Il comico e lo zar

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, in conferenza stampa, ha ironizzato sui dubbi espressi dal presidente ucraino Zelensky circa il fatto che Putin sia vivo. “E’ chiaro che sia la Russia sia Putin rappresentano un grosso problema per l’Ucraina di oggi e per Zelensky. Ed è chiaro che dal punto di vista puramente psicologico, Zelensky preferirebbe che né la Russia né Putin esistessero, ma prima se ne rende conto, prima l’Ucraina si rende conto che la Russia e Putin esistono ed esisteranno, e che prima o poi dovranno rinunciare a tutto ciò che è russo, meglio sarà per un paese come l’Ucraina”, ha affermato Peskov.
Sulla possibilità di arrivare ad un cessate il fuoco, il portavoce ha ribadito che “prima Zelensky mostrerà la volontà di tenere conto delle richieste della Russia, prima tutto sarà finito”.
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, che a Minsk ha firmato un accordo con il suo omologo bielorusso Sergei Aleinik per rafforzare la sicurezza di entrambi i paesi, ha avvertito che la possibile espansione dell’Alleanza atlantica verso i confini di Russia e Bielorussia genererebbe solo “un’escalation di tensione” sia a livello politico che militare e, quindi, “non potrebbe rimanere senza risposta”.
Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, Dmitry Medvedev, è tornato ad evocare il rischio di una guerra nucleare parlando dell’incontro di oggi dei leader militari alla base Nato di Ramstein, nel corso del quale si discuterà “di nuove tattiche e strategie nonché della fornitura di nuove armi pesanti e sistemi di attacco all’Ucraina”. “E a nessuno di loro viene mai in mente, ha proseguito su Telegram, di trarre da ciò la seguente conclusione elementare: la sconfitta di una potenza nucleare in una guerra convenzionale può provocare lo scoppio di una guerra nucleare”.
La Nato spinge forte per i tank. “Gli obiettivi strategici dei russi non sono cambiati e dunque è probabile che in primavera monteranno una nuova offensiva: questo è ciò a cui si devono preparare gli ucraini e anche gli alleati, studiando quali sono le necessità più probabili di Kiev e come si può sostenere il Paese”. Lo ha detto il presidente del Comitato militare della Nato, l’ammiraglio Rob Bauer, al termine del vertice dei capi dello Stato Maggiore.
“I carri armati sono un mezzo importante, soprattutto per poter riprendere i territori occupati, e visto che i russi li usano anche gli ucraini dovrebbero poter rispondere di conseguenza”, ha aggiunto ancora Bauer.
Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel è arrivato in missione a Kiev su invito del presidente Volodymyr Zelensky. In agenda ha un intervento alla Rada e un incontro con il primo ministro ucraino. Prevista anche una visita ad un centro di riabilitazione per veterani di guerra.
In una risoluzione adottata ieri, il Parlamento europeo ha chiesto che la leadership politica e militare russa sia chiamata a rispondere del crimine di aggressione contro l’Ucraina. Inoltre, si esorta l’Ue a sollecitare l’istituzione di un tribunale internazionale speciale, in stretta cooperazione con l’Ucraina e la comunità internazionale.
Soddisfatto Zelensky: “Accolgo con favore l’adozione da parte del Parlamento Ue della risoluzione sull’istituzione di un Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina”.
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, in conferenza stampa, ha ironizzato sui dubbi espressi dal presidente ucraino Zelensky circa il fatto che Putin sia vivo. “E’ chiaro che sia la Russia sia Putin rappresentano un grosso problema per l’Ucraina di oggi e per Zelensky. Ed è chiaro che dal punto di vista puramente psicologico, Zelensky preferirebbe che né la Russia né Putin esistessero, ma prima se ne rende conto, prima l’Ucraina si rende conto che la Russia e Putin esistono ed esisteranno, e che prima o poi dovranno rinunciare a tutto ciò che è russo, meglio sarà per un paese come l’Ucraina”, ha affermato Peskov.
Sulla possibilità di arrivare ad un cessate il fuoco, il portavoce ha ribadito che “prima Zelensky mostrerà la volontà di tenere conto delle richieste della Russia, prima tutto sarà finito”.
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, che a Minsk ha firmato un accordo con il suo omologo bielorusso Sergei Aleinik per rafforzare la sicurezza di entrambi i paesi, ha avvertito che la possibile espansione dell’Alleanza atlantica verso i confini di Russia e Bielorussia genererebbe solo “un’escalation di tensione” sia a livello politico che militare e, quindi, “non potrebbe rimanere senza risposta”.
Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, Dmitry Medvedev, è tornato ad evocare il rischio di una guerra nucleare parlando dell’incontro di oggi dei leader militari alla base Nato di Ramstein, nel corso del quale si discuterà “di nuove tattiche e strategie nonché della fornitura di nuove armi pesanti e sistemi di attacco all’Ucraina”. “E a nessuno di loro viene mai in mente, ha proseguito su Telegram, di trarre da ciò la seguente conclusione elementare: la sconfitta di una potenza nucleare in una guerra convenzionale può provocare lo scoppio di una guerra nucleare”.
La Nato spinge forte per i tank. “Gli obiettivi strategici dei russi non sono cambiati e dunque è probabile che in primavera monteranno una nuova offensiva: questo è ciò a cui si devono preparare gli ucraini e anche gli alleati, studiando quali sono le necessità più probabili di Kiev e come si può sostenere il Paese”. Lo ha detto il presidente del Comitato militare della Nato, l’ammiraglio Rob Bauer, al termine del vertice dei capi dello Stato Maggiore.
“I carri armati sono un mezzo importante, soprattutto per poter riprendere i territori occupati, e visto che i russi li usano anche gli ucraini dovrebbero poter rispondere di conseguenza”, ha aggiunto ancora Bauer.
Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel è arrivato in missione a Kiev su invito del presidente Volodymyr Zelensky. In agenda ha un intervento alla Rada e un incontro con il primo ministro ucraino. Prevista anche una visita ad un centro di riabilitazione per veterani di guerra.
In una risoluzione adottata ieri, il Parlamento europeo ha chiesto che la leadership politica e militare russa sia chiamata a rispondere del crimine di aggressione contro l’Ucraina. Inoltre, si esorta l’Ue a sollecitare l’istituzione di un tribunale internazionale speciale, in stretta cooperazione con l’Ucraina e la comunità internazionale.
Soddisfatto Zelensky: “Accolgo con favore l’adozione da parte del Parlamento Ue della risoluzione sull’istituzione di un Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina”.
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