Il deputato fa un passo indietro dopo le polemiche sugli appalti per i migranti

E’ entrato dalla porta ed è uscito dalla finestra. Aboubakar Soumahoro si è autosospeso dal partito Alleanza Verdi e Sinistra. Il deputato, arrivato in Parlamento come paladino dei diritti degli ultimi, dei migranti sfruttati dal caporalato, è stato costretto a fare un passo indietro.
Dopo il secondo incontro con il leader dei Verdi Angelo Bonelli e il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, l’attivista ha deciso di “congelare” il suo incarico politico, sino a quando “non si chiarirà tutto”. Il primo incontro tra Soumahoro e i suoi compagni di partito si è svolto a Montecitorio, nelle stanze del capogruppo rossoverde. É durato oltre due ore, ma è stato interrotto per proseguire ieri pomeriggio. Bocche cucite all’uscita. Ma il rinvio ha fatto capire che, nonostante il clima che viene definito tranquillo, non tutti i nodi erano stati sciolti. E che in oltre due ore, le spiegazioni del parlamentare, non erano bastate ai due leader. Tantissimi i temi sul tavolo: a partire dall’iscrizione della suocera nel registro degli indagati della procura di Latina. Ma anche le attività economiche del cognato Richard – anche lui dipendente delle coop – in Ruanda.
Stando a questa ricostruzione, sembrerebbe proprio che la verità politica, probabilmente, è un’altra. Al suo gruppo parlamentare non è mai piaciuta la tendenza che ha avuto in questi giorni il deputato con gli stivali di non rispondere alle domande rispetto alle accuse che gli venivano rivolte. Ma anche e soprattutto le testimonianze che da giorni fioccano sulla sua attività con i migranti. Parliamo dei compagni della Lega Braccianti o il capo della Caritas locale, che addirittura invitò Fratoianni a non candidare Soumahoro. Proprio Fratoianni, in questi giorni è stato lapidario, dichiarando che la faccenda stava investendo il suo partito. Evidente imbarazzo da parte di Bonelli, che proprio ieri mattina aveva affermato ai giornali: “Non è che sono in imbarazzo. Sono turbato dalle notizie, e ringrazio l’autorità giudiziaria che evidenzia fatti che però vanno verificati. Dobbiamo assumere la migliore posizione possibile, prima di tutto per lui stesso”. Il sindacalista del Coordinamento agricolo, da subito si è dichiarato del tutto estraneo al caso che coinvolge la sua famiglia. Il suo nome non compare nelle indagini. Domenica 19 novembre ha diffuso in video nel quale, in lacrime, chiedeva: “Mi dite cosa vi ho fatto? Da una vita sto lottando per i diritti delle persone. Vent’anni per strada a lottare per dare dignità alle persone. La mia vita è stata caratterizzata dalla lotta contro qualsiasi forma di sfruttamento. Voi mi volete morto. Ho sempre lottato”.
Ma alla fine della storia, è arrivata una nota stampa dal sapore di sconfitta: “Abbiamo incontrato Aboubakar Soumahoro per discutere ed approfondire le vicende che da giorni sono al centro della cronaca. Lo abbiamo trovato sereno e determinato – si legge nella nota di Alleanza Verdi e Sinistra -. Ci ha esposto il suo punto di vista e ha annunciato l’intenzione di rispondere punto su punto e nel merito alle contestazioni giornalistiche ribadendo la sua assoluta estraneità alle vicende. Naturalmente sarà lui a farlo, nelle forme e nei tempi che riterrà più opportuni. Perché questo avvenga con la massima libertà, Aboubakar Soumahoro ci ha comunicato la decisione di autosospendersi dal gruppo parlamentare”. E ancora: “Rispettiamo questa scelta che, seppur non dovuta, mostra il massimo rispetto che Aboubakar Soumahoro ha delle istituzioni e del valore dell’impegno politico per promuovere le ragioni delle battaglie in difesa degli ultimi che abbiamo sempre condiviso con Aboubakar. Siamo fiduciosi, considerato quanto riferitoci, che la vicenda possa essere chiarita in tempi rapidi e senza alcuna ombra”.

