L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Politica

Minorenni a scuola di guerriglia, la risposta del governo

Un segnale d'urgenza con cui fissa un principio non negoziabile: la rabbia sociale non sarà mai una licenza per devastare le città

di Angelo Vitale -


Il via, a Milano, era stato quello di una piazza sociale come tante ne ha viste l’autunno italiano. Sabato pomeriggio la mobilitazione contro il carovita, i rincari dei carburanti e la pressione sulle famiglie si preannunciava come un canale di protesta democratica. In poche ore, tuttavia, una rivendicazione sociale disintegrata. Alla fine, soffocata dall’incursione improvvisa di gruppi di giovani che hanno trasformato le strade del centro in un teatro di guerriglia urbana.

La guerriglia dei minorenni

Barricate improvvisate, lanci di oggetti e scontri diretti con i reparti mobili della polizia hanno segnato l’inizio di un fine settimana di profonda devastazione. Una vera rottura consumatasi l’indomani. Senza cortei tradizionali nelle strade, gruppi di giovanissimi in tenuta total black, felpa e cappuccio hanno preso d’assalto il cuore di Milano. Nessuna piattaforma ideologica, nessun comizio né striscioni.

La violenza si è tradotta in cieco vandalismo consumistico e saccheggi sistematici nei negozi del centro e nelle boutique di marca. Tra vetrine infrante e un bilancio dei danni stimato elevatissimo da Confcommercio, la violenza di strada si è mostrata nella sua veste più cruda, con il bottino di abbigliamento firmato e beni materiali ha sostituito qualsiasi parola d’ordine.

A dare il peso drammatico della vicenda, i numeri ufficiali forniti dalle forze dell’ordine dopo le complesse operazioni di contenimento. Il bilancio conta 14 operatori feriti e 271 persone accompagnate in questura per accertamenti, tra cui 60 cittadini stranieri. Tra i fermati, una presenza dei giovanissimi schiacciante: 220 minorenni, in gran parte nati tra il 2007 e il 2008.

Sul piano giudiziario, 32 arresti (di cui 23 minori), 28 denunce a piede libero (altrettanti 23 minorenni) e 174 persone trattenute in regime di fermo di prevenzione. Nel frattempo, la Procura di Milano ha chiesto la convalida dell’arresto e il carcere per i primi indagati maggiorenni accusati di resistenza aggravata, devastazione e saccheggio.

La “scuola” del “17 Ottobre”

In questo scenario magmatico, l’azione del movimento “17 Ottobre” che ha cercato di saldare a posteriori le proprie motivazioni politiche con le devastazioni di piazza, lanciando via social una «mobilitazione permanente ogni sabato» con l’obiettivo dichiarato di rovesciare l’esecutivo.

Sulle proprie piattaforme online, il gruppo ha concettualizzato i saccheggi diffondendo i video di presunti «espropri proletari», nei quali la merce sottratta nei negozi veniva regalata ai senzatetto, definendo la violenza reale come l’esito inevitabile di un sistema che nega il futuro.

E nelle chat Telegram collegate al movimento è stata diffusa la guida tascabile «Safer in the street», un vademecum operativo con consigli pratici per eludere i presidi attorno a stazioni e caselli, mantenere un profilo discreto e non dissociarsi dalle condotte violente dei compagni.

La risposta del governo

Di fronte a un’escalation priva di precedenti recenti, la premier Giorgia Meloni ha convocato un vertice d’urgenza sull’ordine pubblico a Palazzo Chigi. Per circa un’ora e mezza, il confronto con i vicepremier Salvini e Tajani, i ministri Piantedosi, Crosetto e Lollobrigida, i sottosegretari Mantovano e Fazzolari, i vertici delle forze dell’ordine e i capi dell’Intelligence.

I report dei Servizi descrivono un fenomeno «ancora tutto da comprendere», caratterizzato da una struttura liquida e priva di una regia tradizionale, dove il disagio e le pulsioni antisociali dei giovanissimi vengono catalizzati e strumentalizzati sul web per compiere blitz e devastazioni. Per arginare quella che appare come una vera e propria deriva minorile, il governo si appresta a varare una stretta normativa d’emergenza.

Tra le ipotesi sul tavolo spicca un intervento modellato sull’impianto del decreto Caivano, volto a colpire direttamente la delinquenza under 18. Le misure ipotizzate prevedono l’estensione del fermo preventivo ai minorenni, l’introduzione dell’arresto differito per i reati di devastazione e saccheggio, il divieto di aggregazione per chi partecipa a violenze di gruppo e la procedibilità d’ufficio per le lesioni a pubblico ufficiale.

Mentre sul piano legislativo si valuta anche l’estensione del reato di associazione a delinquere per gli “sfascisti” che organizzano blitz via social. Un segnale d’urgenza con cui il governo fissa un principio non negoziabile: la rabbia sociale non sarà mai una licenza per devastare le città.

Leggi tutte le news di Politica


Torna alle notizie in home