Avanzi

Le parole contano: anche quelle di Acerbi

di Angelo Vitale -


“Le parole sono importanti!” diceva Nanni Moretti nel film Palombella rossa. Eccome, se contano. Come i gesti. A Francesco Acerbi, difensore nerazzurro, era stata inflitta il 14 marzo scorso una sanzione di 5mila euro per aver alzato il dito medio contro i tifosi romanisti che gli avevano gridato “Devi morire” durante la gara del 10 febbraio. “Comportamento sconveniente e grandemente volgare”: questo l’appunto a motivazione della sanzione.

I calciatori sono uomini come tutti noi. Possono vedere interrotta una brillante carriera per essere finiti nel vortice del gioco d’azzardo. Guadagnano molto denaro, e talvolta lo perdono a seguito di sgangheratissimi affidi ad improbabili promotori finanziari. Possono finire in galera, perché accusati di violenza sessuale. Possono diventare un mito ed essere intitolati a uno stadio, anche se hanno qualcosa che non è proprio andato per il verso giusto nella loro vita, dall’abuso di sostanze stupefacenti ad ancor più stupefacenti e ripetute frequentazioni con quelli che garbatamente vengono definiti “esponenti della criminalità organizzata”. Insomma, camorristi.

I calciatori hanno molto talento, e si è un po’ tutti indirizzati a giustificarne ogni possibile comportamento. O a “spiegarlo”, che è ancora peggio. Sia una fuga da un ritiro per andare a schiantare un’automobile che costa centinaia di migliaia di euro su uno spartitraffico o a fare baldoria in una discoteca. Sia in campo un fallo pesantissimo che potrebbe rendere chiunque invalido a vita. In questo caso, quasi sempre, sono gli stessi autori del fallo ad autoassolversi andando subito ad accarezzare il capo del malcapitato.

Di Acerbi si parla da giorni. “Negro”. O “Sei solo un nero”. Il difensore coi baffetti che alza le braccia al cielo per ringraziare di quanto il campo gli regala lo avrebbe detto al difensore brasiliano Juan Jesus del Napoli. Lui nega tutto, Juan Jesus conferma, l’arbitro è stato inchiodato da qualcuno come “pilatesco”. Spalletti non ci può credere e intanto toglie Acerbi dall’aereo per gli Usa.

Una complessiva pantomima già vista, che ormai non scandalizza più nessuno. Razzismo nel mondo del calcio? Meglio non parlarne seriamente. La soluzione non c’è.


Torna alle notizie in home