IA, De Pascale e Lepore: “Bologna ed Emilia-Romagna al centro della strategia europea sull’intelligenza artificiale”
(LaPresse) L’Emilia-Romagna può diventare uno dei principali laboratori europei dell’intelligenza artificiale, grazie alle infrastrutture di supercalcolo di Bologna, alla manifattura ad alta intensità di ricerca e al distretto delle Life Sciences. A tracciare questo quadro sono il presidente della Regione Michele De Pascale e il sindaco di Bologna Matteo Lepore, a margine della seconda giornata di AI.DEA – Forum di Varignana | Conoscenza, dati e AI per l’impresa italiana l’evento promosso da Nomisma e Confindustria a Castel San Pietro Terme.
“La Regione Emilia-Romagna è al tempo stesso sede di uno dei più importanti investimenti dell’Unione Europea sul tema dell’intelligenza artificiale e del supercalcolo al Tecnopolo DAMA di Bologna, una delle sedi della strategia HPC europea”, ha detto De Pascale. “Ma dall’altra parte probabilmente è il luogo italiano più avanzato anche per poter sperimentare l’applicazione dell’intelligenza artificiale”. Il presidente regionale ha indicato due direttrici strategiche: la manifattura, nella quale la regione registra investimenti in ricerca e sviluppo “più che doppì” rispetto alla media nazionale, e le Life Sciences, con particolare riferimento al Sistema Sanitario Nazionale e al biomedicale, settore in cui l’Emilia-Romagna rappresenta “uno dei principali distretti europei”. “Quindi sì infrastruttura, hardware, continuare a sviluppare qui una strategia di autonomia strategica europea”, ha aggiunto De Pascale, “ma poi anche ricadute molto concrete per la competitività delle imprese e, nell’ambito del Sistema Sanitario, anche per migliorare la capacità di cura delle persone”.
Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha sottolineato che l’intelligenza artificiale è oggi al centro di una competizione globale tra Cina, Stati Uniti, Europa e altri paesi. “È il livello minimo per la competizione che in tutta Europa i paesi devono assolutamente sostenere”, ha affermato. “Penso che serva una strategia italiana ed europea insieme”. Lepore ha ricordato il ruolo di Bologna come uno degli asset dei sette hub europei, con 2 miliardi di euro di investimenti, un’università e un centro di ricerca importante come il Cineca. “Per noi è fondamentale che la visione sia più democratica, una sovranità tecnologica a disposizione di tutti gli europei e la libertà di ricerca che è fondamentale. Solo così anche le imprese possono trovare nel nostro paese e in Europa un sostegno vero per usare l’intelligenza artificiale senza essere di fatto succube di altre tecnologie”, ha osservato.
Il sindaco ha poi spostato l’attenzione sulle condizioni materiali dello sviluppo tecnologico: “La sfida è quella della crisi abitativa, attirare ricercatori, imprese significa fare crescere la città e questo non può essere fatto se non c’è un piano nazionale ed europeo per l’abitare che sostiene le città che su questo fronte stanno lavorando”. Sui data center, ha criticato l’assenza di una cornice regionale: “La Lombardia è l’unica regione italiana che ha una norma per sviluppare il mercato dei data center che io critico in parte, quindi non sono necessariamente d’accordo con quella norma, ma almeno ce l’ha. “Abbiamo bisogno che l’Emilia-Romagna si doti di una propria normativa, una propria regolamentazione perché oggi data center significano soprattutto per i comuni piccoli e medi consumi energetici, consumi idrici, crisi abitativa. Non possiamo accettare questi investimenti se non ci sono regole chiare e occorre farlo adesso”, ha aggiunto.
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