I segreti dell’intervista

Teoria e tecniche dello strumento “principe” del giornalismo, nel manuale di Francesco Rositano

“Le interviste si fanno sottovoce: è un invito a ragionare bene, con tranquillità, con semplicità”      Gigi Marzullo

 

Nel libro sulle tecniche e regole del giornalismo degli anni Novanta del secolo scorso, per Alberto Papuzzi l’intervista è il genere giornalistico più tecnico, anzi l’intervista è un genere tutto tecnica. Non ci sono avvenimenti, da vedere e da raccontare: l’avvenimento

è l’intervista. Questo è il caso più limpido in cui la notizia è ciò che ne fa il giornalista. Agli occhi del lettore l’intervista esercita un fascino particolare, perché lo mette a tu per tu con persone che, nella maggioranza dei casi, difficilmente egli avrebbe la possibilità di conoscere, benché sollecitino la sua curiosità o il suo interesse, perché godono di prestigio, perché detengono un potere, perché hanno successo, perché sono popolari; o, semplicemente, perché – in un dato momento – si trovano alla ribalta della cronaca, per le più diverse ragioni.

Ma dalla nascita dell’intervista a oggi, il contesto sociale, politico, culturale e comunicativo è notevolmente cambiato ed essa non è più lo strumento principale per produrre news e veicolarle al pubblico. L’attuale “ecosistema informativo ibrido” – evidenzia Francesco Rositano, Autore di “I segreti dell’intervista” (Ed. Centro di Documentazione Giornalistica) -si sostanzia nella coesistenza e nell’intreccio di media mainstream (radio, stampa e tv) e di nuovi attori (blog, social media, piattaforme digitali). In sostanza, ha preso forma una nuova struttura nella quale nuovi mezzi di informazione si sono affiancati all’intervista, sottraendole il primato nella produzione di notizie, creando, nello stesso tempo, una sovrabbondanza di informazioni, di overload, rispetto alle quali il giornalista non è più il depositario unico della mediazione. Predomina, infatti, la tendenza di alcune fonti – precisa Rositano – a “disintermediare” i giornalisti, a bypassarli, per arrivare direttamente al proprio pubblico, attraverso contenuti veicolati sulle piattaforme digitali.

Il libro è diviso in quattro parti: L’intervista ai tempi della disintermediazione: le sue definizioni, lo statuto ontologico, le tecniche di approccio e le sue modalità di svolgimento con mezzi diversi; L’intervista scritta e in voce tra teoria e tecnica: in particolare Rositano si sofferma sulle varie definizioni, forme di utilizzo e classificazioni indicate da diversi autori; Le video, le ibridazioni, i diritti e i doveri dell’intervista: la video intervista nei telegiornali e nei talk show, con focus sui vari esempi di contaminazione tra vari generi e l’ibridazione dei contenuti in un sistema crossmediale; L’intervista e lo storytelling: ovvero il rapporto tra l’intervista e lo storytelling (la comunicazione della notizia come racconto). Tutte le parti sono affrontate dall’Autore, spiegando in dettaglio teorie, tecniche e singole sfaccettature.

Rositano, inoltre, analizza gli strumenti necessari per le interviste anche attraverso le testimonianze di: Marianna Aprile (Caposervizio del settimanale “Oggi”), Aldo Cazzullo (Inviato speciale del “Corriere della Sera”), Giovanni Floris (Conduce su La7 “Di martedì”), Franca Giansoldati (Vaticanista del “Messaggero”), Gigi Marzullo (Conduce “Sottovoce”, per la Rai), Stefano Polli (Vice-direttore ANSA), Filippo Roma (Conduttore e inviato delle “Iene”) e Giorgio Zanchini (Conduce “Radio Anch’io” e “Quante storie”, programmi Rai).

In sintesi, la buona intervista nasce dalla dinamica relazionale che l’intervistatore riesce a stabilire con l’interlocutore e dalla sua capacità di utilizzare il materiale preparato per le domande; e, soprattutto, dal saper interrogare per tirare fuori storie  dall’intervistato. Come ricorda Aldo Cazzullo: “L’intervista che riesce è quella che va un passo oltre: che racconta un dettaglio inedito, che attesta un cambio di posizione”.

Francesco Rositano è in Rai dal 2008. Ha cominciato nella Testata Giornalistica Regionale, in Emilia Romagna. Attualmente è redattore al Tgr Lazio, dove conduce l’edizione delle 19,35: si occupa prevalentemente di cronaca e di politica.

