Guerra in Ucraina e blocco export legname, Confagricoltura: si valorizzi il nostro patrimonio boschivo

Il conflitto russo-ucraino sta accelerando il dibattito su tutte le filiere economiche italiane ed europee. Producendo anche interessanti riflessioni sulle opportunità finora perse per valorizzare alcune potenzialità dei nostri settori economici. Ora, per la guerra in corso in Ucraina, Confagricoltura prende posizione sul blocco dell’export di legname, chiedendo che si valorizzi il nostro patrimonio boschivo.

Gli effetti del conflitto avranno ripercussioni nel lungo periodo, anche per quanto riguarda la filiera foresta-legno. Confagricoltura interviene sulla questione e sottolinea come, a causa delle restrizioni alle esportazioni di tronchi dalla Russia e Ucraina, si stia aggravando ulteriormente la crisi dei prezzi e lo squilibrio dei mercati internazionali.

“Questo contesto, con i rapidi mutamenti del quadro geopolitico internazionale e gli ingenti aumenti energetici, è l’occasione per far tornare centrale la risorsa legno italiana nelle politiche di approvvigionamento di materie prime – afferma Enrico Allasia, presidente della Federazione Nazionale di Prodotto Boschive di Confagricoltura -. Occorre accelerare le dinamiche economiche orientate allo sviluppo del settore, rafforzando le filiere nazionali del legno”.

L’attuale situazione d’incertezza richiede, anche da parte del nostro Paese, strategie capaci di ridurre la forte dipendenza di legname dall’estero. “Il nostro patrimonio forestale – sottolinea Allasia – è una risorsa importante che copre più di 1/3 della superficie nazionale, pari a oltre undici milioni di ettari, e merita di essere valorizzato e utilizzato”.

In quest’ottica Confagricoltura ritiene che l’avvio da parte del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali della procedura per l’iscrizione al registro nazionale per gli operatori che commercializzano legno e prodotti derivati rappresenti un importante passo per aumentare la trasparenza del comparto, qualificare la provenienza e la tracciabilità delle produzioni.

Il conflitto russo-ucraino sta accelerando il dibattito su tutte le filiere economiche italiane ed europee. Producendo anche interessanti riflessioni sulle opportunità finora perse per valorizzare alcune potenzialità dei nostri settori economici. Ora, per la guerra in corso in Ucraina, Confagricoltura prende posizione sul blocco dell’export di legname, chiedendo che si valorizzi il nostro patrimonio boschivo.

Gli effetti del conflitto avranno ripercussioni nel lungo periodo, anche per quanto riguarda la filiera foresta-legno. Confagricoltura interviene sulla questione e sottolinea come, a causa delle restrizioni alle esportazioni di tronchi dalla Russia e Ucraina, si stia aggravando ulteriormente la crisi dei prezzi e lo squilibrio dei mercati internazionali.

“Questo contesto, con i rapidi mutamenti del quadro geopolitico internazionale e gli ingenti aumenti energetici, è l’occasione per far tornare centrale la risorsa legno italiana nelle politiche di approvvigionamento di materie prime – afferma Enrico Allasia, presidente della Federazione Nazionale di Prodotto Boschive di Confagricoltura -. Occorre accelerare le dinamiche economiche orientate allo sviluppo del settore, rafforzando le filiere nazionali del legno”.

L’attuale situazione d’incertezza richiede, anche da parte del nostro Paese, strategie capaci di ridurre la forte dipendenza di legname dall’estero. “Il nostro patrimonio forestale – sottolinea Allasia – è una risorsa importante che copre più di 1/3 della superficie nazionale, pari a oltre undici milioni di ettari, e merita di essere valorizzato e utilizzato”.

In quest’ottica Confagricoltura ritiene che l’avvio da parte del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali della procedura per l’iscrizione al registro nazionale per gli operatori che commercializzano legno e prodotti derivati rappresenti un importante passo per aumentare la trasparenza del comparto, qualificare la provenienza e la tracciabilità delle produzioni.

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