Il pane giusto per Montesano

Dobbiamo forse chiedere il manuale del fascista che vi sta bene. Perché qui non ci si capisce più nulla. L’opinione pubblica si muove e si smuove a seconda delle palette degli indignati speciali di “Ballando con le stelle”, il talent show del sabato sera firmato Milly Carlucci, che oggi è al centro di una polemica che nulla ha a che vedere con esibizioni più o meno folkloristiche in pista da ballo ad opera di vip e personaggi in cerca d’autore. Che la presenza di Enrico Montesano sarebbe stata vissuta come una bomba a ologeria, era piuttosto prevedibile. Meno il polverone che si è voluto tirar fuori dalla sua presenza nel programma, per dieci giorni, senza che nessuno si accorgesse che, durante le prove con un logo “con un motto e un simbolo che rievocano una delle pagine più buie della nostra storia”. Questo è quanto scrive in una nota la Rai scusandosi con i telespettatori e annunciando l’espulsione dell’attore romano dal cast.
Non si sa quanti autori firmino il programma Rai, quanti possano aver visionato le prove tra registi, cameraman, montatori, poi però a cose fatte, scoppia il caso da una segnalazione di Selvaggia Lucarelli, giudice nel programma “ la X Mas- scrive Lucarelli è una formazione militare che ha combattuto accanto ai nazisti contro i partigiani, nonché simbolo del neofascismo”.
La notizia diventa immediatamente di dominio pubblico e da lì l’espulsione. E dall’espulsione tutta una serie di dietrologie allucinanti: dal chi sostiene che da un no vax ci si può aspettare questo e altro, a chi sostiene (leggasi Antinolfi) che il tutto potrebbe esser stato studiato a tavolino. Di queste bagarre la tv di Stato non ne ha bisogno. Noi telespettatori, invece dovremmo capire un paio di cose. A partire da quella più logica, ossia come ci si deve comportare. Perché se da una parte abbiamo un sottosegretario come Bignami che su Internet (googlate per credere) sventola svastiche come non ci fosse un ieri, arriva un attore in un talent con una maglia che reca un motto e succede il putiferio. E succede il putiferio laddove noi paghiamo nelle bollette della luce il canone.
Montesano, fa sapere, intanto, di aver dato mandato all’avvocato e al suo agente di “esaminare la situazione per tutelare al meglio la sua onorabilità”. In un suo post scrive ribadendo la sua “assoluta buona fede” e ricorda di essere stato un parlamentare di sinistra “in linea con la mia fede politica che non può essere certo accostata a quella fascista”.
L’attore ha sottolineato rispondendo all’espulsione dal programma che “la maglietta contiene una frase di Gabriele D’Annunzio, liberamente riprodotta anche nei libri adottati nelle scuole”- come fa sapere la Rai in una nota. E ora come la mettiamo? Perché si può anche eliminare un concorrente e dimenticarcene, ma possiamo capire una volta per tutte in che Paese siamo e quali sono le linee di condotta? Magliette eversive in tv no, svastiche alle braccia dei sottosegretari sì, ci regoliamo così? Perché lasciamo passare un Bignami, ripreso da ogni sito ad una festa in tenuta da Gestapo e lo lasciamo in parlamento ma cacciamo dalla tv un personaggio per una maglietta e vogliamo punire il personaggio per cosa? Così ne puniremo uno per castigarne cento? O perché gli stiamo preparando una poltrona?

Dobbiamo forse chiedere il manuale del fascista che vi sta bene. Perché qui non ci si capisce più nulla. L’opinione pubblica si muove e si smuove a seconda delle palette degli indignati speciali di “Ballando con le stelle”, il talent show del sabato sera firmato Milly Carlucci, che oggi è al centro di una polemica che nulla ha a che vedere con esibizioni più o meno folkloristiche in pista da ballo ad opera di vip e personaggi in cerca d’autore. Che la presenza di Enrico Montesano sarebbe stata vissuta come una bomba a ologeria, era piuttosto prevedibile. Meno il polverone che si è voluto tirar fuori dalla sua presenza nel programma, per dieci giorni, senza che nessuno si accorgesse che, durante le prove con un logo “con un motto e un simbolo che rievocano una delle pagine più buie della nostra storia”. Questo è quanto scrive in una nota la Rai scusandosi con i telespettatori e annunciando l’espulsione dell’attore romano dal cast.
Non si sa quanti autori firmino il programma Rai, quanti possano aver visionato le prove tra registi, cameraman, montatori, poi però a cose fatte, scoppia il caso da una segnalazione di Selvaggia Lucarelli, giudice nel programma “ la X Mas- scrive Lucarelli è una formazione militare che ha combattuto accanto ai nazisti contro i partigiani, nonché simbolo del neofascismo”.
La notizia diventa immediatamente di dominio pubblico e da lì l’espulsione. E dall’espulsione tutta una serie di dietrologie allucinanti: dal chi sostiene che da un no vax ci si può aspettare questo e altro, a chi sostiene (leggasi Antinolfi) che il tutto potrebbe esser stato studiato a tavolino. Di queste bagarre la tv di Stato non ne ha bisogno. Noi telespettatori, invece dovremmo capire un paio di cose. A partire da quella più logica, ossia come ci si deve comportare. Perché se da una parte abbiamo un sottosegretario come Bignami che su Internet (googlate per credere) sventola svastiche come non ci fosse un ieri, arriva un attore in un talent con una maglia che reca un motto e succede il putiferio. E succede il putiferio laddove noi paghiamo nelle bollette della luce il canone.
Montesano, fa sapere, intanto, di aver dato mandato all’avvocato e al suo agente di “esaminare la situazione per tutelare al meglio la sua onorabilità”. In un suo post scrive ribadendo la sua “assoluta buona fede” e ricorda di essere stato un parlamentare di sinistra “in linea con la mia fede politica che non può essere certo accostata a quella fascista”.
L’attore ha sottolineato rispondendo all’espulsione dal programma che “la maglietta contiene una frase di Gabriele D’Annunzio, liberamente riprodotta anche nei libri adottati nelle scuole”- come fa sapere la Rai in una nota. E ora come la mettiamo? Perché si può anche eliminare un concorrente e dimenticarcene, ma possiamo capire una volta per tutte in che Paese siamo e quali sono le linee di condotta? Magliette eversive in tv no, svastiche alle braccia dei sottosegretari sì, ci regoliamo così? Perché lasciamo passare un Bignami, ripreso da ogni sito ad una festa in tenuta da Gestapo e lo lasciamo in parlamento ma cacciamo dalla tv un personaggio per una maglietta e vogliamo punire il personaggio per cosa? Così ne puniremo uno per castigarne cento? O perché gli stiamo preparando una poltrona?

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