MD

 

Teoria e tecniche dello strumento “principe” del giornalismo, nel manuale di Francesco Rositano

“Le interviste si fanno sottovoce: è un invito a ragionare bene, con tranquillità, con semplicità”      Gigi Marzullo

 

Nel libro sulle tecniche e regole del giornalismo degli anni Novanta del secolo scorso, per Alberto Papuzzi l’intervista è il genere giornalistico più tecnico, anzi l’intervista è un genere tutto tecnica. Non ci sono avvenimenti, da vedere e da raccontare: l’avvenimento

è l’intervista. Questo è il caso più limpido in cui la notizia è ciò che ne fa il giornalista. Agli occhi del lettore l’intervista esercita un fascino particolare, perché lo mette a tu per tu con persone che, nella maggioranza dei casi, difficilmente egli avrebbe la possibilità di conoscere, benché sollecitino la sua curiosità o il suo interesse, perché godono di prestigio, perché detengono un potere, perché hanno successo, perché sono popolari; o, semplicemente, perché – in un dato momento – si trovano alla ribalta della cronaca, per le più diverse ragioni.

Ma dalla nascita dell’intervista a oggi, il contesto sociale, politico, culturale e comunicativo è notevolmente cambiato ed essa non è più lo strumento principale per produrre news e veicolarle al pubblico. L’attuale “ecosistema informativo ibrido” – evidenzia Francesco Rositano, Autore di “I segreti dell’intervista” (Ed. Centro di Documentazione Giornalistica) -si sostanzia nella coesistenza e nell’intreccio di media mainstream (radio, stampa e tv) e di nuovi attori (blog, social media, piattaforme digitali). In sostanza, ha preso forma una nuova struttura nella quale nuovi mezzi di informazione si sono affiancati all’intervista, sottraendole il primato nella produzione di notizie, creando, nello stesso tempo, una sovrabbondanza di informazioni, di overload, rispetto alle quali il giornalista non è più il depositario unico della mediazione. Predomina, infatti, la tendenza di alcune fonti – precisa Rositano – a “disintermediare” i giornalisti, a bypassarli, per arrivare direttamente al proprio pubblico, attraverso contenuti veicolati sulle piattaforme digitali.

Il libro è diviso in quattro parti: L’intervista ai tempi della disintermediazione: le sue definizioni, lo statuto ontologico, le tecniche di approccio e le sue modalità di svolgimento con mezzi diversi; L’intervista scritta e in voce tra teoria e tecnica: in particolare Rositano si sofferma sulle varie definizioni, forme di utilizzo e classificazioni indicate da diversi autori; Le video, le ibridazioni, i diritti e i doveri dell’intervista: la video intervista nei telegiornali e nei talk show, con focus sui vari esempi di contaminazione tra vari generi e l’ibridazione dei contenuti in un sistema crossmediale; L’intervista e lo storytelling: ovvero il rapporto tra l’intervista e lo storytelling (la comunicazione della notizia come racconto). Tutte le parti sono affrontate dall’Autore, spiegando in dettaglio teorie, tecniche e singole sfaccettature.

Rositano, inoltre, analizza gli strumenti necessari per le interviste anche attraverso le testimonianze di: Marianna Aprile (Caposervizio del settimanale “Oggi”), Aldo Cazzullo (Inviato speciale del “Corriere della Sera”), Giovanni Floris (Conduce su La7 “Di martedì”), Franca Giansoldati (Vaticanista del “Messaggero”), Gigi Marzullo (Conduce “Sottovoce”, per la Rai), Stefano Polli (Vice-direttore ANSA), Filippo Roma (Conduttore e inviato delle “Iene”) e Giorgio Zanchini (Conduce “Radio Anch’io” e “Quante storie”, programmi Rai).

In sintesi, la buona intervista nasce dalla dinamica relazionale che l’intervistatore riesce a stabilire con l’interlocutore e dalla sua capacità di utilizzare il materiale preparato per le domande; e, soprattutto, dal saper interrogare per tirare fuori storie  dall’intervistato. Come ricorda Aldo Cazzullo: “L’intervista che riesce è quella che va un passo oltre: che racconta un dettaglio inedito, che attesta un cambio di posizione”.

Francesco Rositano è in Rai dal 2008. Ha cominciato nella Testata Giornalistica Regionale, in Emilia Romagna. Attualmente è redattore al Tgr Lazio, dove conduce l’edizione delle 19,35: si occupa prevalentemente di cronaca e di politica.

MD

 

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