Il disagio dell’uomo “tardo-moderno”

 

“La società della stanchezza” (Ed. Nottetempo) è il titolo di un saggio del sud-coreano  Byung-Chul Han, professore di Filosofia e Teoria dei Media alla Staatlichen für Gestaltung di Karlsrue. Ha pubblicato saggi e studi sulla cultura della globalizzazione e sulla ipercultura. In poco più di ottanta pagine, Byung-Chul Han analizza il disagio dell’individuo “tardo-moderno” nell’odierna società della prestazione e della competizione. L’ossessione dell’iperattività e dell’eccesso produttivo crea disturbi di natura depressiva e nevrotica, nel quadro di una generale incapacità di gestire la “negatività” dell’esperienza. L’uomo multitasking, concentrato in più attività e con molteplici schermi accesi (cellulare, pc, iPad) non rappresenta un’evoluzione. Una denuncia, dunque, della “società della stanchezza”, in cui ogni reazione al modello sociale dominante rischia di essere inibita da un senso d’impotenza.

m.d.v.

 

“La società della stanchezza” (Ed. Nottetempo) è il titolo di un saggio del sud-coreano  Byung-Chul Han, professore di Filosofia e Teoria dei Media alla Staatlichen für Gestaltung di Karlsrue. Ha pubblicato saggi e studi sulla cultura della globalizzazione e sulla ipercultura. In poco più di ottanta pagine, Byung-Chul Han analizza il disagio dell’individuo “tardo-moderno” nell’odierna società della prestazione e della competizione. L’ossessione dell’iperattività e dell’eccesso produttivo crea disturbi di natura depressiva e nevrotica, nel quadro di una generale incapacità di gestire la “negatività” dell’esperienza. L’uomo multitasking, concentrato in più attività e con molteplici schermi accesi (cellulare, pc, iPad) non rappresenta un’evoluzione. Una denuncia, dunque, della “società della stanchezza”, in cui ogni reazione al modello sociale dominante rischia di essere inibita da un senso d’impotenza.

m.d.v.

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