IL non expedit di Zaia

Il silenzio di Luca Zaia sull’uscita a Rovereto Sud della Valdastico, l’autostrada fantasma di cui si discute da mezzo secolo, è assordante. I bene informati dicono che sia contrario, per questo non parla dello scottante argomento, lui che ogni giorno esterna su tutti gli argomenti che coinvolgono la sua regione e gli interessi dei veneti. “Per questo dico al buon Zaia di riconsiderare l’opportunità di Rovereto Sud, all’insegna del motto che l’ottimo è nemico del bene, tanto più che parliamo di una differenza di pochi chilometri tra Besenello e Rovereto”, spiega Pierantonio Zanettin, senatore di lungo corso di Forza Italia, che reclama un surplus di ragionamento per non “perdere un’occasione storica”. Adesso che la provincia autonoma di Trento è favorevole alla Valdastico Nord e che al ministero delle Infrastrutture siede il leader leghista Matteo Salvini perché bisogna impiccarsi a una posizione ideologica. “Attenzione a non perdere quello che potrebbe essere l’ultimo treno – osserva anche Daniela Sbrollini, senatrice vicentina di Italia Viva/Terzo Polo – senza non confrontarsi con Trento. Non possiamo permettercelo perché l’opera è importante”. E sulla stessa linea si sintonizza il consigliere regionale veneto Joe Formaggio, di Fratelli d’Italia, di professione manager in un grande gruppo industriale come la Valbruna, che sottolinea:”Aspettiamo a questo punto di sentire la posizione ufficiale del presidente Zaia sulla Valdastico Nord perché è un tema molto significativo non solo per il Veneto”.
Così a due settimane dalla storica decisione della giunta trentina, guidata da Maurizio Fugatti, di deliberare la variante al Piano urbanistico favorevole alla realizzazione dello sbocco della A31 sull’Autobrennero a Rovereto, si assiste a una doppia “guerra”. Quella tra industriali trentini e vicentini, rappresentati dai rispettivi leader Fausto Manzana e Laura Dalla Vecchia che sono su opposte sponde, con il disagio del mondo imprenditoriale per una lotta intestina che non ha molti precedenti nel mondo confindustriale; e quello all’interno della stessa Lega, perché l’orientamento dei salviniani favorevoli all’opera non collima con quello degli zaiani, i quali puntano alla “Cav grande holding” per dare l’assalto alla remunerativa concessione della BS-PD in scadenza nel 2026 nel portafoglio di A4 Holding, controllata da Abertis Italia, di cui i maggiori azionisti sono Atlantia (con i Benetton) e Acs e Hochtief (con lo spagnolo Florentino Perez, patron del Real Madrid).
Del caso Valdastico discute da settimane il mondo della politica e quello dell’imprenditoria a Nordest. Destano ancora perplessità le dichiarazioni pubbliche di Laura Dalla Vecchia, alla guida della potente Confindustria Vicenza, che ha definito “inutile e costosissimo il tracciato” ipotizzato dalla giunta Fugatti. Gli industriali vicentini e le categorie economiche sono sempre stati favorevoli alla Valdastico Nord. Ma l’uscita dev’essere quella di Besenello. Ipotesi sulla quale Trento ha sempre opposto un fermo rifiuto. E senza il sì dei trentini, come ha ribadito la Corte Costituzionale non si va da nessuna parte. Perché allora, si chiedono in molti, arroccarsi dietro il no pregiudiziale a Rovereto Sud come fanno le categorie economiche vicentine, per le quali il silenzio di Zaia è musica alle loro orecchie? “Francamente non lo capisco – aggiunge il senatore Zanettin – perché le posizioni pregiudiziali sono sbagliate. Siamo d’accordo che Rovereto non è la soluzione ottimale per il Vicentino, ma se non c’è alternativa, vista la posizione legittima dei territori interessati, che cosa facciamo, buttiamo all’aria tutto? Dissento dalle critiche aprioristiche. L’alternativa è che non si faccia più e che si provochi un danno all’economia vicentina e veneta nel suo complesso. Mi aspetto che Zaia prenda pubblicamente posizione”.
La durissima reprimenda della leader degli industriali vicentini Dalla Vecchia, dopo gli imbarazzi iniziali, ha visto l’omologo trentino Manzana uscire allo scoperto: “Non ho capito francamente la posizione della mia collega vicentina. Questo investimento lo si deve fare. Poiché non va solo a favore dell’economia, ma anche della libera circolazione delle persone e delle merci”. Lo stesso Manzana per l’uscita a Rovereto Sud afferma di “non fare nessun tifo particolare, ma lì permette il collegamento con l’Alto Garda”.
