I più giovani sono per il cambiamento: dicono Sì alla riforma
Si sa – lo ripetiamo sempre – i sondaggi vanno presi con le pinze, ma uno in particolare ve lo vogliamo proprio raccontare. A poco meno di tre settimane dal voto del 22 e 23 marzo ecco una bella doccia gelata per il Comitato del No, l’Anm, le toghe rosse, il Partito democratico, il Movimento 5 Stelle, Avs e compagni, tutti schierati contro la riforma della magistratura sperando di mantenere lo status quo (e il potere delle toghe rosse) e di dare una spallata al governo Meloni.
Ebbene, secondo l’ultima rilevazione dell’Istituto Piepoli per il Quotidiano nazionale, sarebbero i più giovani il “motore del cambiamento”, i fautori del Sì. I ragazzi tra i 18 e i 24 anni sono favorevoli infatti a modificare l’ordinamento giuridico italiano. Un dato di portata storica, perché come da tradizione gli elettori più giovani spesso si appiattiscono sulle posizioni della sinistra (magari poi mettendo la testa a posto con gli anni). I Sì poi stravincono nella fascia 25-34 anni: il 67 per cento contro solamente il 33 per cento di No.
Trend confermato sia tra coloro che si informano sui social sia sulla tv o leggendo i giornali (magari proprio il nostro, chissà). Ora, non è dato sapere se il sondaggio rispecchierà le intenzioni di voto né se i più giovani sono per il Sì perché si sono documentati o perché a naso così com’è la magistratura non gli piace. Stavolta non stiamo a sindacare: che vinca il Sì.
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