E’ entrato dalla porta ed è uscito dalla finestra. Aboubakar Soumahoro si è autosospeso dal partito Alleanza Verdi e Sinistra. Il deputato, arrivato in Parlamento come paladino dei diritti degli ultimi, dei migranti sfruttati dal caporalato, è stato costretto a fare un passo indietro.
Dopo il secondo incontro con il leader dei Verdi Angelo Bonelli e il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, l’attivista ha deciso di “congelare” il suo incarico politico, sino a quando “non si chiarirà tutto”. Il primo incontro tra Soumahoro e i suoi compagni di partito si è svolto a Montecitorio, nelle stanze del capogruppo rossoverde. É durato oltre due ore, ma è stato interrotto per proseguire ieri pomeriggio. Bocche cucite all’uscita. Ma il rinvio ha fatto capire che, nonostante il clima che viene definito tranquillo, non tutti i nodi erano stati sciolti. E che in oltre due ore, le spiegazioni del parlamentare, non erano bastate ai due leader. Tantissimi i temi sul tavolo: a partire dall’iscrizione della suocera nel registro degli indagati della procura di Latina. Ma anche le attività economiche del cognato Richard – anche lui dipendente delle coop – in Ruanda.
Stando a questa ricostruzione, sembrerebbe proprio che la verità politica, probabilmente, è un’altra. Al suo gruppo parlamentare non è mai piaciuta la tendenza che ha avuto in questi giorni il deputato con gli stivali di non rispondere alle domande rispetto alle accuse che gli venivano rivolte. Ma anche e soprattutto le testimonianze che da giorni fioccano sulla sua attività con i migranti. Parliamo dei compagni della Lega Braccianti o il capo della Caritas locale, che addirittura invitò Fratoianni a non candidare Soumahoro. Proprio Fratoianni, in questi giorni è stato lapidario, dichiarando che la faccenda stava investendo il suo partito. Evidente imbarazzo da parte di Bonelli, che proprio ieri mattina aveva affermato ai giornali: “Non è che sono in imbarazzo. Sono turbato dalle notizie, e ringrazio l’autorità giudiziaria che evidenzia fatti che però vanno verificati. Dobbiamo assumere la migliore posizione possibile, prima di tutto per lui stesso”. Il sindacalista del Coordinamento agricolo, da subito si è dichiarato del tutto estraneo al caso che coinvolge la sua famiglia. Il suo nome non compare nelle indagini. Domenica 19 novembre ha diffuso in video nel quale, in lacrime, chiedeva: “Mi dite cosa vi ho fatto? Da una vita sto lottando per i diritti delle persone. Vent’anni per strada a lottare per dare dignità alle persone. La mia vita è stata caratterizzata dalla lotta contro qualsiasi forma di sfruttamento. Voi mi volete morto. Ho sempre lottato”.
Ma alla fine della storia, è arrivata una nota stampa dal sapore di sconfitta: “Abbiamo incontrato Aboubakar Soumahoro per discutere ed approfondire le vicende che da giorni sono al centro della cronaca. Lo abbiamo trovato sereno e determinato – si legge nella nota di Alleanza Verdi e Sinistra -. Ci ha esposto il suo punto di vista e ha annunciato l’intenzione di rispondere punto su punto e nel merito alle contestazioni giornalistiche ribadendo la sua assoluta estraneità alle vicende. Naturalmente sarà lui a farlo, nelle forme e nei tempi che riterrà più opportuni. Perché questo avvenga con la massima libertà, Aboubakar Soumahoro ci ha comunicato la decisione di autosospendersi dal gruppo parlamentare”. E ancora: “Rispettiamo questa scelta che, seppur non dovuta, mostra il massimo rispetto che Aboubakar Soumahoro ha delle istituzioni e del valore dell’impegno politico per promuovere le ragioni delle battaglie in difesa degli ultimi che abbiamo sempre condiviso con Aboubakar. Siamo fiduciosi, considerato quanto riferitoci, che la vicenda possa essere chiarita in tempi rapidi e senza alcuna ombra”.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli