Il grande assente Di Maio. Cara poltrona ti scrivo

Cara poltrona ti scrivo, e siccome sei molto lontana più forte ti scriverò. È la canzone che nelle ultime ore probabilmente sta intonando Luigi Di Maio dal divano di casa. Il pomiglianese, insieme ai suoi fedelissimi, sarà il grande assente del nuovo Parlamento. L’uomo, che dopo la scissione con Conte, doveva rivoluzionare il centrosinistra come un calzino, l’alleato a sorpresa dei dem, è il bocciato per eccellenza. A cacciarlo fuori da Montecitorio quegli stessi napoletani, che lo fanno volare dall’uscita di Nennella, non a caso istituzione nel centro storico partenopeo. In pantofole e non più in giacca e cravatta, come ai tempi della Farnesina, Giggino dovrà guardare alla tv il faccione del suo più acerrimo nemico, l’avvocato di Volturara Appula. Lo spray anti-insetti che uccide l’ape, utilizzato dai gialli, infatti, si chiama Sergio Costa. L’ex ministro all’Ambiente è la soluzione naturale per sbattere il bibitaro fuori dalle stanze che contano. L’unico che lo può salvare, dopo il tragico 25, è il solo Vincenzo da Salerno, che pur di trovare qualche alleato per marciare verso il Nazareno, è pronto a riciclare chiunque. Spadafora, Azzolina e Castelli, intanto, sono ormai un lontano ricordo nella capitale. Il campolargo di Letta, alla fine, salva solo qualche raccomandato della “setta” del Nazareno, mentre mozza le ali agli amici di Tabacci (il sopravvissuto), in un mondo di centrosinistra, dove l’unico a volare è solo il Movimento 2.0 e non certamente Impegno Civico.

Cara poltrona ti scrivo, e siccome sei molto lontana più forte ti scriverò. È la canzone che nelle ultime ore probabilmente sta intonando Luigi Di Maio dal divano di casa. Il pomiglianese, insieme ai suoi fedelissimi, sarà il grande assente del nuovo Parlamento. L’uomo, che dopo la scissione con Conte, doveva rivoluzionare il centrosinistra come un calzino, l’alleato a sorpresa dei dem, è il bocciato per eccellenza. A cacciarlo fuori da Montecitorio quegli stessi napoletani, che lo fanno volare dall’uscita di Nennella, non a caso istituzione nel centro storico partenopeo. In pantofole e non più in giacca e cravatta, come ai tempi della Farnesina, Giggino dovrà guardare alla tv il faccione del suo più acerrimo nemico, l’avvocato di Volturara Appula. Lo spray anti-insetti che uccide l’ape, utilizzato dai gialli, infatti, si chiama Sergio Costa. L’ex ministro all’Ambiente è la soluzione naturale per sbattere il bibitaro fuori dalle stanze che contano. L’unico che lo può salvare, dopo il tragico 25, è il solo Vincenzo da Salerno, che pur di trovare qualche alleato per marciare verso il Nazareno, è pronto a riciclare chiunque. Spadafora, Azzolina e Castelli, intanto, sono ormai un lontano ricordo nella capitale. Il campolargo di Letta, alla fine, salva solo qualche raccomandato della “setta” del Nazareno, mentre mozza le ali agli amici di Tabacci (il sopravvissuto), in un mondo di centrosinistra, dove l’unico a volare è solo il Movimento 2.0 e non certamente Impegno Civico.

Previous articleCiak si vota
Next articleSILVIO IS BACK
Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli