Il M5s si divide, nasce “Insieme per il futuro”

Parte la scissione nel M5s. Sette senatori vicini al ministro degli Esteri Luigi Di Maio lasciano i gialli. Alla Camera, invece, dovrebbero essere una trentina i deputati pronti a sposare la nuova causa. Pronto a venire, quindi, alla luce il nuovo soggetto politico atlantista vicino al premier Draghi e lontano dal no agli armamenti sponsorizzato da Conte. Il nuovo partito si chiamerà “Insieme per il futuro” e dovrebbe essere già ufficializzato in serata.
A Palazzo Madama coloro che avrebbero confermato la fiducia al titolare della Farnesina sarebbero i senatori Trentacoste, Presutto, Di Nicola, Campagna, Nocerino, Donno e Vaccaro. Fenu, invece, sarebbe pronto a lasciare il gruppo, pur non aderendo, almeno per il momento, alla causa dimaiana. Non è da escludere che tale numero possa aumentare col passare delle ore. A Montecitorio, invece, in prima fila per aderire alla neonata formazione, i deputati Battelli, Caso, Deiana, Del Grosso, Gallinella e Serritella. Secondo i rumors di palazzo, si potrebbe arrivare addirittura a sfiorare le quaranta fuoriuscite.


Una scelta che provoca l’ira dei fedelissimi di Conte. “Siamo tutti in regola – scrive il sottosegretario Carlo Sibilia su Twitter – con il taglio dello stipendio parlamentare come promesso ai cittadini? Ha diritto di critica chi rispetta le regole”. Il clima è talmente teso da far slittare anche il voto sul superamento o meno del doppio mandato che nei giorni scorsi veniva dato per fine giugno. Le diatribe delle ultime ore, invece, dicono altro. I contiani vorrebbero far slittare la data della consultazione online perché temono che Di Maio possa sfruttarla per far leva su quei parlamentari che non sarebbero più ricandidabili secondo lo statuto attuale.


Sulle regole del gioco e sui valori fondanti del Movimento, interviene anche Beppe Grillo, secondo cui la sua protesta degli ultimi giorni non sarebbe legata esclusivamente alla politica estera e alle armi in Ucraina: “Qualcuno non crede più nelle regole del gioco? Che lo dica con coraggio e senza espedienti. Deponga le armi di distrazione di massa e parli con onestà”.
Il garante del M5s dovrebbe essere nella capitale giovedì appunto per rinsaldare le file e dare così un’indicazione definitiva sulla questione. Domani, intanto, è prevista un’assemblea dei parlamentari, che alla luce degli attacchi giornalieri delle varie fazioni, si annuncia abbastanza infuocata.

Parte la scissione nel M5s. Sette senatori vicini al ministro degli Esteri Luigi Di Maio lasciano i gialli. Alla Camera, invece, dovrebbero essere una trentina i deputati pronti a sposare la nuova causa. Pronto a venire, quindi, alla luce il nuovo soggetto politico atlantista vicino al premier Draghi e lontano dal no agli armamenti sponsorizzato da Conte. Il nuovo partito si chiamerà “Insieme per il futuro” e dovrebbe essere già ufficializzato in serata.
A Palazzo Madama coloro che avrebbero confermato la fiducia al titolare della Farnesina sarebbero i senatori Trentacoste, Presutto, Di Nicola, Campagna, Nocerino, Donno e Vaccaro. Fenu, invece, sarebbe pronto a lasciare il gruppo, pur non aderendo, almeno per il momento, alla causa dimaiana. Non è da escludere che tale numero possa aumentare col passare delle ore. A Montecitorio, invece, in prima fila per aderire alla neonata formazione, i deputati Battelli, Caso, Deiana, Del Grosso, Gallinella e Serritella. Secondo i rumors di palazzo, si potrebbe arrivare addirittura a sfiorare le quaranta fuoriuscite.


Una scelta che provoca l’ira dei fedelissimi di Conte. “Siamo tutti in regola – scrive il sottosegretario Carlo Sibilia su Twitter – con il taglio dello stipendio parlamentare come promesso ai cittadini? Ha diritto di critica chi rispetta le regole”. Il clima è talmente teso da far slittare anche il voto sul superamento o meno del doppio mandato che nei giorni scorsi veniva dato per fine giugno. Le diatribe delle ultime ore, invece, dicono altro. I contiani vorrebbero far slittare la data della consultazione online perché temono che Di Maio possa sfruttarla per far leva su quei parlamentari che non sarebbero più ricandidabili secondo lo statuto attuale.


Sulle regole del gioco e sui valori fondanti del Movimento, interviene anche Beppe Grillo, secondo cui la sua protesta degli ultimi giorni non sarebbe legata esclusivamente alla politica estera e alle armi in Ucraina: “Qualcuno non crede più nelle regole del gioco? Che lo dica con coraggio e senza espedienti. Deponga le armi di distrazione di massa e parli con onestà”.
Il garante del M5s dovrebbe essere nella capitale giovedì appunto per rinsaldare le file e dare così un’indicazione definitiva sulla questione. Domani, intanto, è prevista un’assemblea dei parlamentari, che alla luce degli attacchi giornalieri delle varie fazioni, si annuncia abbastanza infuocata.

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