IL “GRIDO DELLA PACE” DI FRANCESCO

Papa Francesco condanna la guerra in Ucraina e i suoi protagonisti. Se in pubblico lancia ad ogni occasione possibile appelli di pace, privatamente ha intrecciato una trattativa segreta con la Chiesa ortodossa per fermare il conflitto. Sarà proprio il Santo Pontefice a chiudere il 25 ottobre l’evento “Il grido della pace” organizzato a Roma dalla Comunità di Sant’Egidio. L’assemblea di apertura con il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, il presidente francese Emmanuel Macron e quello del Niger Mohamed Bazum e la preghiera dei cristiani, presieduta da Papa Francesco, che si terrà per la prima volta all’interno del Colosseo, sono alcune delle novità annunciate ieri da Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, in occasione della presentazione de “Il grido della pace. Religioni e Culture in dialogo”. L’incontro interreligioso si svolgerà nel capoluogo italiano, da domenica 23 a martedì 25 ottobre. Spesso criticato perché nei primi due mesi dalla guerra in Ucraina non si era recato ancora a Kiev, Papa Francesco sta facendo per la pace molto più di quel che si pensa. Proprio il 2 ottobre scorso, durante l’Angelus in Piazza San Pietro, Bergoglio si è affacciato alla finestra del Palazzo Apostolico addirittura con qualche secondo di anticipo e scandendo le sue parole con tono preoccupato ed arrabbiato ha esclamato di fronte ai circa trentamila pellegrini in Piazza: “L’andamento della guerra in Ucraina è diventato talmente grave, devastante e minaccioso, da suscitare grande preoccupazione”. “Che cosa deve ancora succedere? Quanto sangue deve ancora scorrere perché capiamo che la guerra non è mai una soluzione, ma solo distruzione? In nome di Dio e in nome del senso di umanità che alberga in ogni cuore, rinnovo il mio appello affinché si giunga subito al cessate-il-fuoco”. All’evento per il “grido della pace” saranno rappresentati oltre 50 Paesi del mondo, attraverso gli esponenti di tutte le grandi religioni mondiali: cristiani, musulmani, ebrei, buddisti, induisti e altre fedi asiatiche. Sono stati invitati anche delegati della Chiesa greco-cattolica ucraina e della Chiesa di Mosca.

Papa Francesco condanna la guerra in Ucraina e i suoi protagonisti. Se in pubblico lancia ad ogni occasione possibile appelli di pace, privatamente ha intrecciato una trattativa segreta con la Chiesa ortodossa per fermare il conflitto. Sarà proprio il Santo Pontefice a chiudere il 25 ottobre l’evento “Il grido della pace” organizzato a Roma dalla Comunità di Sant’Egidio. L’assemblea di apertura con il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, il presidente francese Emmanuel Macron e quello del Niger Mohamed Bazum e la preghiera dei cristiani, presieduta da Papa Francesco, che si terrà per la prima volta all’interno del Colosseo, sono alcune delle novità annunciate ieri da Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, in occasione della presentazione de “Il grido della pace. Religioni e Culture in dialogo”. L’incontro interreligioso si svolgerà nel capoluogo italiano, da domenica 23 a martedì 25 ottobre. Spesso criticato perché nei primi due mesi dalla guerra in Ucraina non si era recato ancora a Kiev, Papa Francesco sta facendo per la pace molto più di quel che si pensa. Proprio il 2 ottobre scorso, durante l’Angelus in Piazza San Pietro, Bergoglio si è affacciato alla finestra del Palazzo Apostolico addirittura con qualche secondo di anticipo e scandendo le sue parole con tono preoccupato ed arrabbiato ha esclamato di fronte ai circa trentamila pellegrini in Piazza: “L’andamento della guerra in Ucraina è diventato talmente grave, devastante e minaccioso, da suscitare grande preoccupazione”. “Che cosa deve ancora succedere? Quanto sangue deve ancora scorrere perché capiamo che la guerra non è mai una soluzione, ma solo distruzione? In nome di Dio e in nome del senso di umanità che alberga in ogni cuore, rinnovo il mio appello affinché si giunga subito al cessate-il-fuoco”. All’evento per il “grido della pace” saranno rappresentati oltre 50 Paesi del mondo, attraverso gli esponenti di tutte le grandi religioni mondiali: cristiani, musulmani, ebrei, buddisti, induisti e altre fedi asiatiche. Sono stati invitati anche delegati della Chiesa greco-cattolica ucraina e della Chiesa di Mosca.

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