“Il contrabbando di sigarette costa dieci miliardi all’anno all’Europa”

Blitz a Palermo contro una rete che si riforniva a Napoli e inondava la città di bionde. L’allarme della Gdf: “Così il fisco italiano perde 700 milioni”

“Il contrabbando di sigarette costa dieci miliardi all’anno all’erario dei Paesi europei”. Lo ha detto il generale della Guardia di Finanza Antonio Quintavalle, comandante provinciale delle Fiamme gialle di Palermo. Che ha presentato oggi alla stampa l’ultima inchiesta a seguito della quale sono state eseguite questa mattina undici ordinanze di custodia cautelare a carico di altrettanti indagati, tre dei quali finiti in carcere e otto agli arresti domiciliari. Altri tre sono stati raggiunti dalla misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. 

I finanzieri hanno stroncato un fiorente traffico di sigarette di contrabbando che si sarebbe svolto sull’asse tra Palermo e la Campania. Gli affari della presunta organizzazione avrebbero fruttato circa 2,5 milioni di euro e pertanto la Dda palermitana ha ottenuto dal gip anche il sequestro di beni a carico di sei degli indagati coinvolti nel blitz. Secondo le ricostruzioni degli investigatori, i contrabbandieri siciliani avrebbero risalito la penisola fino a Napoli a bordo di auto prese a noleggio o su bus di linea. Acquistata la merce, l’avrebbero riportata a Palermo nascosta dentro normalissime valigie. Quindi avrebbero stoccato le bionde in tre magazzini, nell’area di Settecannoli e Corso dei Mille, affittati da un prestanome. Da qui le sigarette di contrabbando sarebbero finite sulle bancarelle a Oreto-Stazione, Settecannoli, Borgo Vecchio, Brancaccio, Ballarò, Sperone e allo Zen. Per difendere i propri affari, gestiti come monopoli in alcune delle aree della città, i presunti contrabbandieri avrebbero minacciato chiunque si fosse messo in testa di entrare nel lucroso giro delle bionde.

Il fenomeno, dunque, è ben lungi dall’essere stato estirpato. Complici i rincari delle accise sulle sigarette, i fumatori scelgono spesso di acquistare merce dai clandestini. Così s’è rivitalizzato un affare che sottrae capitali ingenti al Fisco in tutto il Vecchio Continente. “Si tratta di un fenomeno illecito che lede in maniera significativa il bilancio dello Stato e dell’Unione europea – ha affermato il generale Quintavalle -. Basti pensare che, secondo le ultime stime dell’Olaf, il danno erariale a livello europeo si attesta intorno ai 10 miliardi di euro”. Il conto è pesantissimo se si pensa all’ammanco stimato soltanto per l’erario italiano: “Per le casse dello Stato si parla di una perdita di oltre 700 milioni di euro”, ha svelato l’alto ufficiale delle fiamme gialle.

Blitz a Palermo contro una rete che si riforniva a Napoli e inondava la città di bionde. L’allarme della Gdf: “Così il fisco italiano perde 700 milioni”

“Il contrabbando di sigarette costa dieci miliardi all’anno all’erario dei Paesi europei”. Lo ha detto il generale della Guardia di Finanza Antonio Quintavalle, comandante provinciale delle Fiamme gialle di Palermo. Che ha presentato oggi alla stampa l’ultima inchiesta a seguito della quale sono state eseguite questa mattina undici ordinanze di custodia cautelare a carico di altrettanti indagati, tre dei quali finiti in carcere e otto agli arresti domiciliari. Altri tre sono stati raggiunti dalla misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. 

I finanzieri hanno stroncato un fiorente traffico di sigarette di contrabbando che si sarebbe svolto sull’asse tra Palermo e la Campania. Gli affari della presunta organizzazione avrebbero fruttato circa 2,5 milioni di euro e pertanto la Dda palermitana ha ottenuto dal gip anche il sequestro di beni a carico di sei degli indagati coinvolti nel blitz. Secondo le ricostruzioni degli investigatori, i contrabbandieri siciliani avrebbero risalito la penisola fino a Napoli a bordo di auto prese a noleggio o su bus di linea. Acquistata la merce, l’avrebbero riportata a Palermo nascosta dentro normalissime valigie. Quindi avrebbero stoccato le bionde in tre magazzini, nell’area di Settecannoli e Corso dei Mille, affittati da un prestanome. Da qui le sigarette di contrabbando sarebbero finite sulle bancarelle a Oreto-Stazione, Settecannoli, Borgo Vecchio, Brancaccio, Ballarò, Sperone e allo Zen. Per difendere i propri affari, gestiti come monopoli in alcune delle aree della città, i presunti contrabbandieri avrebbero minacciato chiunque si fosse messo in testa di entrare nel lucroso giro delle bionde.

Il fenomeno, dunque, è ben lungi dall’essere stato estirpato. Complici i rincari delle accise sulle sigarette, i fumatori scelgono spesso di acquistare merce dai clandestini. Così s’è rivitalizzato un affare che sottrae capitali ingenti al Fisco in tutto il Vecchio Continente. “Si tratta di un fenomeno illecito che lede in maniera significativa il bilancio dello Stato e dell’Unione europea – ha affermato il generale Quintavalle -. Basti pensare che, secondo le ultime stime dell’Olaf, il danno erariale a livello europeo si attesta intorno ai 10 miliardi di euro”. Il conto è pesantissimo se si pensa all’ammanco stimato soltanto per l’erario italiano: “Per le casse dello Stato si parla di una perdita di oltre 700 milioni di euro”, ha svelato l’alto ufficiale delle fiamme gialle.

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