Il nuovo voto per l’elezione del decimo componente laico del Csm

Nel pomeriggio, alle ore 14,30, il nuovo voto per l’elezione del decimo componente laico del Consiglio Superiore della Magistratura, considerando che nel pomeriggio di martedì non si è riusciti a trovare la quadra. A comunicarlo è il vicepreisdente della Camera Giorgio Mulè, che in occasione della seduta conclusiva sulle nomine, aveva informato l’Aula della nuova convocazione. In un primo momento, il Parlamento si sarebbe dovuto esprimere giovedì della prossima settimana.

L’obiettivo, però, è bruciare le tappe rispetto a un tema così delicato per il Paese. Non si può far perdere giorni preziosi a un governo, che solo se è al completo può svolgere in pieno le proprie funzioni. In lizza, d’altronde, ci dovrebbe essere il solo candidato di Fratelli d’Italia Felice Giuffré, ordinario di diritto pubblico a Catania, nonché avvocato, il quale sembra essere indirizzato a prendere il posto di Giuseppe Valentino, sul quale è arrivato il veto pentastellato, a causa di una presunta indagine che lo vedrebbe coinvolto. Non dovrebbe essere un’impresa per il secondo profilo proposto dai meloniani, pertanto, ottenere il quorum richiesto dei tre quinti dei componenti dell’Assemblea. Salvo problemi, non dovrebbero esserci particolari colpi di scena, considerando che l’esponente di Fratelli d’Italia, nell’ultima votazione, si era fermato già a 295 preferenze, fermandosi a un vero e proprio soffio dall’affermazione definitiva. Non si placa, intanto, l’ira dei gialli. I sostenitori del Movimento continuano a lanciare dardi verso il primo partito della maggioranza. Il penalista, indicato dalla Meloni, intanto, si difende: “Non ho mai ricevuto nulla. Non so se sono indagato, nè cosa mi è contestato. Difenderò la mia onorabilità. Ho ricevuto vergognose palate di fango. Denuncerò per calunnia la persona che aveva fatto il mio nome”.

Nel pomeriggio, alle ore 14,30, il nuovo voto per l’elezione del decimo componente laico del Consiglio Superiore della Magistratura, considerando che nel pomeriggio di martedì non si è riusciti a trovare la quadra. A comunicarlo è il vicepreisdente della Camera Giorgio Mulè, che in occasione della seduta conclusiva sulle nomine, aveva informato l’Aula della nuova convocazione. In un primo momento, il Parlamento si sarebbe dovuto esprimere giovedì della prossima settimana.

L’obiettivo, però, è bruciare le tappe rispetto a un tema così delicato per il Paese. Non si può far perdere giorni preziosi a un governo, che solo se è al completo può svolgere in pieno le proprie funzioni. In lizza, d’altronde, ci dovrebbe essere il solo candidato di Fratelli d’Italia Felice Giuffré, ordinario di diritto pubblico a Catania, nonché avvocato, il quale sembra essere indirizzato a prendere il posto di Giuseppe Valentino, sul quale è arrivato il veto pentastellato, a causa di una presunta indagine che lo vedrebbe coinvolto. Non dovrebbe essere un’impresa per il secondo profilo proposto dai meloniani, pertanto, ottenere il quorum richiesto dei tre quinti dei componenti dell’Assemblea. Salvo problemi, non dovrebbero esserci particolari colpi di scena, considerando che l’esponente di Fratelli d’Italia, nell’ultima votazione, si era fermato già a 295 preferenze, fermandosi a un vero e proprio soffio dall’affermazione definitiva. Non si placa, intanto, l’ira dei gialli. I sostenitori del Movimento continuano a lanciare dardi verso il primo partito della maggioranza. Il penalista, indicato dalla Meloni, intanto, si difende: “Non ho mai ricevuto nulla. Non so se sono indagato, nè cosa mi è contestato. Difenderò la mia onorabilità. Ho ricevuto vergognose palate di fango. Denuncerò per calunnia la persona che aveva fatto il mio nome”.
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