Anche la vice di Zaia, l’avvocata veronese Elisa De Berti con delega alle Infrastrutture e ai Trasporti, non ha mostrato entusiasmo, è un eufemismo, all’ipotesi della giunta Fugatti: “Dobbiamo riparlarne con i sindaci e vedere uno studio trasportistico sui flussi di traffico”. Ma un altro consigliere regionale veneto, stavolta del suo partito, come il vicentino Nicola Finco, in questi giorni ha ripetuto che il Consiglio regionale deve pronunciarsi sul completamento nord della Valdastico. Il presidente degli industriali trentini Manzana di fronte alle obiezioni dello sbocco di Rovereto si è chiesto. “Ma di questi tempi faremmo ancora la Autobrennero? E senza un’autostrada così importante che cosa sarebbe la nostra regione?”.
Come detto sullo sfondo della complessa partita politico-economica c’è la concessione della BS-PD, e della collegata A31, che scadrà nel 2026. Il governatore Zaia vorrebbe subentrare con una concessionaria pubblica, la Cav grande holding, ma dall’altra parte troverà i legali della A4 Holding e di Abertis Italia pronti a fare causa per danni perché sosterranno che è stata colpa della politica se non si è realizzata la Valdastico Nord. Non solo, senza il via libera di Trento alla A31 il Veneto resterà al palo perché la Corte Costituzionale nel 2012 è stata tranchant.
“Il Veneto deve anche considerare – dice Mauro Fabris, ex sottosegretario alle Infrastrutture e vicepresidente dell’autostrada dei Parchi – che la Valdastico Nord costituirebbe uno sbocco per la Pedemontana in via di ultimazione. Sinceramente non comprendo quale sia la logica economica che sottende al rifiuto di Rovereto Sud. Non sarà la soluzione ottimale, ma un rifiuto netto non ha ragione. Perché il Veneto dovrebbe rinunciare di questi tempi a risorse di rilievo?”. E sul silenzio di Zaia sulla A31 mantenuto anche dopo l’incontro dell’altro giorno con il ministro Salvini, la senatrice Sbrollini conclude: “È incredibile come al solito la Lega abbia sempre posizioni divergenti a secondo di dove governi, anche quando parliamo di governatori e amministratori che hanno la stessa appartenenza. Vanno ascoltato le categorie e va trovata una soluzione che vada bene ad entrambi i territori. Abbiamo perso molto tempo e mi aspetto che sia Zaia a convocare un tavolo di confronto. La Valdastico Nord è un’arteria strategica per il Nordest”.

Il silenzio di Luca Zaia sull’uscita a Rovereto Sud della Valdastico, l’autostrada fantasma di cui si discute da mezzo secolo, è assordante. I bene informati dicono che sia contrario, per questo non parla dello scottante argomento, lui che ogni giorno esterna su tutti gli argomenti che coinvolgono la sua regione e gli interessi dei veneti. “Per questo dico al buon Zaia di riconsiderare l’opportunità di Rovereto Sud, all’insegna del motto che l’ottimo è nemico del bene, tanto più che parliamo di una differenza di pochi chilometri tra Besenello e Rovereto”, spiega Pierantonio Zanettin, senatore di lungo corso di Forza Italia, che reclama un surplus di ragionamento per non “perdere un’occasione storica”. Adesso che la provincia autonoma di Trento è favorevole alla Valdastico Nord e che al ministero delle Infrastrutture siede il leader leghista Matteo Salvini perché bisogna impiccarsi a una posizione ideologica. “Attenzione a non perdere quello che potrebbe essere l’ultimo treno – osserva anche Daniela Sbrollini, senatrice vicentina di Italia Viva/Terzo Polo – senza non confrontarsi con Trento. Non possiamo permettercelo perché l’opera è importante”. E sulla stessa linea si sintonizza il consigliere regionale veneto Joe Formaggio, di Fratelli d’Italia, di professione manager in un grande gruppo industriale come la Valbruna, che sottolinea:”Aspettiamo a questo punto di sentire la posizione ufficiale del presidente Zaia sulla Valdastico Nord perché è un tema molto significativo non solo per il Veneto”.
Così a due settimane dalla storica decisione della giunta trentina, guidata da Maurizio Fugatti, di deliberare la variante al Piano urbanistico favorevole alla realizzazione dello sbocco della A31 sull’Autobrennero a Rovereto, si assiste a una doppia “guerra”. Quella tra industriali trentini e vicentini, rappresentati dai rispettivi leader Fausto Manzana e Laura Dalla Vecchia che sono su opposte sponde, con il disagio del mondo imprenditoriale per una lotta intestina che non ha molti precedenti nel mondo confindustriale; e quello all’interno della stessa Lega, perché l’orientamento dei salviniani favorevoli all’opera non collima con quello degli zaiani, i quali puntano alla “Cav grande holding” per dare l’assalto alla remunerativa concessione della BS-PD in scadenza nel 2026 nel portafoglio di A4 Holding, controllata da Abertis Italia, di cui i maggiori azionisti sono Atlantia (con i Benetton) e Acs e Hochtief (con lo spagnolo Florentino Perez, patron del Real Madrid).
