sui rapporti con l’Occidente non si torna indietro. “E’ chiaro che se, e quando, a un certo punto i nostri vicini occidentali e gli ex partner improvvisamente si interesseranno a ripristinare in qualche modo il lavoro congiunto sulla sicurezza europea, da parte nostra non ci sarà alcun ripristino. Perché il ripristino significa quello che era prima. Ma questo non è possibile”, ha chiarito Lavrov.
La porta non è completamente chiusa: “Quando e se l’Occidente si renderà conto che è meglio coesistere sulla base di alcuni fondamenti reciprocamente concordati, ascolteremo ciò che l’Occidente propone ed è chiaro che dovrebbe esserci un nuovo inizio di interazione”.
Per il successore di Igor Ivanov, “l’Osce è diventata un’organizzazione sempre più marginale”, anche a causa dei “tentativi espansionistici della Nato” e di “privatizzazione da parte dell’Occidente”. “Approfittando della superiorità numerica in questa organizzazione, ha attaccato il politico e diplomatico, l’Occidente ha cercato per molti anni di realizzarne la privatizzazione e, probabilmente, è più corretto dire che stanno cercando di effettuare un sequestro dell’Osce per soggiogare quest’ultima piattaforma”.
Infine una precisazione importante sulle possibili trattative di pace: “Quando siamo accusati di chiedere costantemente qualche tipo di trattativa per guadagnare tempo, per poter raccogliere forze aggiuntive per l’operazione militare speciale, beh questo è sia divertente sia spiacevole”. Flebile ma ancora accesa la fiammella della speranza: “Le persone mentono, non abbiamo mai ha chiesto un negoziato, ma abbiamo sempre detto che se qualcuno ha interesse a una soluzione negoziata, siamo pronti ad ascoltare”

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