Politica

Il campo largo che non verrà: a Bari i funerali dell’accordo tra Pd e 5Stelle

di Angelo Vitale -


Nel giro di circa 8 ore, si consuma una significativa, se non definitiva, frattura nel campo largo mai definito con convinzione e determinazione dal Pd e dai 5Stelle. Con l’anteprima di Giuseppe Conte, nella giornata di giovedì all’atto dell’ennesimo terremoto giudiziario che ha investito il centrosinistra in Puglia, che annunciava come i 5Stelle si filassero dall’ipotesi di Primarie attraverso le quali decidere il candidato sindaco per le prossime Comunali di Bari, accompagnata dal corollario dell’epiteto “sleale” affibbiato da Elly Schlein a Conte.

Questo venerdì registra allora un’accelerazione nello scambio di accuse tra il presidente dei grillini e la segretaria del Pd. Non si è arrivati alle “male parole” ma i termini dello scontro sono violentissimi, sulla soglia di un addio pieno ad un’alleanza da proporre ad esempio in giro per l’Italia dopo la vittoria nelle recenti Regionali in Sardegna. Chissà quanto recuperabile, a questo punto, uno straccio di intesa.

Comincia Conte, ad ora di pranzo: “Le conseguenze ci sono se il Pd continua a parlare di slealtà, è offensivo, lo respingiamo al mittente. Ho chiamato io mercoledì la Schlein e sono stato mezz’ora a spiegare che rischiavamo il disastro, che non ci saremo stati con nuove inchieste. Significa che il Pd non ha rispetto delle persone e delle forze politiche con cui lavora”. Così a L’aria che tira, parlando delle conseguenze della vicenda di Bari sull’alleanza con il Pd.

“Se non ritirano le accuse di slealtà diventerà sempre più difficile lavorare con il Pd. Il Pd non può pretendere che noi possiamo sottoscrivere tutto quello che viene dal passato. Noi siamo per la legalità, se il Pd è disposto a fare un percorso per il campo largo senza buttare a mare tutto il passato va bene, se no ne prendiamo atto”, ha aggiunto Conte.

Si improvisa pontiere l’ex ministro Pd Andrea Orlando, avanzando un’ipotesi che, per la partita aperta a Bari nella costruzione di un campo largo per le Comunali, ingarbuglia forse ancor più la matassa delle polemiche: “Bari deve scegliere il sindaco in una città in cui il centrosinistra ha governato bene. Si stava facendo una coalizione. In questo percorso c’è stato l’impatto di una inchiesta che non mette in discussione i risultati di questa amministrazione ne’ pone punti interrogativi su chi la guidava. Inchiesta che però solleva una questione che va affrontata sul terreno politico che è quello della lotta al trasformismo, della battaglia contro un civismo che in verità è un modo di cambiare la casacca. Questa discussione a mio avviso va fatta e non va derubricata, se si sottovaluta si fa un grandissimo errore perché questa deve essere una grande occasione perché si faccia. Alle primarie la Schlein si è anche candidata per affrontare questo tema verso il quale non si può dare l’impressione che sia messo da una parte”.

“Tema che non deve inficiare un percorso che io credo debba essere salvaguardato – ha aggiunto Orlando – quello di scegliere un sindaco tra le forze politiche che danno un giudizio positivo sull’esperienza di governo barese. Quello di Conte è un tentativo un po’ furbetto di speculare su un passaggio che vede in difficoltà un alleato. Quello che voglio dire è questo però: oggi puoi anche fare una mossa che toglie un punto al Pd e lo mette un po’ in difficoltà a livello nazionale, domani sei quello che ha consegnato Bari alla destra e questo vale tanto per Conte che per Laforgia. Quello che penso si debba fare in questo momento è gettare acqua sul fuoco, respingere le strumentalizzazioni di Conte, che è evidente stia facendo una operazione smaccatamente strumentale perché pone una questione, che ha l’epicentro in Regione, in Comune. È chiaro che c’è un elemento di furbizia perché spara nella direzione sbagliata”.

“Per dimostrare la buona volontà delle forze in campo il passo da fare è cercare una terza figura – sottolinea l’ex ministro dem – che dia anche il segnale di una capacità di reagire. Più che il tema di chi vince o perde in una coalizione c’è il tema di far vincere la coalizione e di non compromettere un processo di cambiamento positivo della città che c’è stato e che anche gli avversari sono costretti a riconoscere. Il problema è come se ne esce e secondo me i gruppi dirigenti delle forze politiche coinvolte in questa vicenda devono dire come se ne esce. La Schlein dice una cosa che condivido al 101%, se si fa una alleanza siamo in grado di vincere, se non si fa una alleanza non dobbiamo essere noi in alcun modo quelli che hanno impedito di vincere. Noi siamo quelli che più di ogni altra forza politica del centrosinistra vogliono battere la destra”.

In serata, Elly Schlein è a Bari: “Avrai il nostro supporto anche se vorrai continuare a cercare con Laforgia quella unità che ieri altri hanno rotto”. Così, rivolgendosi a Vito Leccese. “Anche ieri noi avevamo avanzato la proposta di fare entrambi un passo indietro, per fare insieme un passo avanti. Ma la risposta è stata negativa, evidentemente quella risposta era già stata architettata”.

Poi, la prima stoccata vera: “Io sono qui con voi perché a differenza di altri, io mantengo la parola data. E mi dispiace per la decisione presa ieri da Giuseppe Conte, unilateralmente, ha deciso senza cercare una soluzione perché così aiuta la destra”.

Di seguito, pure il sarcasmo: “Forse chi ha iniziato a far politica direttamente da Palazzo Chigi, non ha dimestichezza con il lavoro e lo sforzo collettivo della comunità, ma si deve avere rispetto, e far saltare le primarie a tre giorni dal voto è una sberla a chi si stava preparando per queste primarie, alle persone perbene che volevano andare a votare. Non è accettabile. Così come non accetto il pregiudizio che chi abita a Bari Vecchia non possa esprimere un voto libero”.

E l’orgoglio dell’appartenenza, per difendere anche l’ipotesi del campo largo: “Agli attacchi a me non rispondo, ma non sono disposta a tollerare attacchi che arrivano alla nostra comunità”.

Poi, un passaggio sui voti comprati a 50 euro per il Pd, che purtroppo per lei non possono essere restituiti a chi li ha concessi a pagamento: “I fatti emersi a Triggiano sono gravissimi, e bisogna guardarsi dentro, il Partito democratico intende farlo fino in fondo. Non siamo immuni ai tentativi di infiltrazione ma dobbiamo diventarlo. Non accettiamo e non vogliamo voti sporchi o comprati”.

Con un richiamo a diventare sentinelle contro i capibastone che si fanno strada nelle competizioni elettorali sventolando banconote: “Noi come comunità – sottolinea la leader del Pd – dobbiamo riuscire ad arrivare anche prima delle indagini, impedire che possa accadere. Ai nostri militanti e amministratori chiedo di aiutarci a tenere lontani gli interessi sporchi. Chi entra deve trovare nel vostro sguardo un metal detector: vogliamo aprire alle energie giuste, per il campo largo, ma non ai voti comprati. Agli amministratori locali dico: tenete lontani i trasformisti che si muovono da destra a sinistra come se fosse la stessa cosa”.

La questione morale, però, slitta sullo sfondo della guerra ormai sancita – chi e come potrà tornare indietro? – tra le due principali formazioni dell’opposizione nazionale al centrodesta.


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