Del caso Valdastico discute da settimane il mondo della politica e quello dell’imprenditoria a Nordest. Destano ancora perplessità le dichiarazioni pubbliche di Laura Dalla Vecchia, alla guida della potente Confindustria Vicenza, che ha definito “inutile e costosissimo il tracciato” ipotizzato dalla giunta Fugatti. Gli industriali vicentini e le categorie economiche sono sempre stati favorevoli alla Valdastico Nord. Ma l’uscita dev’essere quella di Besenello. Ipotesi sulla quale Trento ha sempre opposto un fermo rifiuto. E senza il sì dei trentini, come ha ribadito la Corte Costituzionale non si va da nessuna parte. Perché allora, si chiedono in molti, arroccarsi dietro il no pregiudiziale a Rovereto Sud come fanno le categorie economiche vicentine, per le quali il silenzio di Zaia è musica alle loro orecchie? “Francamente non lo capisco – aggiunge il senatore Zanettin – perché le posizioni pregiudiziali sono sbagliate. Siamo d’accordo che Rovereto non è la soluzione ottimale per il Vicentino, ma se non c’è alternativa, vista la posizione legittima dei territori interessati, che cosa facciamo, buttiamo all’aria tutto? Dissento dalle critiche aprioristiche. L’alternativa è che non si faccia più e che si provochi un danno all’economia vicentina e veneta nel suo complesso. Mi aspetto che Zaia prenda pubblicamente posizione”.
La durissima reprimenda della leader degli industriali vicentini Dalla Vecchia, dopo gli imbarazzi iniziali, ha visto l’omologo trentino Manzana uscire allo scoperto: “Non ho capito francamente la posizione della mia collega vicentina. Questo investimento lo si deve fare. Poiché non va solo a favore dell’economia, ma anche della libera circolazione delle persone e delle merci”. Lo stesso Manzana per l’uscita a Rovereto Sud afferma di “non fare nessun tifo particolare, ma lì permette il collegamento con l’Alto Garda”.
Anche la vice di Zaia, l’avvocata veronese Elisa De Berti con delega alle Infrastrutture e ai Trasporti, non ha mostrato entusiasmo, è un eufemismo, all’ipotesi della giunta Fugatti: “Dobbiamo riparlarne con i sindaci e vedere uno studio trasportistico sui flussi di traffico”. Ma un altro consigliere regionale veneto, stavolta del suo partito, come il vicentino Nicola Finco, in questi giorni ha ripetuto che il Consiglio regionale deve pronunciarsi sul completamento nord della Valdastico. Il presidente degli industriali trentini Manzana di fronte alle obiezioni dello sbocco di Rovereto si è chiesto. “Ma di questi tempi faremmo ancora la Autobrennero? E senza un’autostrada così importante che cosa sarebbe la nostra regione?”.
Come detto sullo sfondo della complessa partita politico-economica c’è la concessione della BS-PD, e della collegata A31, che scadrà nel 2026. Il governatore Zaia vorrebbe subentrare con una concessionaria pubblica, la Cav grande holding, ma dall’altra parte troverà i legali della A4 Holding e di Abertis Italia pronti a fare causa per danni perché sosterranno che è stata colpa della politica se non si è realizzata la Valdastico Nord. Non solo, senza il via libera di Trento alla A31 il Veneto resterà al palo perché la Corte Costituzionale nel 2012 è stata tranchant.
“Il Veneto deve anche considerare – dice Mauro Fabris, ex sottosegretario alle Infrastrutture e vicepresidente dell’autostrada dei Parchi – che la Valdastico Nord costituirebbe uno sbocco per la Pedemontana in via di ultimazione. Sinceramente non comprendo quale sia la logica economica che sottende al rifiuto di Rovereto Sud. Non sarà la soluzione ottimale, ma un rifiuto netto non ha ragione. Perché il Veneto dovrebbe rinunciare di questi tempi a risorse di rilievo?”. E sul silenzio di Zaia sulla A31 mantenuto anche dopo l’incontro dell’altro giorno con il ministro Salvini, la senatrice Sbrollini conclude: “È incredibile come al solito la Lega abbia sempre posizioni divergenti a secondo di dove governi, anche quando parliamo di governatori e amministratori che hanno la stessa appartenenza. Vanno ascoltato le categorie e va trovata una soluzione che vada bene ad entrambi i territori. Abbiamo perso molto tempo e mi aspetto che sia Zaia a convocare un tavolo di confronto. La Valdastico Nord è un’arteria strategica per il Nordest”.

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