“Il diario di Bulow”

Giorno per giorno, la guerra di Liberazione di Arrigo Boldrini (1943-1945)

 

Arrigo Boldrini, il comandante Bulow, è stato alla guida della 28ª Brigata “Mario Gordini” che operò nella provincia di Ravenna e, poi, in Veneto, durante la guerra di Liberazione. Il suo nome è legato alla “pianurizzazione” della Resistenza, con la quale Bulow spostò la guerra partigiana dal suo terreno naturale, la montagna, nelle campagne della Bassa. Ma Boldrini, Medaglia d’Oro al Valore Militare, non è stato solo un comandante partigiano. Membro della Consulta e della Costituente, è stato un parlamentare di lungo corso, vicepresidente della Camera dal 1968 al 1976, poi senatore della Repubblica fino al 1994, presidente dell’ANPI (l’Associazione nazionale partigiani), fino al Congresso del 2006, due anni prima della sua scomparsa (era nato a Ravenna nel 1915).

“Diario di Bulow” ( Ed.Odradek) restituisce la ricchezza del suo contributo alla storia della Repubblica italiana. Nella prefazione, Giancarlo Pajetta scrive: “Chi voglia sapere chi è Arrigo Boldrini, deve cercarlo attraverso queste pagine”. Il diario, precisa poi Pajetta, è “il mattinale di un comandante partigiano, di un uomo non soltanto di coraggio ma anche di intelligenza, per la sua capacità di organizzare i primi gruppi, successivamente i primi distaccamenti e raccoglierli in brigata. E’ il diario secco, quasi volutamente arido, di un diplomatico”. Si tratta di un “diario di guerra” particolare (dal settembre 1943 al 18-20 maggio 1945, datazione dell’ultima pagina): scritto giorno per giorno, sono ricordati i fatti e gli eroismi di una vita quotidiana straordinaria.

Nella premessa alla prima edizione (1985), Arrigo Boldrini scrive che è un diario rielaborato sulla base delle note stese a suo tempo, rispettandone scrupolosamente il giudizio generale. Gli appunti che quasi giornalmente ha annotato allora esprimono “riflessioni fatte nel corso della guerra, stati d’animo personali e collettivi su fatti contingenti, citano compagne e compagni di lotta con i quali ha collaborato quasi continuamente per molti mesi.

red

 

Giorno per giorno, la guerra di Liberazione di Arrigo Boldrini (1943-1945)

 

Arrigo Boldrini, il comandante Bulow, è stato alla guida della 28ª Brigata “Mario Gordini” che operò nella provincia di Ravenna e, poi, in Veneto, durante la guerra di Liberazione. Il suo nome è legato alla “pianurizzazione” della Resistenza, con la quale Bulow spostò la guerra partigiana dal suo terreno naturale, la montagna, nelle campagne della Bassa. Ma Boldrini, Medaglia d’Oro al Valore Militare, non è stato solo un comandante partigiano. Membro della Consulta e della Costituente, è stato un parlamentare di lungo corso, vicepresidente della Camera dal 1968 al 1976, poi senatore della Repubblica fino al 1994, presidente dell’ANPI (l’Associazione nazionale partigiani), fino al Congresso del 2006, due anni prima della sua scomparsa (era nato a Ravenna nel 1915).

“Diario di Bulow” ( Ed.Odradek) restituisce la ricchezza del suo contributo alla storia della Repubblica italiana. Nella prefazione, Giancarlo Pajetta scrive: “Chi voglia sapere chi è Arrigo Boldrini, deve cercarlo attraverso queste pagine”. Il diario, precisa poi Pajetta, è “il mattinale di un comandante partigiano, di un uomo non soltanto di coraggio ma anche di intelligenza, per la sua capacità di organizzare i primi gruppi, successivamente i primi distaccamenti e raccoglierli in brigata. E’ il diario secco, quasi volutamente arido, di un diplomatico”. Si tratta di un “diario di guerra” particolare (dal settembre 1943 al 18-20 maggio 1945, datazione dell’ultima pagina): scritto giorno per giorno, sono ricordati i fatti e gli eroismi di una vita quotidiana straordinaria.

Nella premessa alla prima edizione (1985), Arrigo Boldrini scrive che è un diario rielaborato sulla base delle note stese a suo tempo, rispettandone scrupolosamente il giudizio generale. Gli appunti che quasi giornalmente ha annotato allora esprimono “riflessioni fatte nel corso della guerra, stati d’animo personali e collettivi su fatti contingenti, citano compagne e compagni di lotta con i quali ha collaborato quasi continuamente per molti mesi.

red

 

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